di Michela Pierallini

E chi mi ferma più? Ho messo il turbo e ora giro tutta la Toscana! Dietro consiglio di Nicodemo Iaconi, ancora lui, cerco lo stand dell’azienda Solaria di Montalcino. “Conoscendoti sarai contenta di bere i vinitaly2-05vini di Solaria” m’informa Nico “e condividerai lo stile di Patrizia Cencioni, la titolare, perché segue la sua azienda in maniera sartoriale, dalla vigna alla bottiglia, proprio come piace a te”. Peccato non averla incontrata, comunque ho avuto il piacere di fare una bella degustazione insieme a suo marito, davvero gentile e disponibile. Nello stand c’è una grande foto dell’azienda in mezzo ai vigneti e si capisce subito che c’è molta cura dei dettagli. Il Rosso di Montalcino 2009 è un bel vino, i profumi sono netti e puliti, in bocca è fresco e piacevolmente persistente. Il Brunello di Montalcino 2007 è caldo e accogliente al naso, profuma di aperta campagna, di passeggiate con il cestino in mano per cogliere le more selvatiche e poi di corsa dalla nonna che ci fa la marmellata! La viola mammola è presente, intensa e colorata. In bocca è onesto e schietto, proprio come mi aspetto che sia.
Il Brunello di Montalcino Riserva 2006 Solaria 123 prende il nome dal numero della particella, dove si trova il vigneto del 1989. L’elevato numero di ceppi e il terreno sassoso sono caratteristiche che permettono di ottenere un prodotto migliore, secondo le annate, infatti, questo vino non esce con regolarità ma soltanto quando merita. I profumi sono meravigliosi. In bocca si presenta con delicata prorompenza, c’è tutto il carattere del sangiovese! Mentre prendo informazioni sulla cantina, il vino si apre, i suoi profumi prendono la rincorsa e scavalcano il bicchiere per uscire. E’ raffinato, piacevole, si esprime con gentile determinazione. Deve stare in affinamento ancora per due mesi prima di dirsi pronto ma questo è un vino che sorprenderà anche fra dieci anni. L’ultimo vino esula da questa linea ed è fatto un po’ per gioco, per sbizzarrirsi con qualcosa di creativo: per questo ogni anno l’etichetta ha un disegno diverso. Solarianne è un IGT composto dal 70% di cabernet e dal 30% di sangiovese. Il nome è una dedica alle figlie Arianna e Annalisa.
Riprendo il mio cammino e mi trovo davanti ad un’amica di vecchia data, Maria Giulia Frova della Tenuta Il Corno a San Casciano Val di Pesa, in provincia di Firenze, che in un batter d’occhio mi mette a sedere con il bicchiere in mano e un tagliere di salame e formaggio sotto il naso. Bella la toscana… Junior 2009 è un Colorino vinificato in purezza e affinato in acciaio. Sembra una spremuta fresca di more e frutti rossi. In bocca non delude le aspettative e con l’antipasto toscano che mi ha dato Maria Giulia, è perfetto. Sono incuriosita da uno scettro di vetro che contiene dei sassolini, infilato in una brocca d’acqua sopra il tavolo.

Il barone Hans-Onno, padre di Florian, titolare dell’azienda Rechsteiner, stava illustrando un sistema di ri-mineralizzazione dell’acqua. Nel frattempo arriva un’altra mia vecchia conoscenza, Pierpaolo Lorieri, titolare dell’Azienda Agricola Podere Scurtarola a Massa Carrara. Mi viene un flash! Quando preparavo la tesi in ampelografia, andavo spesso nei suoi vigneti sui Colli del Candia a prelevare foglie e finiva sempre che restavo a pranzo. Proprio in una di queste occasioni ho mangiato per la prima volta i testaroli con il pesto ed erano talmente buoni che ho leccato, senza ritegno, anche la padella. Questa se la ricordava anche Pierpaolo, che ridere! Anche lui porta una novità curiosa e interessante: ha messo il suo vino ad affinare nel marmo di una cava della famiglia Grassi, all’interno di una botte fatta proprio con il marmo. Non mi sorprendo di niente, da Pierpaolo mi aspetto questo e altro. Peccato che porti soltanto la notizia e non abbia con sé una bottiglia. Comunque mi vanto di aver partecipato a una degustazione d’acqua nel bel mezzo di Vinitaly!
Riesco a fare due passi e m’imbatto nell’amica Cristina Lideo, Responsabile Immagine Soluzioni Vino & Marketing, che insiste perché vada con lei allo stand di Salcheto. “Merita, non puoi tornare a casa e non essere stata a trovare Salcheto!” e con queste parole mi convince. Nello stand elegantemente spartano tutto è costruito con casse di legno, non c’è luce se non quella naturale che entra dalle porte del padiglione e c’è una bicicletta attaccata a un carretto pieno d’acqua che tiene in fresco le bottiglie. “Eh, qui se vuoi avere un bicchiere di vino, devi prima pedalare” mi dice Cristina “pedalando crei energia utile quindi tanta energia, tanto vino!”  Macché scherzo e scherzo, è tutto vero! E se questa iniziativa in fiera stupisce, raddoppiamo lo stupore perché l’azienda Salcheto a Montepulciano, in provincia di Siena, è realmente scollegata dalla rete di distribuzione elettrica. La cantina è, infatti, energeticamente autonoma e utilizza fonti di energia rinnovabili. Michele Manelli mi spiega un bel po’ di cose mostrandomi il QR Code sulla retro etichetta del Salco Evoluzione 2006, il Nobile di Montepulciano ottenuto da Sangiovese in purezza. Attraverso il QR Code si entra in una serie casuale di video di vari personaggi per svariati motivi legati al vino. Un altro QR Code, invece, riporta il carbon footprint, che è la misura dell’impatto che le attività umane hanno sull’ambiente in termini di ammontare di gas serra prodotti, misurati in unità di diossido di carbonio. (Definizione copiata da Wikipedia). Non ho ancora bevuto niente e sono già ubriacata da tanto “futurismo”! Bravi ragazzi, Michele e Roberto Bosticco, che, con simpatia e giovialità mi hanno accolto nel loro stand. Speriamo che siano d’esempio per molti! (seconda parte – continua)
www.solariacencioni.com
www.tenutailcorno.com
www.rechsteiner.it
www.scurtarola.com
www.salcheto.it