di Jenny Gomez

abruzzovin-3 Chiuso il Vinitaly 2014, l’atto successivo è quello delle riflessioni e dei bilanci. Prima il bilancio. L’Abruzzo del vino e dell’olio presente al Vinitaly 2014, numeri alla mano, può stilare un bilancio positivo. Molti riconoscimenti e crescente interesse dei buyers e dei visitatori. Cinque i riconoscimenti conquistati al 21° Concorso Enologico Internazionale, un bottino di prestigio considerate le 73 medaglie complessivamente conferite. Il premio speciale denominazione d’origine è andato al Montepulciano d’Abruzzo Dop “Murelle” 2012 della Cantina Miglianico, che per lo stesso vino ha conseguito anche una medaglia di bronzo. Una gran medaglia d’oro è stata assegnata al Pecorino Igp Terre di Chieti “Civitas” 2012 della Cantina Orsogna, che si è aggiudicata anche la medaglia d’oro per il Cerasuolo d’Abruzzo Doc “Mallorio” 2013. Una medaglia d’argento è andata al Cerasuolo d’Abruzzo Doc “Contesa” 2013, dell’azienda agricola Contesa di Collecorvino. La testata americana Wine Spectator ha scelto  Masciarelli tra le 100 realtà più rappresentative del panorama vinicolo italiano.

Per quanto concerne l’olio, Sol d’oro per l’azienda agricola La Quagliera di Spoltore; Sol di bronzo per l’azienda agricola Tommaso Masciantonio di Casoli e cinque Gran Menzioni rispettivamente per l’azienda agricola De Antoniis Adele di Garrufo, Tenuta Sant’Ilario di Pineto, azienda agricola  La Selvotta di Vasto, Frantoio Hermes di Penne e azienda agricola Tommaso Masciantonio di Casoli. Capitolo riflessioni, ovviamente soggettive. Da sottolineare, come ogni anno, che il padiglione Abruzzo è penalizzato dalla sua posizione, tra gli ultimi della fiera; vale a dire, che da lì non ci si passa per caso, bisogna andarci appositamente. Quindi, è auspicabile il  potenziamento con largo anticipo delle azioni di comunicazione finalizzate a divulgare ciò che l’Abruzzo del vino intende offrire durante la manifestazione. Gradevole, elegante e decisamente accogliente l’allestimento, bianco e rosso i colori predominanti. Sicuramente esigenze logistiche hanno determinato la necessità di ubicare la sala per le degustazioni in posizione defilata: ma lo era fin troppo, tanto da risultare quasi “nascosta”. Note di merito per l’allestimento dell’aerea del Consorzio Docg Colline Teramane e per l’open space dei Vignaioli in Abruzzo.

Oltre a premi e riconoscimenti vanno riportati gli eventi che si sono svolti presso l’area del Consorzio di Tutela dei Vini d’Abruzzo ed altri stand. Tra cui, la presentazione a cura di Davide Paolini del cioccolatino al Montepulciano d’Abruzzo ideato dallo chef  Davide Oldani;  la mostra d’arte “L’Abruzzo dei grandi maestri”, binomio tra vino e cultura, presentata da Marco Carminati, caposervizio del “Domenicale – Sole 24 Ore”;  l’incontro “I vini d’Abruzzo nel mercato tedesco”, organizzato da “Vinum”, rivista di riferimento per il mondo del vino tedesco, austriaco e svizzero, che in occasione del ProWein di Dusseldorf ha assegnato al Consorzio di Tutela dei vini d’Abruzzo il  riconoscimento di “Ambasciatori della qualità enologica abruzzese”; la degustazione “Eccellenze d’Abruzzo…il Montonico”, una biodiversità del Teramano proposta dall’azienda La Quercia, vincitrice dell’“Autochtona 2013 award” (miglior vino bianco), presentata da Antonietta Mazzeo; i due eventi di Pasetti Vini: la verticale di Montepulciano d’Abruzzo Testarossa guidata da Luca Gardini e la verticale di Pecorino guidata da Adua Villa e Manuela Cornelii; la degustazione “The wine we love” di Cantina Ripa Teatina e la presentazione della Doc Ortona. Nuova denominazione in due declinazioni, rosso e  bianco, che prevede rispettivamente l’utilizzo di Montepulciano d’Abruzzo (95% min) e Trebbiano (min. 70%). 

