42 ori per le Grenaches italiane in Navarra

Quest’anno siamo in Navarra.
Oddio, dov’è la Navarra. Ho trovato il sistema che aiuta tutti a identificare la zona. La parola magica da pronunciare è “San Fermìn”, e in un batter d’occhio tutti capiscono. Poi però non si rendono conto che Pamplona non è una città nella quale trovare ogni giorno tori che scorrazzano per la città…

Io ho un feeling particolare con la Spagna. La conosco abbastanza bene, dal sud al nord, ma la Navarra mi mancava. Per quanto io mi possa sforzare, mi dispiace di non aver fatto un selfie – ne faccio veramente pochi – per “fissare” il mio sorriso quando ho appreso di essere tra i giurati di Grenaches Du Monde 2022.

E’ la mia terza edizione, e devo dire che oramai mi sento un po’di casa.
Superato un viaggio di andata leggermente rocambolesco, mettiamo piede nel Parador di Olite, un gioiellino nel piccolo centro della Navarra. Piccolo ma affascinante, ancora più affascinante se visto dalle mura del castello, location scelta dall’organizzazione per la serata inaugurale. Una serata dominata dal rosa.

Ma torniamo al dovere, che poi è un piacere ????
Un’ottantina di degustatori in rappresentanza di 13 paesi per valutare circa 900 vini. Al mio tavolo André, Marc e Nathalie. Un tedesco, un francese e una colombiana: si parla spagnolo quando si comunica in modo leggero, in inglese quando ci dobbiamo capire, in francese (più o meno) quando ci si lascia andare all’istinto. Ma il bello è proprio questo.

Al mio tavolo, da menzionare una grande batteria di rossi, a cui segue la fierezza di scoprire a posteriori che si trattava dei nostri Cannonau, dei quali molti andati a medaglia. Grande commozione, per quanto mi riguarda, per una memorabile batteria di “vinos ranchos”, indubbiamente fuori dagli schemi, talvolta estremi, ma decisamente emozionanti.

Complessivamente 42 le medaglie d’oro per i vini italiani e 14 quelle d’argento su un totale di 162 vini italiani in concorso. Un bottino interessante ma che a mio avviso potrebbe e dovrebbe crescere, in particolar modo visto il passo falso rispetto alla scorsa edizione di alcuni vini che conosco per la loro eccellente qualità e sui quali avrei messo la firma. Solo un passo falso o, magari un problema di trasporto e stoccaggio? Chissà…

Bella la compagnia. Ritmi decisamente serrati tra visite e pranzi. Asparagi bianchi e carciofi onnipresenti in ogni luogo e in ogni piatto. Vino in quantità industriale e come da tradizione bottiglie di Rivesalt d’annata tirate fuori dagli organizzatori a fine pasto, tanto per darti il colpo finale.

Ah si, Pamplona. Questi i tori ce li hanno nel sangue e nella testa.
Ho sempre detto che mai e poi mai mi sarei fatto attrarre dal “San Fermìn”. Poi però ti ritrovi a sentire la canzoncina che si canta tre volte davanti alla statua del santo, a calcare le strade della folle corsa e ad affacciarti dalla terrazza dal quale il Sindaco lancia il razzo per aprire la festa e….e alla velocità della luce ti viene voglia di metterti un pañuelo rosso al collo, affittarti il terrazzino (si, il terrazzino, a stare in strada non ci penso proprio…), quello in alto a destra della piazza, per il prossimo San Fermìn.

Una GDM 2022 che dichiarava smania di fare e di riappropriarsi di un po’  di quella libertà che ci è venuta a mancare in questi ultimi due anni. Indubbiamente tanto vino e quella Spagna che sa sempre affascinarti al punto tale da renderti orgoglioso di far parte di questa manifestazione.

Quello che però mi piace in questi frangenti è la condivisione e quel piacevolissimo scambio culturale del quale continua a nutrirsi la mia inesauribile curiosità. Così come piacevole, come al solito, lo stare insieme alla mia ciurma de “los italianos”, colti, confortevoli, sempre pronti – come Dr.Jekill e Mr.Hyde – a virare con estrema facilità da un approccio superPro in ambito enologico ad un cazzeggio spinto nei momenti extra vino.

Chiudiamo il giro – e non potevamo farne a meno – con una sequenza di economicissimi panini di prosciutto iberico da 12,50 euretti cadauno. Ma la regola è quella, non si può lasciare la Spagna senza aver addentato almeno una fetta di Iberico…

www.grenachesdumonde.com 

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Maurizio Gabriele

Maurizio Gabriele

Fondamentalmente un curioso. Programmatore e sistemista pentito, decide di virare in modo netto verso il mondo della comunicazione, caratterizzato da progetti decisamente più stimolanti. Attratto dalla cucina sia come forma di espressione che di nutrimento e, inevitabilmente, dal vino. Sommelier dal 2018. In giurie internazionali dal 2020. Writer per passione. Entusiasta per scelta di vita.

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