di Valentina Di Carlo
La Toscana è in fermento per le imminenti anteprime. Secondo voi gelo e nevicate sono in grado di fermare noi enoappassionati quando si parla di vino? Ovviamente no. Perciò ci siamo messi sciarpa, guanti e stivali per andare alla scoperta di nuovi o già noti vini da degustare in una delle più belle città d’Italia. Per il quarto anno consecutivo i Palazzi storici del bellissimo centro storico di Siena vengono animati da Wine&Siena – Capolavori del gusto. 
Un evento che ha registrato quest’anno il sold-out in entrambe le giornate, con più di 3000 presenze. “Abbiamo raggiunto la capienza massima delle diverse location – afferma Helmuth Köcher, The WineHunter e patron della manifestazione – C’è un grandissimo potenziale per questa manifestazione che deve continuare a crescere”. Organizzato da Gourmet’s International e nato appunto dagli stessi ideatori del Merano Wine Festival, Wine&Siena porta in scena 150 produttori con più di 500 vini ,presentati al pubblico dagli stessi produttori o da Sommelier professionisti. Le cornici sono a dir poco suggestive, tra storia, arte e cultura di questo meraviglioso capoluogo toscano, scelto proprio per il suo essere culla di ben 5 DOCG. Lo stesso assessore regionale all’Agricoltura, Marco Remaschi, nel corso della presentazione del Wine&Siena a Palazzo Sacrati Strozzi ha affermato in merito – “Che Siena possa diventare la capitale italiana del vino è cosa non solo auspicabile, ma anche su cui lavorare concretamente assieme al Comune di Siena. E’ una scommessa di grande importanza”. 

Non sono mancate Masterclass di approfondimento, focalizzate quest’anno sui Gewürztraminer altoatesini e su verticali dedicate a: “Il Solatio” di Castello di Albola, il Nobile di Montepulciano di Salcheto e l’ormai iconico ed eroico “Fiorduva” di Marisa Cuomo.

Nobile causa quella dell’asta di beneficenza organizzata presso la Sala delle Lupe del Palazzo Comunale, il cui ricavato, che ammonta a circa 4500 euro, verrà interamente devoluto all’associazione “Il Piccolo Principe” di Siena, a sostegno dei bambini autistici. Tutto questo è stato possibile grazie alla generosità di molte importanti aziende vinicole toscane, che hanno messo a disposizione i vini per l’asta.

Ma entriamo nel vivo dell’evento, organizzato in modo esemplare, senza lasciare nulla al caso. Nonostante ciò, non sempre è semplice riuscire a degustare, data l’affluenza massiccia e le temperature interne piuttosto hawaiane. Eppure, i sorrisi che si incontrano dietro ai banchi di assaggio meritano ogni minuto speso ad attendere pazientemente in fila.

Tra i tanti ottimi assaggi che abbiamo avuto modo di fare, questi sono i migliori:

