di Alessia Canarino
Si è conclusa con successo la quattordicesima edizione di Vitigno Italia, il Salone dei vini e dei territori vitivinicoli italiani, svoltosi come ogni anno a Napoli, nelle sale del Castel dell’Ovo. Massiccia la presenza di produttori da tutta Italia ed un’ancora più sentita partecipazione degli operatori campani, ma anche di tanti turisti.

Cantine blasonate, da Nord a Sud, si sono affiancate ad altre di carattere familiare, rendendo l’offerta dei vini in degustazione ancora più intrigante. Con la mia visita al salone ho cercato di assaggiare qualche novità, pescando sia tra le aziende già conosciute sia tra quelle emergenti. Ecco una mia personalissima Top Ten (in ordine casuale) dei migliori assaggi da Vitigno Italia 2018.

Poggio al Tesoro (Allegrini) – Solosole Vermentino Bolgheri DOC 2017 – 14%
Un vitigno tipico di questo territorio toscano, prodotto da una famiglia, la cui fama è legata a tutt’altra regione, il Veneto. Poggio al Tesoro è l’azienda di Bolgheri della famiglia Allegrini, dove con una meticolosa cura allevano vermentino, in particolare un clone di origine corsa, ben gestito in vigna per moderarne la sua eccessiva vigorìa, a favore di una resa minima e di altissima qualità. Solosole è il nome, perchè solo il sole toscano dona a questo bianco sapido, dai sentori di pompelmo rosa e pesca bianca, agile al sorso, una struttura ben decisa. In una parola: ESUBERANTE

Casale del Giglio – Antinoo Lazio bianco IGT 2013 – 13.5%
Blend di 2/3 di Viogner e 1/3 di Chardonnay, vinificate separatamente in tonneaux dai 500 litri, di cui in parte in legno di acacia. Solo lo chardonnay viene affinato in barrique “light toasted” per la malolattica e batonnage periodici. Dopo circa un anno di bottiglia è messo in vendita. Un blend elegante, dove le note burrose dello Chardonnay si fondono bene all’aromaticità del Viogner, con sentori fruttati di pesca gialla. Il legno di acacia fa sentire il suo utilizzo anche al naso, con note dolci, mentre in bocca è la sapidità e l’ampiezza che stupiscono i sensi. In una parola: PERSISTENTE

Mirabella Franciacorta – Demetra Franciacorta extra Brut DOCG Millesimato 2011 – sboccatura gennaio 2018
Un’azienda familiare, gestita dalla famiglia Schiavi, che dal 1979 lavora puntando sulla qualità dei propri vini, dal saten al rosè fino al top di gamma, Demetra, blend di 70% Chardonnay (di cui l’11% fermentato in barriques) 20% di Pinot Nero e 10% di Pinot Bianco. Le uve sono lavorate separatamente e dopo almeno 55 mesi sui lieviti e cinque mesi di affinamento a seguito della sboccatura, viene messo in commercio.  Probabilmente l’annata fresca (2011) ha favorito l’espressione elegante e floreale del pinot bianco che dona al naso note di fiori bianchi e agrumate. Al sorso è sapido, persistente. In una parola: SINUOSO

Tenuta Scuotto – Malgrè Campania IGT rosato 2017 – 12.5%
Conosciuta per il Fiano Oinì, la famiglia Scuotto si è già imposta sul mercato con il suo bianco di punta, elevato in botti alsaziane. Vitigno Italia è stata l’occasione per presentare una novità di questa azienda irpina, il Malgrè, un rosato di Aglianico, che ben interpreta il vitigno, già dal suo colore carico, cerasuolo. Al naso conserva gli aromi varietali, che intensamente si esprimono dalla fragolina di bosco al lampone. All’assaggio è fresco e ben equilibrato, vagamente tannico, ma con una sapidità ne prolunga la persistenza. In una parola: VERSATILE

Alabastra – Campania Fiano IGT 2017 – 13%
I vini sono come i produttori ed Alabastra ne è la chiara dimostrazione. La schiettezza di Lucia Pintore e di Angelo Valentino la si ritrova in questo vino centrato, sfrontato. Un Fiano di Lapio che non si fregia della DOCG, come segno di protesta verso un disciplinare troppo blando. Naso floreale di camomilla ed erbe di cucina, ben fuse a note di frutta a polpa bianca anche leggermente acerba.  Bocca fresca ed ampia, con note leggermente dolci che prolungano il sorso, sostenuto da una bella freschezza. In una parola: DIRETTO