Dagli stand riportiamo la presentazione dello spumante metodo classico brut “Tullum” Dop di Feudo Antico. Presentato dal direttore generale dell’azienda Andrea di Fabio eabruzzovin-2 dall’enologo Riccardo Brighigna. Chardonnay in purezza, vinificazione base in acciaio e permanenza sui lieviti in vasche di vetrocemento per 6 mesi, affinamento in bottiglia sui lieviti per 36 mesi. L’azienda Cataldi Madonna ha presentato il “Cataldino”, un brioso e sbarazzino rosato color buccia di cipolla e dall’etichetta singolare, caricatura del celebre Guerriero di Capestrano. “Il Cataldino è un Montepulciano vinificato interamente in bianco con fermentazione spontanea a 18°/20°. Il risultato finale non è un Cerasuolo bensì un rosato pallido – spiega il professor Luigi Cataldi Madonna – abbiamo utilizzato la denominazione  IGT Terre Aquilane poiché le nostre DOC non prevedono l’uso della denominazione Rosato”. 

Marchesi de’ Cordano
ha fatto degustare un’interessante Passerina dal nome “Favola”. Buon corpo, freschezza e sapidità i tratti caratterizzanti. Lieve ed elegante al palato,  con garbati accenni fruttati  e tocco di mandorle e spezie.
Da Eredi Legonziano le numerose richieste per  l’assaggio di “36” , spumante metodo classico della Doc Abruzzo, dimostrano il crescente gradimento del prodotto. Spumante autoctono  da uve Pecorino, Passerina e Cococciola.
Dal “mondo” bio ancora una volta il produttore abruzzese di riferimento, il “vinosofo” Franco D’Eusanio in doppia versione.  Il poeta del vino e fondatore dell’azienda biologica Chiusa Grande ha raddoppiato la partecipazione all’evento. Presente sia al paglione Abruzzo sia a Vinitalybio, dando  così una doppia possibilità di degustare l’ultima creatura dell’azienda: il D’Eus. Il primo spumante biologico metodo classico prodotto in Abruzzo, concepito per omaggiare il poeta e pensatore Gabriele D’Annunzio. D’Eus è in due versioni, bianco e rosé, da uve Montepulciano
dAbruzzo, Pecorino e Chardonnay. Ancora una volta poesia nella retroetichetta: «Tributo all’imperitura piacevolezza. Ode all’estro ponderato. Dono a chi apprezza l’enigmatico anticonformismo. D’EUS…inno al lento trascorrere del tempo. È uno spumante Metodo Classico minuziosamente affinato sui lieviti. Lunga attesa…ripagata dal colore brillante, dalla mentolata fragranza e dal  fine ed estasiante perlage, che accarezza il palato con la delicatezza di una farfalla. D’EUS…superba e celestiale sfida, ossequio a D’Annunzio: “memento audere semper”».

Nel Vinitaly appena archiviato per l’Abruzzo ci sono tre momenti salienti. I primi due riguardano una gloria della regione:
Emidio Pepe fondatore dell’omonima azienda agricola. All’ottantaduenne produttore di Torano (Te), dopo 50 vendemmie è stata conferita la Gran Medaglia di Cangrande “Benemerito della Vitivinicoltura Italiana 2014”.

I festeggiamenti hanno avuto seguito con la presentazione del libro sulla sua vita “Manteniamoci Giovani” di Sandro Sangiorgi e con una verticale storica di ben 7 annate, alcune introvabili. Un racconto di vino che riposa in vasche di cemento, vino successivamente decantato a mano e messo ad affinare in bottiglia con il proprio sedimento. In sequenza sono stati degustati i Montepulciano d’Abruzzo 1967 dal colore ramato con sentori balsamici e di torrefazione; 1975 rosso granato dalla spiccata nota di cioccolato e frutta sottospirito;  1985 sfumature odorose terrose e di sottobosco; 1993 evidentemente sapido, fruttato e con scia balsamica; 2001 vigoroso al naso e in bocca, frutta e tabacco; 2003 minerale, sapido e fresco, sentori di terra e funghi; a chiudere il 2007 brioso, tannico e fruttato. Nei giorni scorsi Emidio Pepe è stato a New York, per presentare il libro e battere all’asta una bottiglia del 1964: i ricavi andranno devoluti a un ente benefico.