ROENO – ENANTIO RISERVA 1865 PRE-FILLOSSERA TERRADEIFORTI DOC, 2013
La più grande sorpresa, sulla quale ci permettiamo di soffermarci. Un vitigno autoctono quasi dimenticato, che rappresenta però in modo esemplare questa denominazione. La Valdadige Terra dei Forti si estende tra Trentino e Veneto e comprende due province, Trento e Verona. Proprio a Brentino Belluno (in provincia di Verona), su suoli sabbiosi a ridosso del fiume Adige, la cantina Roeno possiede un vigneto a piede franco impiantato nel lontano 1865. Come molti di voi sanno, la condizione che impedisce alla fillossera della vite (insetto fitofago che attacca le radici e/o le parti aeree delle piante) di propagarsi, è appunto il tenore di sabbia del terreno, che ne impedisce il movimento. Anche le elevate altitudini associate al forte vento sono ostacoli alla sua diffusione. Proprio la composizione dei terreni ha consentito la sopravvivenza di questo antico impianto all’invasione fillosserica che colpì l’Europa nella seconda metà del 1800. Ai tempi il Lambrusco a foglia frastagliata, o Enantio, era la tipica espressione del territorio. Di difficile gestione in vigna e cantina, ha da sempre rappresentato una sfida coraggiosa per la famiglia Roeno, tra le poche aziende che attualmente continuano a produrre questa tipologia di vino. La Riserva viene prodotta solo in annate considerate adatte e lascia la cantina dopo un lungo affinamento, spesso variabile. Un vino che colpisce per la sua forte identità. Affina per circa 18 mesi in botte grande e successivamente per altri 8 mesi in acciaio, segue un lungo riposo in bottiglia. Di un brillante rosso rubino intenso dal riflesso purpureo, si presenta immediatamente con profumi dolci e speziati, dal mirtillo alla ciliegia, su note di pepe nero, chiodo di garofano e vaniglia. Seguono sfumature burrose, poi noce, liquirizia e china. Una splendida salinità in sottofondo. Al sorso è estremamente equilibrato, dai tannini fini di trama fitta, una buona freschezza e morbidezza che chiude con ritorno di frutti rossi.

VON BLUMEN – SELEZIONE “FLOWERS” – PINOT BIANCO ALTO ADIGE SÜDTIROL DOC, 2016
Ispirazione francese per questo Weissburgunder altoatesino. La fermentazione avviene in tonneaux, dove svolge anche la malolattica totale o parziale in base alle caratteristiche di uve e annata. L’affinamento prosegue allo stesso modo per circa 10 mesi con frequenti batonnage. Dal leggero riflesso dorato, le note tostate e burrose risultano molto equilibrate e non sovrastano i profumi di fiori di campo, pesca bianca, bergamotto e fieno fresco. Morbido al palato, con una buona concentrazione e persistenza che lo porta verso un finale dolce. Un vino da mettere in cantina e da apprezzare con qualche anno di maturità, senza affidarsi ai luoghi comuni che vogliono i vini bianchi consumati a breve termine.

 

EISACKTALER KELLEREI – KERNER ARISTOSALTO ADIGE SÜDTIROL DOC, 2017
Vitigno principe della Valle Isarco, il Kerner nasce dall’incrocio tra Riesling e Schiava in Germania nel 1930, trova però in questi luoghi e terreni il suo habitat ideale. Ottima espressione quella della cantina dei produttori della Valle Isarco, che ad oggi conta circa 130 soci e come molte altre  cantine sociali in Alto Adige riesce ad esprimere sinceramente il suo territorio. Fermentazione e affinamento in solo acciaio, ha un colore paglierino tenue dal riflesso verdolino. I suoi profumi si intrecciano tra delicate note fruttate, floreali e minerali con ananas, pesca, albicocca, pompelmo, litchi, té verde, erbe aromatiche, fiori di campo e pietra focaia. Al sorso è setoso, di buona lunghezza e ampiezza, freschezza che ne prelude un’ottima evoluzione ne tempo. Da attendere per apprezzarlo al meglio.

 

 

COLLEFASANI – “PRIMOFUOCO” FALERNO DEL MASSICO ROSSO DOC, 2015
Inizia nel 2007 l’avventura vinicola della famiglia Verrengia di Mondragone. Qui è senza dubbio l’Aglianico ad esprimersi al meglio.  Ci ha colpito in particolare il “Primofuoco”, prodotto da uve Aglianico in purezza da vecchi vigneti impiantati su terreni in prevalenza argillosi. Vinificato completamente in acciaio, trae in inganno nei profumi, estremamente dolci e fruttati, di vaniglia, amarena, prugna surmatura e liquirizia. Ma l’assenza di affinamento in legno si fa sentire al palato, con tannini vibranti ancora in evoluzione, ottima concentrazione e freschezza. Ancora un giovanotto. 

