altrovinitaly-5

di Umberto Gambino
 Sono le 9.29 di un’azzurra domenica primaverile a Verona. Eccomi che varco i tornelli dell’ingresso riservato alla stampa con un’idea fissa in testa: perché parlare del 48° Vinitaly attraverso i singoli vini, i tasting, le degustazioni in verticale, orizzontale (ed oblique)? Perché stilare triti articoli su export e mercati o le solite interviste (ai soliti nomi noti) più o meno istituzionali sull’importanza del dover fare “sistema Italia” o del “dover comunicare meglio e di più la propria azienda”? No, banalissimo. Troppo facile, pura routine.

Ecco perché ho deciso di parlarvi della nostra kermesse enoica più importante attraverso i volti, le parole e le emozioni che mi trasmettono Silvia, Marina, Miriam Lee, Elena, Patrizia, Elvira, Lucia, Elisabetta, Francesca e Antonella. Chi sono? Ma come? Loro sonoThe Other Side of the (Italian) Wine, vista da Wining. E cioè: “L’altra faccia del vino!”.
Prima tappa. Vai al padiglione Campania (che fa a meno di Avellino) e ti ritrovi a confrontarti con il sorriso di Silvia Imparato, donna del Sud di una bellezza classica e intramontabile, espressiva, forte di carattere, lungimirante: è lei il cuore e il motore di Montevetrano, azienda vinicola di San Cipriano Picentino nel Salernitano.
“Le grandi differenze apportano grandi energie e queste creano un’ulteriore energia comune”, esordisce. “Tanti anni fa ero una fotografa, poi la svolta come una folgorazione sulla via di Damasco: l’esperienza del mio rosso Montevetrano nato quasi per gioco, per  sfida, 23 anni fa: prima vendemmia nel ’91. Il vino venne definito dai critici americani il “Sassicaia del Sud”. E’ un blend di Cabernet Sauvignon al 60%, Merlot al 30% e Aglianico al 10%. Da allora la Campania del vino ne ha percorsa parecchia di strada e  oggi nella nostra regione ci sono almeno una quarantina di produttori molto bravi”. Fare la differenza si può, cara Silvia: basta crederci e non arrendersi mai. Il Montevetrano? Un vino elegante, intenso, austero, rosso e buono (anche) da meditazione davanti al focolare acceso.

Un passaggio al padiglione di fronte (
Irpinia, eldorado del vino campano) ed eccomi alle prese con l’entusiasmo contagioso di Antonella Lonardo (Contrade di Taurasi) che mi invita ad assaggiare tutta la batteria dei bianchi e dei rossi (ma al Vinitaly se non degusti che ci vai a fare?). Cedo volentieri alle insistenze di questa giovane e solare brunetta, “trentaduedentibianchi” luminosi e intuisco il perché del successo dei vari Grecomusc, Fiano, Greco di Tufo, del Taurasi e del Coste 2009 nonché dell’equilibrato e intenso Vigne d’Alto, un rosso vulcanico da terre sabbiose a 400 metri d’altitudine. Hai voglia a rimuginare il detto che in Irpinia sono tutti montanari, scontrosi e poco socievoli. Sarà così, forse, per gli uomini, ma per le donne è l’esatto contrario: Antonella ha il marchio Dop (come la mozzarella) della vera donna del Sud, autenticamente socievole e comunicativa. Brava davvero!

Il tour tutto in rosa prosegue con un’altra grintosa donna meridionale, produttrice e anche  enologo:
Elena Fucci, da Barile (Basilicata), mora, capelli lunghi (quasi irriconoscibile senza frangetta), sguardo 

altrovinitaly-4vivace e interrogativo, un vulcano (lei) in perenne eruzione, orgogliosa e coraggiosa. Se volessi proporre l’esempio di una vignaiola che si identifica nel suo vino (anzi lo è) non avrei dubbi ad indicare proprio Elena: a 33 anni fa tutto in azienda e il suo Titolo 2011 (un Aglianico del Vulture da manuale che piace molto agli americani e anche ai francesi… chapeau!) è come un figlio per lei. Un solo figlio (pardon vino) che esprime spezie dolci, bellissima qualità del frutto e tonalità fredde, ma morbide: 15 % di alcol e non sentirli grazie ad una vinificazione meticolosa in tutti i suoi passaggi. “Questo lavoro mi piace perché mi dà e mi trasmette energia: senza di esso non sarei più Elena Fucci!”.

