di Mariangela Bonfanti
L’entusiasmo ancora adrenalinico per il 53° Vinitaly, vissuto per una lunga settimana full time e concluso solo un paio d’ore prima, ha avuto un effetto contagioso travolgente fra tutti i presenti al Gala Finale nel clima di festa al Palazzo della Gran Guardia, sontuosa cornice dell’evento organizzato dall’Associazione Donne del Vino in collaborazione con Verona Fiere.

250 invitati al buffet, preparato dalla chef piemontese Marina Ramasso, con ricette e cibi tipici delle quattro regioni protagoniste: Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Lazio e Marche; oltre 140 vini sono stati serviti dalle sommelier capitanate da Cinzia Mattioli e poi musica live, premiazioni e progetti, sul palcoscenico allestito nel loggiato del palazzo illuminato da suggestivi giochi di luci lilla.

Nei momenti istituzionali si è brindato al “Vinitaly più grande di sempre”, tale viene definita da stampa e addetti ai lavori, fin dai primi giorni di fiera, l’edizione 2019 che, dando ragione al tormentone mediatico, ha superato le 125.000 presenze. E’ stata poi la volta di un’importante anticipazione: l’imminente realizzazione dei corsi formativi “Future” e “E-Learning” per le donne delle professioni del mondo del vino.

Partiti da un’idea ispiratrice di Alessandra Boscaini, delegata Donne del Veneto Vino, in coordinamento con Cristina Aschieri (Piemonte) e Lavinia Furlani, stages e masters, vedranno la collaborazione delle cantine delle socie per ospitare i due progetti.

Sono tante e progressive le conferme della partnership Donne del Vino, capitanate dalla brillante presidente, Donatella Cinelli Colombini confermata alla guida dell’Associazione per il prossimo triennio e Vinitaly rappresentato all’evento dallo staff dirigenziale al completo: il presidente Maurizio Danese, il direttore generale Giovanni Mantovani, il brand manager Gianni Bruno e Stevie Kim, managing director Vinitaly International.

Al tema Vinitaly Design, che ha caratterizzato l’edizione appena conclusa, le Donne del Vino hanno risposto con gli eventi svolti in tutte le delegazioni regionali, a cominciare dalla Festa delle Donne del Vino che le ha viste protagoniste con tante iniziative, legate dal fil rouge della creatività dal 2 al 9 marzo e con il Concorso “Donne Vino e Design”, dedicato alle novità interpretative che arricchiscono artisticamente il look di cantine, etichette, packaging e accessori legati al vino. 

CONCORSO DONNE VINO E DESIGN
Quattro premi sono stati assegnati dalla commissione formata da Paola Longo, Cinzia Mattioli, Marina Ramasso, Cinzia Tosetti, Elena Walch e dall’Architetto veronese Carlo Nerozzi, per le rispettive categorie: Oggetto-Esperienza, Packaging, Etichetta, Cantina. 

Premio Oggetto-Esperienza al progetto Galleria Olfattiva GO, l’idea di Elena Zeni ( Zeni1870 – Veneto)

E’ uno spazio esperenziale dove la degustazione del vino oltrepassa il confine tecnico per accendere emozioni vive. Go è un percorso a salire in una galleria semi buia, con l’accompagnamento di note musicali composte ad hoc. I timbri e le frequenze musicali stimolano la concentrazione olfattiva. Lo scopo è quello di riconoscere il bouquet di due vini, scomposto in 14 cofanetti. Ogni anno nella galleria della cantina Zeni vengono presentati due vini diversi. 

Premio Packaging alla linea ”Calici e Curve” di Giovannella Fugazza (Castello di Luzzano – Lombardia)

Scatole dipinte a mano per contenere bottiglie, pezzi unici numerati, realizzati in colori acrilici con finiture a cera. Vengono realizzate per le festività fine anno con un tema ogni anno diverso. 

Premio Etichetta “Magnum Zibbo” a Maria Grazia Canneddu (Cantina Canneddu – Sardegna)

Realizzata dal designer Francesco Curreli. Colori e simboli sono ispirati al folclore e al costume tradizionale femminile. La bottiglia da 1,5 l bordolese troncoconica è inserita in una scatola di legno chiaro, con marchio a fuoco della cantina, costruita dall’artigiano Franco Sini. 

Premio Cantina “Uno scrigno in travertino come luogo dell’anima” di Maria Caterina Dei (Azienda Dei – Toscana)

Progetto della rampa a chiocciola della nuova cantina realizzata dall’architetto Alessandro Bagnoli. Si ispira alle conchiglie fossili presenti in abbondanza nei terreni di Bossona. Tra i materiali impiegati il travertino proveniente dalle cave di famiglia. La doppia rampa a chiocciola di sette metri è l’accesso ad una passerella che conduce alla visita della cantina e alle zone di affinamento. Il percorso si conclude con una magnifica vasca d’acqua e ninfee. 

Due riconoscimenti speciali in fine: per Yumi Tanabe, fondatrice del Sakura Japan Women’s Wine Awards e Nancy Rossi, Direttrice Generale Selections Mondiales des Vins. Le due ospiti sono arrivate dal Giappone e dal Canada, i due Paesi sono sedi di concorsi enologici internazionali dove alcune nostre delegate partecipano anche in veste di giurate.