MONSUPELLO – CUVÉE “CA’ DEL TAVA” METODO CLASSICO VSQ, S.A.
Oltrepò Pavese,
terra vocata per gli spumanti a base di Pinot Nero. Qui nel 1893 nasce l’Azienda Agricola Monsupello. Siamo in località Cà del Tava, comune di Oliva Gessi in provincia di Pavia, dove la famiglia Boatti dà inizio alla sua storia produttiva. Ad oggi l’azienda possiede 50 ettari di vigneti in varie località e produce molte tipologie di vino, tra le quali si distinguono senza dubbio gli spumanti. La cuvée Ca’ del Tava è uno spumante brut metodo classico ottenuto da uve Pinot Nero per il 60% e Chardonnay per il restante 40% provenienti dall’omonimo vigneto. Per metà prodotto con vini di riserva di varie annate e metà Pinot Nero dell’annata in corso, viene affinato sui lieviti per un periodo che varia tra i 70 e gli 80 mesi. Dai riflessi dorati, ha profumi floreali intensi di rosa, che proseguono con pesca sciroppata, miele millefiori, eucalipto, crosta di pane, leggero tostato e note di burro. Perlage di media finezza, al sorso è elegante, progredisce crescendo fino al finale, suadente, su note di miele.

KELLEREI MERAN – WEISSBURGUNDEN “FIVE YEARS” RISERVA ALTO ADIGE SÜDTIROL DOC, 2011
Dalla cantina cooperativa di Merano arriva questo ottimo Pinot Bianco Riserva, frutto della più attenta selezione delle uve. Fermenta e affina dapprima 12 mesi in parte in grandi botti di rovere, in parte in acciaio, per poi proseguire, dopo l’assemblaggio, con una maturazione di ben 4 anni sui lieviti prima di essere imbottigliato. Colore paglierino dorato, al naso ricorda gli agrumi, i fiori di campo, leggero ananas, fieno fresco, tè verde, su note leggermente tostate e poi minerali di pietra focaia. Setoso, di buona struttura e abbastanza fresco al palato, chiude con equilibrate sfumature tostate.

SPADAFORA – “SCHIETTO” NERO D’AVOLA TERRE SICILIANE IGT, 2013
Nel 1988 Francesco Spadafora decide di scommettere sulle vigne di famiglia e sulle loro potenzialità. Discendente di una importante dinastia, i Principi di Spadafora, decide di trasferirsi a Virzì, nel comune di Monreale, e di iniziare a imbottigliare vino in una zona in cui si era soliti vendere vini sfusi. Nel 1993 viene prodotta la prima bottiglia, “Don Pietro” e oggi l’azienda oltre ad avere la certificazione biologica fa anche parte della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI). Questo Nero d’Avola a nostro avviso sa rappresentare il suo territorio. Fermentazione spontanea da pied de cuve in cemento, affina in botte grande per 12 mesi e successivamente a lungo in bottiglia. Rosso granato di media intensità, ricorda la prugna, le ciliegie mature,  ha note tostate e molto aromatiche che sembrano trasportarci in mezzo a una macchia mediterranea. Ha tannini fitti e buona struttura, senza solfiti aggiunti non mostra minimi segni di stanchezza, anzi.

MONTEMERCURIO – “MESSAGGERO” NOBILE DI MONTEPULCIANO DOCG, 2012
Se c’è una cosa che colpisce assaggiando un vino Nobile di Montepulciano, è la sua capacità di saper raccontare il suo territorio e rendersi riconoscibile. Non sono molti quelli in grado di farlo così schiettamente. Proprietà sin dagli anni ’60 della famiglia Anselmi, è solo nel 2007 che inizia la produzione e imbottigliamento dei vini a nome Montemercurio. Il “Messaggero” è un Nobile che esprime in modo esemplare il Sangiovese di questa denominazione, tanto “nobile” quanto spesso sopraffatta dalla vicina Montalcino. Sangiovese con piccolo saldo di Canaiolo, fermenta spontaneamente in acciaio, affina per 18 mesi in botti di rovere da 40 ettolitri e successivamente da 10 ettolitri per altri 6 mesi prima di essere imbottigliato. Rubino intenso e brillante dal leggero riflesso granato. La tradizione è già nei profumi di marasca, goudron, alloro e ginepro seguiti da spezie orientali, pomodoro e cioccolato su note balsamiche e leggermente tostate. Di beva presente ma dolce allo stesso tempo, molto equilibrato, dai tannini fini ancora in evoluzione.