Marina Cvetic
, vedova dell’indimenticato Gianni Masciarelli, ha le idee chiare sul ruolo attuale dell’altra metà del vino: “La forza e il calore delle donne italiane è ancora inespresso in questo campo: devono, anzi dobbiamo avere il coraggio di farci valere e di pesare di più. Il vantaggio è che il passaggio generazionale c’è già stato o sta avvenendo in questi anni con l’ingresso di molte donne nei ruoli chiave delle aziende”. E per confermare la sua tesi, con i fatti, mi indica la figlia primogenita Miriam Lee, 24 anni, già pienamente coinvolta in cantina e … nella baraonda del Vinitaly. E’ lei che si incarica di farmi provare la novità della casa: il Pecorino 2013 Castello di Semivicoli, da vigneti a 400 metri di altezza. Un bianco di fresco impatto floreale in cui il vitigno autoctono abruzzese risulta perfettamente riconoscibile.

Perle, perlage e bollicine a gogo: le donne sono la quintessenza dell’effervescenza (fa anche rima!). Chi meglio di loro è in grado di presentare una degustazione di
Franciacorta? Un bell’esempio è Patrizia Larocca, moglie e “bussola” di Fabio Lantieri de Paratico, numero uno dell’omonima cantina in Capriolo (BS). Le bollicine proposte sono una meglio dell’altra come l’eccellente , suadente, fresco e sapido “Arcadia” 2009 (70% Chardonnay e 30% Pinot Nero) che sfodera una lunghezza al gusto “spaziale”. “Ho fatto di tutto per dare lustro ai nostri vini – spiega Patrizia –  l’azienda l’abbiamo costruita insieme, io e  mio marito. Avverto sempre quel forte legame con la terra che mi hanno trasmesso i nonni. Se ho un ruolo preciso? Sono poliedrica e lavorare nel settore porta sempre belle soddisfazioni”. E le soddisfazioni effervescenti per Patrizia non mancano: come l’ottimo Saten, il precoce “Origines” 2008 (Pas Dosè) e l’avvolgente Brut 2010.

altrovinitaly-6Non è una novità, invece, la catena di comando tutta al femminile in casa Bortolomiol, come testimonia Elvira (dal look decisamente rock, alla Gianna Nannini): “Dopo la scomparsa di papà Giuliano, siamo in quattro sorelle a guidare l’azienda: presidente è la maggiore di noi, Maria Elena; io mi occupo del settore marketing e del commerciale, poi c’è Luisa, avvocato, addetta alle questioni legali; e Giuliana, agronoma. Siamo alla terza annata di produzione con certificazione biologica”. Per l’azienda di Valdobbiadene la sensibilità di tante donne alla guida si sente e si tocca con mano attraverso i diversi progetti di solidarietà, sostenibilità ed accoglienza.
“E’ un orgoglio per noi essere donne anche se ritengo che in generale il cosiddetto gentil sesso sia ancora troppo penalizzato nel campo del lavoro”, evidenzia Elvira, che è anche vicepresidente del Consorzio Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco. “Le mie qualità? Sono una donna meticolosa in tutto. La cantina Bortolomiol, oltre all’impegno che continua con la comunità di Sant’Egidio per Wine for Life, sostiene – insieme all’Ong Ricerca e Cooperazione – lo sviluppo di un progetto per aiutare 60 donne che lavorano nei campi del Benin del Nord, in Africa Occidentale. L’obiettivo è far capire la nostra autentica responsabilità sociale”.

Donne, donne, donne, ma … esiste il vino femminile? “Esiste sì – risponde senza tentennamenti
Lucia Letrari nei miei vini ci sono dentro io – e non è poco 😉 – . La femminilità in un vino è morbidezza, avvolgenza, sicurezza: in tutti i vini: dalle bollicine a un grande rosso che non deve essere, per questo, eccessivamente “morbidoso”. Se un vino è materno e ti culla come un neonato, allora sì, è femminile”. 
E nel “pianeta vino” come vanno le donne a livello professionale? “Devi farti valere più degli uomini perché a noi donne nessuno riserva sconti o favoritismi. Io però ho un vantaggio non da poco: posso comunicare bene le mie etichette perché sono anche l’enologo  … e ne racconto la storia”. Il risultato palpabile? Una gamma di bollicine ad altissimo livello per l’azienda di Rovereto: dal “Quore” al Dosaggio Zero alla Riserva del Fondatore, annata ’98, fiore all’occhiello del Trentodoc: una bollicina poliedrica al naso, dalle note evolute, mielate, con spigoli piacevoli di ossidazione, dal gusto elastico, grasso, lungo. “Solo 3400 bottiglie, per gli appassionati”.

