di Umberto Gambino

Si capisce, si sa, ci abbiamo fatto l’abitudine: al Vinitaly ci si inventa di tutto per andare incontro alle esigenze dei visitatori/addetti ai lavori/appassionati. Fra le tante cose viste, il Consorzio dei Vini dell’Alto Adige – Sud Tirol va segnalato per una proposta immediata e pratica nella presentazione dei vini dei  produttori associati: è la “degustazione self service”, un’idea semplice quanto efficace da segnare sul taccuino con un bel Più. Un lungo tavolo, 10 bottiglie da una parte, 10 dall’altra, di qua i bianchi, di là i rossi, ciascuno nell’apposito contenitore e sopra, ad altezza occhi, la scheda tecnica di ogni vino. Così è stato possibile, previa prenotazione, farsi un’idea dei vini proposti, a turno, dalle diverse aziende altoatesine. Il tutto in piena libertà con un’ora di tempo a disposizione: anche perché era possibile anche ritornare indietro nel percorso per degustare di nuovo un vino che magari non aveva convinto subito. Anch’io mi sono sottoposto al tasting fai da te, scegliendo l’opzione Sauvignon versus Lagrein. Fra i 10 più 10 a disposizione nella batteria, ho scelto sette Sauvignon e quattro Lagrein. Ecco com’è andata.

Sauvignon

Cantina Terlano – Terlano Sauvignon Winkl 2014
Affina per 5-7 mesi sui lieviti fini in fusti d’acciaio. Questo vino, appena imbottigliato, è già pronto per essere bevuto, a dimostrazione che Cantina Terlano è una realtà cooperativa che lavora sempre ai massimi livelli.
Nel calice spiccano spezie aromatiche, agrumi, menta e frutta bianca che si risolvono in un sorso fresco, minerale, lieve. Immediato.

Cantina Produttori San Michele Appiano –  Sauvignon Lahn 2014
Si ottiene da viti di età compresa fra i 10 e i 25 anni, coltivate su terreni calcarei e ghiaiosi. Fermentazione e affinamento sui lieviti in contenitori di acciaio.
Sa di agrumi, sambuco, salvia, spezie aromatiche. Dal gusto caldo e intenso. Bevibile e godibile.

Josef Weger – Sauvignon Maso delle Rose 2014
Da terreni argilloso-morenici, vinifica solo in acciaio. Cantina in Cornaiano.
Una piuma in bocca, un’esplosione di profumi, la vera sorpresa fra i Sauvignon degustati. Tenui e fini aromi di rose, fragoline, cedro, pepe rosa. Avvolgente e seducente al palato. Equilibrato, perfetto. Solo 1500 bottiglie prodotte per questa tipologia. Prezzo: 14 euro. Per me il migliore.

Elena Walch – Sauvignon Castel Ringberg 2013
Fermenta in botte d’acciaio a temperatura controllata di 18° C e rimane sui lieviti fino a primavera. Il 15% fermenta in barrique.
Note di pera, mela e banana, gelsomino, fiori di campo, il tutto ben fuso in un bouquet aromatico, intenso e composito. Colpisce perché è lungo, morbido e seducente in bocca. Uno dei migliori Sauvignon del lotto.

Colterenzio – Sauvignon Lafoa 2013
Da vigne allevati su terreni sabbiosi e ghiaiosi di origine morenica. Il mosto fermenta per metà in acciaio e il resto in barrique. Quest’ultima parte subisce la fermentazione malolattica. Dopo 8 mesi di maturazione sui lieviti, si procede all’assemblaggio dei due vini e all’imbottigliamento.
Tinte di frutta tropicale e spezie aromatiche al naso. Bocca pulita, sapida, molto fresca in buon equilibrio nonostante i 14,5% alcol scritti in etichetta.

Erste Neue – Sauvignon Stern 2013
Fermentazione in acciaio a 18-20° e per 1/3 in grandi botti di rovere e tonneau. Poi affinamento sulle fecce nobile e quindi in bottiglia.
E’ il Sauvignon dallo stile più neozelandese. Note di foglia di pomodoro, bosso, kiwi, fresco, sapido, lungo, di spessore.