Il terzo momento da riportare coincide con la giornata conclusiva ed è la degustazione
“La trama del Cerasuolo d’Abruzzo” proposta da “Le Donne del Vino” e guidata dal giornalista del Gambero Rosso, Alessandro Bocchetti. È stato presentato il Cerasuolo. Un vino di piacevolezza estrema, dalla beva facile, ma non scontata, capace di regalare immediatezza di profumi, sfumature cromatiche rosa e una scalpitante freschezza inglobata in una bella struttura. Elementi che coesistono grazie al vitigno da cui proviene (il Montepulciano d’Abruzzo) e alla tecnica di vinificazione impiegata per ottenerlo; solo una brevissima macerazione di qualche ora per consentire l’estrazione veloce di aromi, pigmenti e polifenoli. Undici i Cerasuolo Doc degustati: “Baldovino” 2013 di Tenuta i Fauri, “Valentino” 2013  di Cantine Mucci, “Cerasuolo d’Abruzzo” doc 2013 di Contesa, “Cerasuolo d’Abruzzo” doc 2013 di Valle Martello, “Cerasuolo d’Abruzzo” doc 2013 de Il Feuduccio, “Vermiglio” 2013 di Orlandi Contucci Ponno, “Villa Gemma” 2013 di Masciarelli, “Donna Bosco” Doc superiore 2013  di Bosco Nestore, “Angelo rosa” 2012  di Mastrangelo vini, “Cerasuolo d’Abruzzo” doc 2012 di Vini Monti e “Pepe rosa” 2007 di Stefania Pepe.

abruzzovin-9La delegazione abruzzese dell’Associazione nazionale “Le donne del vino” –  alle prese con l’organizzazione del congresso nazionale in terra d’Abruzzo –  conta 25 socie fra imprenditrici, sommelier e professioniste del settore.
I membri sono: le produttrici Valentina Di Camillo (delegata regionale), Stefania Bosco, Maria Elena Carulli, Marina Cvetic, Martina Danelli Mastrangelo, Anna Illuminati, Laura Lamaletto, Katharine Meschi Mac Neil, Katia Masci, Paola Matteucci, Aurelia Mucci, Emilia Monti, Marina Orlandi Contucci Ponno, Perla Maria Pasetti, Stefania Pepe, Maria Teresa Ruccolo, Francesca Thea Santoleri, Eleonora Tonini; le ristoratrici Angela Di Crescenzo e Vilma e Nadia Moscardi; le sommelier Cristina Sacchetti, Silvia Giuliani e Graziella di Berardino; e le giornaliste Cristina Mosca e Jenny Viant Gomez.

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A proposito dell'autore

Jenny Gomez

Jenny Viant Gomez, ma preferisco Jenny Gomez. Sono cubana, da 20 anni in Italia, laureata, giornalista freelance per scelta, sposata, sommelier, gourmet, figlia unica, ottimista ponderata, superattenta osservatrice e di poche parole. Amo viaggiare, ballare e frequentare bella gente (per me la categoria include persone di qualsiasi ceto sociale allegre, sagge, schiette e poco inclini alla recita...). Sono sempre alla ricerca di nuove cose da fare. Grosso difetto: se mi innamoro di un progetto mi ci dedico in toto. Colori preferiti bianco e nero. Detesto la maleducazione, la musica a palla e le richieste di amicizia su Facebook da sconosciuti o, peggio ancora, da persone che incrocio spesso e a stento salutano. Adoro le scarpe, le borse, lo Champagne, la sincerità disarmante dei bambini e degli alticci. Credo molto nella solidarietà, nelle affinità e poco nell'amicizia (ho solo 3 vere amiche, ma ne troverò delle altre, sono sicura). Tratto distintivo: sorriso stampato abbagliante e antistress. Scusate, continuerei, ma ho sforato di una riga...

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