Gargano e i suoi scaffali

Breve vacanza nel Gargano. Fresco di diploma, Gargano per me = Nero di Troia, inevitabilmente. Conosco bene il Salento e la fierezza dei salentini, ma devo dire che anche qui non si scherza.

Entro in un supermercato qualunque – mise da mare, pantaloncino e maglietta – per comperare un po’ di acqua e purtroppo mi trovo a passare davanti allo scaffale del vino.

Nero di Troia, eccome se c’è. Anzi, ti dirò, quasi solo prodotti locali.

Oramai per me lo scaffale dei vini mi genera una sorta di Sindrome di Stendhal. Se vedo uno scaffale non riesco a passare indenne. E’ troppa la curiosità, è troppo il desiderio di provare tutto: tutti i vitigni, tutte le DOCG studiate, tutto ciò che è bianco, rosso, rosato o in bollicine.

Un applauso al Gargnano e alla Puglia in genere.

Anche a tavola l’offerta è stata coerente: tra rosati locali, Neri di Troia e Moscati i pugliesi non hanno mai tradito la loro terra. Anzi, in due dessert ho trovato anche “riduzioni” di Nero di Troia…

Complimenti!

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Maurizio Gabriele

Maurizio Gabriele

Fondamentalmente un curioso. Programmatore e sistemista pentito, decide di virare in modo netto verso il mondo della comunicazione, caratterizzato da progetti decisamente più stimolanti. Attratto dalla cucina sia come forma di espressione che di nutrimento e, inevitabilmente, dal vino. Sommelier dal 2018. In giurie internazionali dal 2020. Writer per passione. Entusiasta per scelta di vita.

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