Masseria Campito  spumante metodo classico Asprinio di Aversa DOC 2014 – Pas Dosè
Solo 25 mila bottiglie/anno, Masseria Campito è una delle poche aziende campane che punta alla valorizzazione dell’Asprinio, di cui attualmente si producono in totale solo 100.000 bottiglie/anno. Nella provincia di Caserta, l’azienda spumantizza con metodo classico questo vitigno, spingendo la permanenza sui lieviti, il più a lungo possibile, puntando all’obiettivo di 60 mesi. Il campione degustato aveva una permanenza di 42 mesi, senza aggiunta di liquer d’expedition, a conferma della qualità del vino base. Bollicina fine e persistente che guida aromi delicatamente  fragranti ben fusi a note agrumate. In bocca prevale la mineralità, con eleganza e freschezza. In una parola: PURO

Giovanni Molettieri – Dolium Irpinia Campi Taurasini 2013 – 13.5%
Il cognome conosciuto riporta subito al Taurasi, nella sua versione nerboruta, di Montemarano, eppure Giovanni Molettieri, da qualche anno, ha intrapreso la strada della produzione di vino a marchio proprio, dopo anni di conferimento delle uve. Questo Campi Taurasini esprime in maniera sincera il carattere dell’Aglianico e probabilmente anche del giovane produttore. Al naso si esprime con dolcezza, richiamando la frutta scura e il miele di castagno, con delle note finali che virano verso il balsamico. In bocca è elegante, fresco con un tannino composto e non irruento. In una parola: GENUINO

Muzic – Refosk Slovenia 2015 – 12.5%
Unico assaggio di una delle poche aziende straniere partecipanti al Salone. L’azienda Muzic si trova ai confini con l’area della DOC Collio e in condizioni climatiche pressochè simili (ventilazione, terreno marnoso) allevano vigneti di uve internazionali, quali merlot e cabernet sauvignon. Il Refosk, ovviamente il nostro Refosco, si presenta con una particolare suadenza già nel bicchiere, muovendosi lento e ipnotico, con il suo profondo colore rubino. Al naso evidenzia note di frutta scura e leggermente speziate di vaniglia, che ricordano il breve passaggio in legno. In bocca è elegantemente tannico, con un equilibrata morbidezza. In una parola: AVVILUPPANTE

Tenuta Travaglino – Poggio della Buttinera – Pinot nero Riserva 2012 – 12,5%
Forse una delle cantine più storiche nell’Oltrepò Pavese, dove in un vigneto a corpo unico di ben 80 ettari, la famiglia Comi alleva Pinot Nero, Riesling, Pinot Grigio, Chardonnay, Croatina e Barbera. Questo Pinot Nero, cru del vigneto di Poggio della Buttinera, di cui porta il nome, dopo un passaggio in legno di 12 mesi, trascorre quasi un anno e mezzo in bottiglia, per presentarsi  con un bel colore rubino brillante, che già vira al granato. Frutti di bosco, lampone e sentori balsamici si alternano al naso, mentre in bocca la freschezza e la sapidità rapiscono il palato, con una stretta tannica decisa ma per nulla sgraziata. In una parola: ELEGANTE

Pojer & Sandri – Vigneti delle Dolomiti IGT 2015 Pinot nero  – 12,5%
Nell’ultimo paese in provincia di Trento e ai confini con la provincia di Bolzano, Fiorentino Sandri e Mario Pojer producono Pinot Nero, Chardonnay, Nosiola, Traminer, Riesling, per vini fermi e frizzanti, da 40 ettari di proprietà in totale ed una produzione di poco più di 200.000 bottiglie. Il Pinot Nero, allevato in un vigneto nei pressi di Faedo, che strizza l’occhio ai pinot borgognoni, si esprime con le sue note varietali di fragolina di bosco e lampone, acclamando la propria vivacità già dal colore di un brillante rubino. In bocca si distingue per pulizia e freschezza, confermando i sentori tipici di frutta di bosco, sostenuti da una delicata mineralità. In una parola: EQUILIBRATO
(ph. credits: Gabriella Imparato)