di Patrizia Pittia

Che cos’è il Progetto VIVA
Il Ministero dell’Ambiente nel 2011 ha avviato il progetto nazionale VIVA (Valutazione dell’impatto della viticoltura sull’ambiente) che mirava a migliorare le prestazioni di sostenibilità della filiera vitivinicola attraverso l’analisi di quattro indicatori (aria, acqua, territorio, vigneto), per intraprendere un percorso di miglioramento secondo un approccio olistico che comprende non solo gli aspetti ambientali, ma anche sociali ed economici della sostenibilità. Finora le aziende aderenti al progetto sono 56 e il loro numero è in continua crescita. Nel 2014 al Vinitaly furono presentate le prime bottiglie firmate dalle nove aziende pioniere del progetto: Castello Monte Vibiano Vecchio, Gancia,  Antinori, Masi, Mastroberardino, Michele Chiarlo, Planeta, Tasca D’Almerita e Venica &Venica. Le bottiglie erano tutte certificate dal Ministero dell’Ambiente con una particolare etichetta inserita nella retro-bottiglia, complete di QR code contenente la descrizione approfondita del prodotto, valori numerici e grafici degli indicatori di sostenibilità: uno strumento di trasparenza per il consumatore.

Viticoltura sostenibile e Friuli Venezia Giulia
La regione Friuli Venezia Giulia ha sposato in toto il progetto VIVA della viticoltura sostenibile, che nasce dall’esigenza di una maggior responsabilità e consapevolezza nell’uso dei beni comuni come, per esempio, le risorse naturali, gli ecosistemi, gli impatti generati della società che ci ospita.
Il progetto è stato promosso dalla partnership di diversi soggetti della filiera di produzione del vino, fra i quali i viticoltori, il mondo della ricerca e le associazioni di categoria. Fra i partner, capogruppo coordinatore, Roberto Felluga (aziende Marco Felluga e Russiz Superiore), Ornella Venica (Venica&Venica), che nel 2011 è stata una delle aziende pilota nazionali e i Principi di Porcia di Brugnera, e ancora: l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza attraverso il Centro di ricerca Opera, Agrisoluzioni di Confagricoltura, Desam ingegneria e ambiente e Professione Consulenti.

Vantaggi concreti del protocollo VIVA
VIVA è in pratica una sorta di marchio delle cantine green. Roberto Felluga parla di presa di coscienza e volontà del viticoltore, l’imprenditore agricolo principale produttore di benessere:
“Se vogliamo essere sostenibili – spiega – dobbiamo esserci e dimostrarlo, fertilizzare rispettando il terreno in modo da ottenere un ecosistema serio e corretto, fare brand. Il progetto è valido per grandi e piccole aziende: è fondamentale creare rete, dai disciplinari Nazionali  declinati a programma Regionale. Con gli standard della tipicità del territorio ogni azienda troverà la propria strada di etica sostenibile”.

Per Ornella Venica, “la sostenibilità ambientale è il punto di partenza di un processo che vede uniti produttori e consumatori e che focalizza l’unicità di ciascun vino come espressione della singola realtà produttiva. L’esperienza acquisita nel progetto pilota nazionale verrà messa a disposizione del capogruppo. E’ importante – continua Ornella – che i giovani percepiscano il concetto di sostenibilità ambientale quando si parla di vino, nell’ambito di VIVA prima di tutto viene l’ambiente, poi si parla anche di diversità e di vigneto e quindi di conduzione agricola che può essere biologica o biodinamica. In italia dobbiamo comunicare al mondo la nostra attenzione per l’ambiente e diventare un paese green a tutti gli effetti. E’ fondamentale perciò avere al nostro fianco lo sforzo dei Ministeri e degli enti di ricerca. E dobbiamo fare in modo che il consumatore si senta parte integrante del progetto VIVA. Noi viticoltori dobbiamo diventare le sentinelle del territorio per permettere ai nostri figli di vivere in un ambiente sostenibile”..

Il progetto Viticoltura Sostenibile Fvg, finanziato con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, ha lo scopo di promuovere la cooperazione fra le aziende vitivinicole friulane, gli  altri soggetti della produzione del vino, il mondo della ricerca scientifica e della consulenza. La certificazione ottenuta e il progetto in sé integreranno pratiche sostenibili nella produzione primaria di un “vino sostenibile” offendo così uno strumento per valorizzare l’immagine delle aziende e aumentando la loro competitività nel mercato nazionale e internazionale.

In definitiva: il progetto VIVA è una grande opportunità per i produttori del Friuli Venezia Giulia che non devono lasciarsi sfuggire un’occasione del genere per cominciare a “fare squadra” tutti insieme.

www.viticolturasostenibile.org

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A proposito dell'autore

Patrizia Pittia

Sono fiera di essere una friulana DOC. Nata a Udine un bel po' di anni fa, ma con lo spirito e la mente come quelli di una ragazzina. I miei genitori - gente semplice e di grandi valori - mi hanno insegnato a muovermi con serietà e rispetto verso gli altri. La mia voglia di indipendenza e il non voler pesare sulla famiglia (ho tre fratelli) mi hanno portato a lavorare molto presto : sono contabile aziendale per un'azienda di prodotti petroliferi. Fin da ragazzina avevo il pallino per la cucina: mi divertivo (e mi diverto) a preparare risotti e molto altro. Così, una decina di anni fa, mi sono iscritta all'Associazione Italiana Sommelier perché mi incuriosiva l'abbinamento cibo-vino. E pensare che a quei tempi ero quasi astemia! Dopo il diploma di sommelier mi si è aperto un "universo" che non avrei mai immaginato e il mondo del vino ha preso il mio cuore (e anche il mio tempo). Organizzo spesso visite nelle cantine della mia regione e nella vicina Slovenia. Su invito di Umberto Gambino, collaboro con Wining, una sfida a cui mi sono sottoposta molto volentieri. Così ora le mie visite in cantina e le degustazioni le condivido con i lettori del nostro sito. I miei gusti? Adoro le bollicine metodo classico , i vini aromatici e i passiti. Sono diventata anche una patita del mondo dei Social. Credo che la comunicazione digitale sia fondamentale, in particolare per i vignaioli che vogliano davvero promuovere i loro prodotti, la loro azienda nel territorio. Oggi il marketing online e il turismo enogastronomico sono veicoli di comunicazione fondamentali. E Wining aiuta tantissimo in questo. Dal luglio 2015 sono giornalista pubblicista.

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