DEI – “BOSSONA” NOBILE DI MONTEPULCIANO RISERVA DOCG, 2012
E’ datata 1985 la prima bottiglia prodotta dalla cantina Dei, azienda nata nel 1964 e che vede oggi in Caterina Dei l’anima e il corpo di questa lunga tradizione. La femminilità, forte e suadente allo stesso tempo, viene espressa non solo attraverso una chiara interpretazione dei vigneti e dei vini, ma anche attraverso la forma. Quella della suggestiva cantina “chiocciola” realizzata interamente in travertino. Il Nobile Riserva “Bossona” prende nome dai migliori vigneti aziendali. Sangiovese in purezza, fermentazione spontanea in acciaio e successivo affinamento in botti di rovere per 18 mesi. Colore rubino dal riflesso granato, i suoi sono profumi speziati e orientaleggianti. Incenso, cannella e cioccolato si affiancano a prugna, sambuco, liquirizia, salvia e goudron, con sfumature affumicate. Al sorso si rivela morbido, di grande presenza, dai tannini vibrarti e fini. Ottima potenzialità di invecchiamento.

POGGIO GRANDE – SESTERZOORCIA DOC, 2015
Poggio Grande ha appena compito 30 anni. Il progetto di Luca Zamperini, sostenuto  con passione dalla figlia Giulitta, si realizza anno dopo anno, affermandosi come tradizionale, etica e allo stesso tempo innovativa realtà della DOC Orcia. Rappresentante d’eccellenza della denominazione, il “Sesterzo” prende nome dall’antica moneta romana ritrovata anni fa tra le terre che hanno poi ospitato i suoi vigneti. Uve Sangiovese da unico vigneto. Fermentazione spontanea in acciaio e successivo affinamento di 18 mesi in tonneaux e barrique. Alla vista rubino dal riflesso granato. Profumi fruttati di prugna, mora, marasca e fresca scorza di arancia, poi tabacco, viola appassita, leggero boisé. Ancora balsamico con eucalipto e speziato con zenzero e curcuma. E’ un vino fresco, dal tannino vibrante, di buona persistenza.

FATTORIA DEL COLLE – “CENERENTOLA” ORCIA DOC, 2016
Azienda a vocazione principalmente agrituristica, è una delle due tenute vinicole di Donatella Cinelli Colombini, accanto all’ilcinese Casato Prime Donne. Siamo a  Trequanda, tra il Chianti e la Doc Orcia, dove viene prodotto il vino principe, o meglio, la Principessa “Cenerentola”. Noto per aver riacceso i riflettori su un vitigno autoctono ormai dimenticato, il Foglia Tonda, oggi l’Orcia Doc “Cenerentola” rappresenta un’icona  per questo territorio e proprio nel 2019 compirà 18 anni. Prodotto da uve Sangiovese e Foglia Tonda, affina per circa 1 anno in botti e/o in uovo di cemento a seconda di annata e quantità delle uve raccolte. Rosso rubino intenso, regala profumi speziati e fruttati. Pepe nero, ciliegia ed erbe officinali si accostano al tabacco fresco e alla lavanda. Al sorso è un vino in divenire, dai tannini ancora giovani. 

TERRESACRE – TINTILIA DEL MOLISE DOC, 2015
Realtà vitivinicola piuttosto recente del molisano, si contraddistingue per la forte difesa dei vitigni autoctoni. Tintilia, Montepulciano, Trebbiano e Falanghina sono i principali vitigni coltivati. Il Tintilia rappresenta senza dubbio una bandiera del territorio. Fermentazione in acciaio e affinamento di 12 mesi in barrique di rovere francese. Ha profumi di prugna, macchia mediterranea, rosmarino, pepe bianco e miele di castagno su note tostate e minerali di talco. Al sorso è elegante, di ottima lunghezza, dai tannini ancora in evoluzione.

