Il vino, il finocchio e un vecchio “rimedio” per confondere le idee…

Ah! I modi di dire e le espressioni tipiche del paese, frasi che utilizziamo tutti i giorni per comunicare stupore, sdegno, apprezzamenti o molto spesso anche solo per fare della sana polemica! Diciamocelo, senza alcune espressioni tipiche, sarebbe molto più difficile esprimere quello che vorremmo comunicare.

Personalmente sono appassionato delle origini di queste frasi di uso comune e mi faceva piacere raccontarvi appunto l’origine di una di queste. Magari sul perché si dica “piantare in asso” quando senza dire nulla abbandoniamo una persona da qualche parte, o quando diciamo a qualcuno che ha “la coda di paglia”.

È pur sempre vero però che siamo su un sito chiamato Bordolese.it, quindi perché non cercare un’espressione che di solito utilizziamo, che trovi origine proprio nell’argomento principale di questo sito: il vino e il cibo!

L’espressione in questione è “infinocchiare” (o farsi infinocchiare se siete la vittima). Una espressione che di certo abbiamo usato tutti almeno qualche volta per indicare l’azione di imbrogliare e fregare un’altra persona. Ma perché proprio il finocchio?

La risposta devo dire mi ha stupito!

A quanto pare nel medioevo, nel centro Italia, osti e i ristoratori, ma anche i vignaioli, non potevano permettersi di buttar via un alimento non più fresco o, nel caso del vino, di scarsa qualità, e quindi per attenuare il sapore sgradevole dei cibi non freschi (soprattutto per quanto riguarda la carne) e per coprire il sapore di un vino non troppo bevibile e mal prodotto, i proprietari della taverna in questione solevano affiancare o usare come condimento dei semi di finocchio.

Questo perché il finocchio, (in particolare i semi) oltre che ad essere una pianta aromatica, e quindi capace di coprire odori sgradevoli provenienti da cibi e bevande in questione, è anche capace di alterare il gusto degli alimenti al palato, arricchendoli spesso di sapore e facendo sembrare cibi non freschi molto più gustosi e vini terribili molto più intriganti e pregevoli.

La cosa paradossale è che il finocchio è anche uno dei migliori rimedi naturali per i crampi generati da intossicazioni alimentari e quindi le persone “infinocchiate” non subivano nemmeno gli effetti nocivi di ciò che mangiavano e bevevano

Ora non so voi, ma da quando ho scoperto questa cosa e ripensando a tutte le volte che mia nonna da bambino mi ha preparato l’arista con i semi di finocchio… beh devo dire… che ho iniziato a guardarla in modo un po’ più sospetto!

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Federico Gabriele

Federico Gabriele

Romano, 19 anni appena compiuti. Dopo tanti anni di teatro tra i quali tre anni di Accademia al Teatro Sistina, spettacoli e qualche musical al quale ho avuto l’onore di partecipare, continuo a cantare, recitare, ballare e doppiare, ma il richiamo del calice, complice la chiusura dei teatri in periodo di pandemia, ha preso il sopravvento. Nel bicchiere ci metto il naso da tempo, ma è solo da poco che ho iniziato a provare e soprattutto studiare. Passato il Wset2 con merito, prossimo all'esame Wset3 e neo-matricola al corso di enologia a Firenze, ho preso coscienza del fatto che per capirlo, il vino, va studiato, ma soprattutto "frequentato"...

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