di Michela Pierallini

Capelli a posto, anche se a vedere questi ciuffi a destra e a manca non si direbbe, bello il vestito di seta blu, scelta la borsa, presa la moleskine, la penna, la macchina fotografica, le chiavi…ok! Posso andare al vinoinvilla 2012okCastello di San Salvatore per l’incontro con la Danimarca. Esco, chiudo a chiave la porta, scendo le scale ma non sento il solito tic tac delle scarpe, perché? Ehm, magari le scarpe conviene che le metta, la pantofola non è l’abbinata migliore! E con questa forse sono alla quarta o quinta volta, nella vita non in settimana, che esco in ciabatte. E’ così che mi sono guadagnata il soprannome di Bridget Jones. In realtà il programma oggi era tutt’altro. Convegno a Villa dei Cedri, tour nella zona del Cartizze e wine tasting. Ma i programmi, si sa, non vanno mai come vorresti e così, pronta a gestire l’imprevisto, ho dovuto slittare tutto e sono arrivata giusta giusta per l’ora di cena.

La primavera danese a tavola col Prosecco Superiore

Anzi, a essere sincera ho ritardato un po’ per due validissimi motivi. Il primo è l’incontro con Antonella Crapisi, ricercatrice presso il Dipartimento di Biotecnologie Agrarie dell’Università di Padova. Ho sostenuto l’esame di Enologia 3 con lei, molti anni fa, e non avrei mai pensato che potesse ricordarsi di me, ma l’accento toscano gioca la sua parte. E’ stato bello ritrovarsi, grazie a Vino in Villa. Il mio secondo incontro fortunato della serata è con Cristina Fracchia, giornalista eno-gastronomica, arrivata al castello con i colleghi Giovanni Pellicci e Federico Malgarini, che si sono rivelati ottimi compagni di piacevoli risate, oltre che dell’avventura italo-danese a tavola. Tutti seduti e in silenzio, la serata abbia inizio. Una piccola introduzione di Innocente Nardi e Giancarlo Vettorello, rispettivamente presidente e direttore del Consorzio tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore: “Abbiamo spedito le bottiglie di prosecco in Danimarca perché lo chef potesse elaborare la cena con i giusti abbinamenti. Ogni piatto è servito con il vino scelto, fra brut, extra-dry e dry”.  La parola spetta ora a Vittorio Castellani, alias Chef Kumalè, giornalista esperto di cucine del mondo: “L’ultima volta che la cucina danese è stata invitata qui era il 2005 e da allora ha fatto molti passi avanti. Abbiamo invitato non uno stellato Michelin del distretto di Copenaghen, capitale gastronomica, ma il rappresentante di un territorio che le guide in questo momento non stanno considerando. Klavs Styrbaek è uno chef che segue le stagioni e il suo menu porta la primavera danese”. Suscitano un applauso, le parole conclusive di Annalisa Ferraresi, press & PR Coordinator: “In Fionia la cucina non può che essere da favola visto che è la terra madre di Hans Christian Andersen”.

Un menù gourmet tutto da gustare

Si mangia! Già mi sogno le prelibatezze a base di pesce, salmone, merluzzo, e chi più ne ha più ne metta. Il primo piatto, come tutti gli altri, è molto coreografico. Gamberetti di fiordo della Fionia con aneto e rafano, cetriolo in agrodolce, pane di segale danese e crescione. La primavera la vediamo nei fiorellini bianchi di rafano, nel bianco e rosa dei ravanelli, nel verde del cetriolo, tutto è elegantemente colorato. Il prosecco brut, mi prendo licenza di sintetizzare nella parola “prosecco” ciò che dovrei chiamare Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, contribuisce ad arricchire il gusto di quest’antipasto molto delicato.

Il Prosecco Superiore Docg, vino cosmopolita
La seconda portata si chiama “The pigs porridge” e mi passa per la mente una battuta che preferisco non scrivere… si tratta di chicchi di segale con purè di piselli, olio di colza e champignon. Anche questo è molto scenografico, ricco di alti e bassi creati con gli asparagi, e colorato con il giallo dei fiori e il verde dei piselli. Il prosecco fa la sua bella figura, l’abbinamento è riuscito alla grande. Con mia sorpresa arriva la carne in un piatto molto ben assortito. Lombata e spalla brasata di maiale di “Hindsholm”, patate novelle, cipolle arrosto, sedano di montagna e aglio selvatico. Buonissimo. La carne è ottima, di alta qualità, morbida come burro, e si sposa molto bene con il prosecco extra-dry. Il dessert è molto invitante, Formaggio fresco con fragole, acetosella, orzo soffiato e fiori di sambuco, abbinato al Cartizze trova il suo matrimonio perfetto. Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg è cosmopolita? La risposta è sì, con certezza. Le sue caratteristiche permettono abbinamenti con le più svariate cucine e questa cena ce lo dimostra.

Applausi a Klavs Styrbaek e Israel Karasik

Ecco arrivare in sala lo chef Klavs Styrbaek con il suo vice Israel Karasik, accolti da un applauso: 
“I prodotti che avete mangiato sono arrivati tutti dalla Danimarca. E’ stato emozionante vederli arrivare fin qua. L’Italia è ricca di eccellenze gastronomiche perciò siamo fieri di portare a voi la nostra cucina. Gli asparagi sono i migliori che abbiamo in Danimarca e il maiale che avete mangiato proviene da un allevamento che si trova a dieci minuti da casa mia. Tutto è scelto con molta cura e dedizione”, ci tiene a dire Klavs.
Il prosecco sta molto bene con la cucina nordica perché è leggera e priva di gusti pungenti o forti come la nostra, o quella francese. L’effervescenza, inoltre, sta bene anche con le erbe.L’estate danese è molto corta ma si sfrutta al meglio. Erbe e fiori finiscono nel piatto, tutta la natura in cucina!” conclude Vittorio Castellani. Non mi resta che confermare, ottimi piatti, bellissimi e colorati, perfetto l’abbinamento con le nostre bollicine e meravigliosa la compagnia. Anche questo è Vino in Villa.
link: www.prosecco.it