Glassierhof, Stefan Vaja – Sauvignon Geboch 2012
Le uve sono coltivate nei vigneti in località Montagna, su terreni di porfido. Fermenta in legno grande.
Naso fine e tenue di rosmarino, salvia, chiodi di garofano. Bocca sapida, fresca, morbida, appagante.

Lagrein

Obermoser – Lagrein Riserva Grafenleiten 2012
Affinamento in botti di rovere e barrique per 18 mesi. 14,5%.
Rapisce per il suo naso balsamico e di piccoli frutti di bosco. Al sorso parte in sordina, poi viene giù inesorabile e con gran sostanza. Old style, ma un vinone.

Hans Rottensteiner – Lagrein Grieser Riserva Select 2012
Fermentazione in serbatoi di cemento, poi macerazione, malolattica e maturazione in barrique francesi (il 20% nuove) per 12 mesi.
Lagrein di stile classico, dai toni floreali eleganti che scorre bene nel calice e in bocca. Una di quelle bottiglie che finiscono presto.

Cantina Tramin – Lagrein Urban 2012
Uve provenienti dai vigneti di Egna e Ora. Dopo la fermentazione malolattica, primo passaggio in botti di rovere francesi per 14 mesi. Rimane poi in bottiglia per un anno.
Naso un po’ timido, si apre poi con frutti di bosco e visciola. Bocca fresca, corposa, sapida e tannica soprattutto nel finale. Vivace!

Tenuta A Egger-Ramer – Lagrein Gries Riserva Tenuta Kristan 2011
Vigneti in terreni alluvionali. Fa la malolattica e affinamento in barrique per 14-16 mesi.
Sentori di sottobosco e resina, liquirizia, rosa e violetta. Si beve e si distende bene: è caldo, fresco, lungo, con tanta sostanza.

Conclusioni
Il bilancio è presto fatto: i Sauvignon dell’Alto Adige emozionano e appagano di più, sia il naso che la bocca, rispetto ai Lagrein. E’ chiaro che le tipologie sono assai differenti: il vitigno bianco risulta più vivace e camaleontico nelle sue diverse espressioni: si va dai più immediati, nettamente fruttati e floreali, a quelli più grassi, intensi, ricchi di aromi, spezie e frutti tropicali. Ricordo che il Sauvignon di queste terre può essere considerato un autoctono, essendo stato introdotto dai francesi alla fine dell’Ottocento.
Più austero e meno immediato nelle varie interpretazioni il Lagrein che però sfodera  tutte le sue buone potenzialità (e sono molte) quando è affinato bene in legno.

www.vinialtoadige.com
www.vinitaly.com

 

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

A proposito dell'autore

Umberto Gambino

Lo scrivo subito, tanto per non generare equivoci: non mi piace improvvisare. Sono sempre uno che dà il massimo in tutti i campi. Prima di tutto adoro il mio lavoro di giornalista: si può dire che sia nato con questa idea fissa. Non ho mai voluto fare altro nella vita. Però di cose ne seguo parecchie contemporaneamente: potrei definirmi un esempio anomalo di uomo "multitasking". Dopo una trentina d'anni da cronista sul campo, sono attualmente caposervizio del Tg2 Rai. Sul versante enologico, sono sommelier Master Class dell'Ais e coordinatore della guida Vinibuoni d'Italia Touring. Si può ben dire che il mondo del vino è il mio ambiente naturale, e non poteva essere altrimenti, in quanto figlio e nipote di viticoltori siciliani. E' anche in loro onore, per ricordare sempre le mie radici, la mia terra natìa, gli odori e i sapori di quando ero bambino, che mi sono inventato - con l'amico webmaster, Maurizio Gabriele - il massimo della "digital creativity": una formula inedita per un web magazine di reportage in stile blog sull'enogastronomia: www.wining.it che state leggendo. In più sono anche un ottimo fotografo. Può bastare?

Post correlati