di Silvia Parcianello
vinovilla-08– Il Prosecco e lo Champagne non sono la stessa cosa e anche se nel bicchiere abbiamo dello spumante in entrambi i casi, quando li si paragona si manca di rispetto a uno e all’altro. Ecco, l’ho detto.
Mi scuso per l’incipit violento e ovvio per chi ama e si intende di vino, ma troppe volte sento frasi del tipo “vuoi mettere il prosecco invece di un costoso champagne” oppure “io bevo solo champagne, tutto il resto è robaccia” e molte altre simili. No, non voglio mettere. Voglio uno o l’altro a seconda dell’occasione.
Non sarei riuscita a raccontare in modo adeguato “Vino in Villa” – XVII Festival Internazionale del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore svoltosi il 17 e 18 maggio nella splendida cornice del Castello di San Salvatore a Susegana, una manciata di km da Conegliano, cuore della Docg.
Protagonista, appunto, il Prosecco Superiore Docg Conegliano Valdobbiadene, spumante di indiscusso successo planetario, gradito al grande pubblico per i suoi freschi profumi e la piacevolezza.

Sono nata e vivo in provincia di Treviso e di Prosecco ho sentito parlare da quando sono stata in grado di percepire suoni ed elaborare pensieri di senso compiuto. Ne ho sentite davvero di tutti i colori e ne ho assaggiati di tutti i gusti possibili. Trovo che il Prosecco sia uno dei vini di successo commerciale più bistrattato, sempre a rincorrere i grandi metodi classici, senza specificare però che si tratta di un vino diverso, che non ci porta nel bicchiere la struttura della tradizione ma la freschezza e la dolcezza di una zona collinare, o di rive, per dirla come i locali, di straordinaria bellezza, patrimonio dell’Unesco, dove il verde regna sovrano.
Freschezza e piacevolezza. Questo si deve chiedere a un Prosecco, che ci ripagherà sicuramente. E’ un vino che non ci mette in difficoltà, anche grazie al basso grado alcolico, ma che, con i suoi profumi floreali e fruttati e la buona acidità ci invita a un altro bicchiere. Ricordo sempre con piacere la morte rapida che fanno le bottiglie di Conegliano Valdobbiadene in estate, appena tornati dalla spiaggia. Bidone del vetro a tempo di record.

Prima del tasting di Vino in Villa, una breve carta d’identità di Mister Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore.

Ottenuto da uva Glera, con aggiunta facoltativa fino al 15% di altre uve tipiche del coneglianese, Verdiso, Bianchetta, Perera. Viene spumantizzato con metodo Charmat, pertanto mantiene vividi i profumi varietali, fiori bianchi, mela e pera su tutti. Viene prodotto nelle tipologie brut, extra-dry, dry, a seconda del residuo zuccherino. Nella categoria dry troviamo il Cartizze, chicca del territorio, frutto del cru Cartizze, collina che guarda il sole in località San Pietro di Barbozza, che regala una maggiore concentrazione degli zuccheri e un vino fresco di acidità con aromi di confetto.

Ecco alcune sorprese e alcune conferme dalla degustazione di Vino in Villa, in ordine di residuo zuccherino, dal più secco al Cartizze
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Adami, Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Brut “Col Credas” Rive di Farra di Soligo 2013: prodotto da uve che regnano in una riva con suolo ricco di creta (da cui Col Credas) e dalle pendenze quasi proibitive. Al naso fiori di acacia e note acidule a indicare il bassissimo residuo zuccherino; se fosse uno spumante metodo classico potremmo definirlo extra brut. Al palato è vibrante di acidità e con un finale molto secco, citrino. Mi ripropongo di provarlo assieme a un risotto con i go (i ghiozzi, pesci bruttissimi e buonissimi tipici della laguna di Venezia).


La Tordera, Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Brut “Otreval” Rive di Guia 2013: altra bottiglia che potrebbe essere classificata extra brut per il basso residuo zuccherino. Al naso esprime note di mela verde e fiori di sambuco, al palato piacevoli sensazioni di freschezza. Adatto a chi ama il Prosecco e lo apprezza a tutto pasto, io lo vedo bene con sogliola al forno con verdure.


Ca’ di Rajo, Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Brut “Cuvèe del Fondatore Marino Cecchetto” Millesimato 2013: ancora uno spumante classificabile extra brut. Ancora estrema freschezza, profumi di acacia, mela verde e una nota di pompelmo. In bocca è armonico e sapido, croccante per l’acidità. Risotto con zucchine e i loro fiori.


Garbara, Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Brut Millesimato 2013: una piacevole sorpresa. Floreale di glicine e acacia, particolarmente intenso al naso, con le note della frutta bianca a chiudere, pera su tutte. Fresco al palato, ideale con un risotto di pesce delicato.


Follador, Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Extra Dry “Cuvèe Colli di Credazzo” Millesimato 2013: entriamo nella categoria degli extra dry, che tanta fortuna ha portato al prosecco. Al naso frutta elegante con sentori di mela gialla golden e pesca mista a fiori, rosa su tutti. In bocca è particolarmente armonico, un’ottima scelta per un aperitivo in una serata di fine primavera, accompagnato da crostacei bolliti e buona compagnia.


Ca’ di Rajo, Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Extra Dry Millesimato 2013: espressione tipica del Prosecco Superiore. Fiori di acacia, mela, pera e ancora una nota agrumata a preannunciare l’acidità che ci rinfrescherà il palato. Armonico e di facile beva grazie al residuo zuccherino più accentuato. Aperitivo, amaca, giardino, verdure pastellate, amici.


Garbara, Valdobbiadene Docg Superiore di Cartizze Extra Dry: un Cartizze extra dry non è usuale e questo è decisamente interessante. Al naso fiori dolci, gelsomino, poi mela e pera con il tipico sentore confettato del Cartizze. Stupendo. Al palato è cremoso, l’acidità gli regala corpo e il residuo zuccherino lo ammorbidisce. Lo trovo ideale per i risotti a tendenza dolce, risi e bisi, riso e zucca.


Adami, Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Dry “Vigneto Giardino” Rive di Colbertaldo 2013: spumante con residuo zuccherino considerevole e sapidità e acidità accentuate che lo rendono molto versatile. Profuma di pesca e mela matura, il sorso è cremoso e ben definito. Perfetto in ogni momento piacevole, sia con crostate di frutta che con merende salate, o anche da solo.


Drusian, Valdobbiadene Docg Superiore di Cartizze: espressione del Cartizze tipica, sentore di confetto al naso, con fiori di acacia e mela matura. Al palato è delicato, perfetto per accompagnare i nostri dessert, crostate di frutta o focacce.


Bisol, Valdobbiadene Docg Superiore di Cartizze Brut “Private” Non dosato – rifermentato in bottiglia 2011: chiudo con una chicca, un “metodo classico breve” di Cartizze, proposto da una delle aziende più note del settore. Undici mesi sui lieviti conferiscono a questo spumante armonia tra i sentori di crosta di pane dati dalla rifermentazione in bottiglia e gli aromi fruttati varietali dell’uva glera. In bocca ha una struttura sensibile e perde la dolcezza tipica del Cartizze. Se abbiamo in programma una cena di pesce suggerisco di sperimentarlo a tutto pasto.

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