BRIZIARELLI – SAGRANTINO DI MONTEFALCO DOCG, 2014
Troppo spesso il Sagrantino di Montefalco viene identificato con una trama tannica che ne rende difficile la bevibilità. Un vitigno autoctono da sempre coltivato in Umbria, che non ha trovato molta diffusione nel resto d’Italia ma che oggi grazie al lavoro di molti produttori, sta trovando una nuova e più moderna identità. Quello di Cantine Briziarelli viene vinificato in acciaio, affina per 12 mesi in barrique di rovere francese e poi nuovamente in acciaio per altri 21 mesi. Rosso rubino tendente al granato, regala profumi intensi di grafite, liquirizia, china, chiodo di garofano, cacao amaro e confettura di frutti di bosco. Al palato di grande struttura e ampiezza, ha tannini imponenti che equilibrati da una buona dolcezza ne rendono molto piacevole la beva.

VENTOLAIO – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA DOCG, 2012
Proprietà della famiglia Fanti, l’azienda agricola Ventolaio svetta sul Poggio d’Arna, a sud-est di Montalcino, poco distante dalla meravigliosa abbazia di Sant’Antimo. Qui, a 400 metri sul livello del mare, si coltiva quasi esclusivamente Sangiovese grosso per la produzione di Rosso e Brunello di Montalcino. Questo Brunello Riserva fermenta spontaneamente in acciaio e affina in tradizionali botti di rovere di Slavonia per ben 48 mesi, altri 7 mesi in piccole botti ed infine almeno 6 mesi di riposo in bottiglia. Rosso granato intenso, profumi orientali di incenso, poi frutti rossi maturi, prugna, confettura di ciliegia, cacao, pepe nero, viola appassita e note balsamiche. Sorso di grande impatto e struttura, mantiene una ottima freschezza, tannini fini e finale di fruttato.

TERRE NERE – BRUNELLO DI MONTALCINO DOCG, 2013
Nel 2002 viene prodotto il primo Brunello di Montalcino Terre Nere, azienda nata dalla passione per la terra e per il vino della famiglia Vallone. Interamente a conduzione familiare, vanta 10 ettari vitati a sud-est di Montalcino, in zona Castelnuovo dell’Abate. Il loro Brunello fermenta in acciaio ed baffona per 3 anni in grandi botti di rovere, prosegue con lungo affinamento in bottiglia. Rubino tenue, profumi di sottobosco, ciliegia, spezie orientali e note balsamiche. Ampio e di buona struttura, dai tannini fini e di grande bevibilità nonostante la giovinezza.

BIBBIANO – “BIBBIANACCIO” IGT TOSCANA, 2011
Nel cuore del Chianti Classico, la Tenuta di Bibbiano si estende su terreni vocati nelle zone del comune di Castellina in Chianti. Azienda storica fondata nel 1865, è oggi guidata da Tommaso e Federico Marocchesi Marzi. Circa 30 gli ettari vitati, prevalentemente dedicati alla produzione di Chianti Classico. Uno dei vini più rappresentativi è il “Bibbianaccio”, prodotto da uve Sangiovese, Colorino, Trebbiano e Malvasia. Fermenta in barrique ed ha un lungo affinamento, 12 mesi in tonneaux ed altri 12 in botte grande, seguito da almeno altri 6 mesi in bottiglia. Colore rosso rubino intenso dal riflesso purpureo. Si ritrovano profumi di prugna, marmellata di more, inchiostro, minerali di grafite, e ancora tè nero, anice, cioccolato e tabacco secco. Sorso di grande spessore e struttura, ampio, di ottima lunghezza, ha un tannino ribelle ancora da domare nel tempo.

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