di Jenny Gómez

Esserci o non esserci…sul web? Questo è il problema anche se per molti non c’è affatto dilemma perché la presenza online con un account personale o aziendale è un dato di fatto. Il “problema” è che la maggior parte dei fruitori dei social si limita alla semplice presenza e allo sfruttamento dei vari canali come vetrina promozionale. Ebbene, questa diffusa impostazione è da considerarsi superata e, per paradosso, poco utile agli scopi commerciali. Se n’è dibattuto recentemente durante il Web&wine day in Abruzzo, esattamente alla Camera di Commercio di Chieti, dove si è svolto l’importante evento di formazione organizzato dal Movimento del Turismo del Vino (Mtv) regionale guidato da Nicola D’Auria. L’incontro, dedicato a produttori e addetti al comparto vinicolo, ha visto protagonisti Donatella Cinelli Colombini, presidente del Mtv e vicepresidente dell’associazione Le Donne del Vino, insieme a Fabio Piccoli e Lavinia Furlani, di Wine Meridian e autori del volume Enogastronomicamente comunicando.

Per la gran parte delle imprese italiane vinicole online reinventare il modello di business comunicativo è un imperativo, perché non basta esserci. Addirittura, a volte potrebbe essere più sensato non comparire, se non si è stati capaci di impostare i contenuti in maniera razionale ed efficace. Si assiste a un dilagare di esperti di social media, o pseudotali, che propongono piani di comunicazione su tutti i canali possibili, senza capire le vere esigenze aziendali e, soprattutto, senza sapere quali contenuti veicolare. È auspicabile che chi si occupa di comunicazione del vino ne capisca la materia. Web e diffusione sono sillogismo solo se il target di riferimento è oggetto di una comunicazione trasparente e corretta, capace di includere aspetti materiali e immateriali. Il potenziale consumatore o buyer deve sentirsi parte di una narrazione semplice, ma non banale, originale e identitaria; solo così si può essere shareble: condivisi e condivisibili. Senza tralasciare un aspetto cruciale, il legame vino-territorio è d’obbligo, non basta solo il prodotto, per quanto rinomato possa essere.

wineweb_2La storia della Val D’Orcia, della sua Doc e del suo piano comunicativo rappresentano un paradigma di fattibilità. La case story è stata raccontata con passione dalla presidente del Consorzio, Donatella Cinelli Colombini, esperta “naturale” di social. Nel senso che non solo li studia, ma li adopera con disinvoltura e sistematicamente, sfruttando con efficacia le potenzialità di ciascun canale nei vari contesti, in un’ottica di immediatezza e semplicità. Con questa impostazione è stato concepito lo slogan che rappresenta i vini della zona: “Orcia, il vino più bello del mondo”. Spiega Donatella: “Se la famosa strada dei cipressini della Val D’Orcia è tra le più fotografate del mondo per la sua suggestione e bellezza, allora anche i vini che nascono in quel territorio sono altrettanto belli. Capito?”. Questo connubio vino-identità territoriale ha favorito nell’ultimo anno il raddoppiamento delle presenze turistiche nella zona. Tutte le cantine aderenti al Consorzio si sono dotate di aree che favoriscono l’interazione con l’ambiente circostante, secondo un concetto di turismo esperienziale. “L’Abruzzo ha tutte le carte per fare la stessa cosa”, prosegue la Cinelli Colombini, “potrebbe essere la meta dei trekker e di chi ama le esperienze estreme, perché questa è una terra estrema, che spazia dagli eremi ai trabocchi”. L’Abruzzo è certamente un territorio che, a pieno titolo, colpisce per unicità e diversità, ma non basta. È indispensabile saper comunicare tutto ciò.
“Le aziende vinicole possono essere protagoniste della propria crescita e dello sviluppo del turismo locale, attraverso un giusta strategia di marketing ewineweb_1 comunicazione. Facendo esempi concreti: è indispensabile essere geolocalizzati, bisogna che i siti siano responsive (adattabili agli smartphone e tablet) e abbiano la versione in inglese”. Prosegue Donatella: “Va posta molta attenzione alla grafica e ai contenuti. Le immagini aumentano l’attenzione del 290%. Il video associato alle immagini aumenta l’attenzione del 470%. Ricordiamoci che gli importatori entrano in contatto con le aziende per la maggior parte attraverso internet, solo il 20% dei buyers partecipa alle fiere in Europa; quindi, mi raccomando, i siti ben strutturati sono importantissimi. Capito?”. Speriamo di sì!

credits foto in evidenza: www.cinellicolombini.it
www.movimentoturismovino.it
www.ledonnedelvino.com
www.ch.camcom.it

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

A proposito dell'autore

Jenny Gomez

Jenny Viant Gomez, ma preferisco Jenny Gomez. Sono cubana, da 20 anni in Italia, laureata, giornalista freelance per scelta, sposata, sommelier, gourmet, figlia unica, ottimista ponderata, superattenta osservatrice e di poche parole. Amo viaggiare, ballare e frequentare bella gente (per me la categoria include persone di qualsiasi ceto sociale allegre, sagge, schiette e poco inclini alla recita...). Sono sempre alla ricerca di nuove cose da fare. Grosso difetto: se mi innamoro di un progetto mi ci dedico in toto. Colori preferiti bianco e nero. Detesto la maleducazione, la musica a palla e le richieste di amicizia su Facebook da sconosciuti o, peggio ancora, da persone che incrocio spesso e a stento salutano. Adoro le scarpe, le borse, lo Champagne, la sincerità disarmante dei bambini e degli alticci. Credo molto nella solidarietà, nelle affinità e poco nell'amicizia (ho solo 3 vere amiche, ma ne troverò delle altre, sono sicura). Tratto distintivo: sorriso stampato abbagliante e antistress. Scusate, continuerei, ma ho sforato di una riga...

Post correlati