Restando a Nord Est, una nota di merito per la determinazione dimostrata in questa fase particolare della sua vita professionale va ad
Elisabetta Puiatti, toscana di nascita ma 

altrovinitaly-3 friulana d’adozione che, con il fratello Giovanni ha da poco intrapreso una “ripartenza enologica” con la nuova cantina “Villa Parens” a Farra d’Isonzo nel Goriziano. Non la conoscevo e ho voluto incontrarla di persona, grazie alla nostra amica “angel” friulana, Patrizia Pittia. Elisabetta è donna elegante, serena, dotata della sensibilità e del gusto nel saper cogliere l’aspetto femminile di un vino o nel sapere scegliere il packaging “giusto” per affrontare i mercati con le nuove bollicine dell’azienda di famiglia.

La carrellata dell’altra metà di questo Vinitaly voglio chiuderla con
Francesca Genovese, trevigiana di Castelfranco Veneto, donna colorata e preziosa per l’azienda agricola Mazzolada che in territorio di Portogruaro produce vini delle Doc Venezia, Lison Pramaggiore e della Docg Lison. “Anche se ho cominciato tardi ad occuparmi di vino – quasi si giustifica – ora seguo l’azienda in tutte le sue sfaccettature: dal vigneto alla cantina, dall’amministrazione alla comunicazione, dal marketing alle vendite. Sono passata dalla fabbrica di antenne paraboliche ai vigneti ed alle botti. E non è affatto male, anzi. Secondo me, la donna nel mondo del vino ha una visione diversa: ha un maggior rispetto per la natura e per l’ambiente intero, vive di più queste problematiche e vede con positività il futuro perché pensa a quello che lascerà ai propri figli”.
Francesca, perché la scelta di abiti sempre così colorati? “Amo i colori: mi danno gioia e ottimismo, così come amo passeggiare da sola per le vigne: è il sistema migliore per riflettere meglio, ricaricarsi e trovare soluzioni”.

Altro che “quote rosa nel mondo del vino!”.  Quest’altra faccia non è più neanche tanto nascosta, è l’esatto contrario: giorno dopo giorno, le donne sono nel vino, vivono il vino e ce lo rendono ancora più piacevole! 
Beh, cosa vi aspettavate da un sito come il nostro che nella sua squadra ha solo e soltanto donne? Escluso chi scrive… of course 


Links:

www.vinitaly.com
www.montevetrano.it
www.contradeditaurasi.it
www.elenafuccivini.com
www.masciarelli.it
www.lantierideparatico.it
www.bortolomiol.com
www.letrari.it
www.villaparens.com
www.mazzolada.it 



Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

A proposito dell'autore

Umberto Gambino

Lo scrivo subito, tanto per non generare equivoci: non mi piace improvvisare. Sono sempre uno che dà il massimo in tutti i campi. Prima di tutto adoro il mio lavoro di giornalista: si può dire che sia nato con questa idea fissa. Non ho mai voluto fare altro nella vita. Però di cose ne seguo parecchie contemporaneamente: potrei definirmi un esempio anomalo di uomo "multitasking". Dopo una trentina d'anni da cronista sul campo, sono attualmente caposervizio del Tg2 Rai. Sul versante enologico, sono sommelier Master Class dell'Ais e coordinatore della guida Vinibuoni d'Italia Touring. Si può ben dire che il mondo del vino è il mio ambiente naturale, e non poteva essere altrimenti, in quanto figlio e nipote di viticoltori siciliani. E' anche in loro onore, per ricordare sempre le mie radici, la mia terra natìa, gli odori e i sapori di quando ero bambino, che mi sono inventato - con l'amico webmaster, Maurizio Gabriele - il massimo della "digital creativity": una formula inedita per un web magazine di reportage in stile blog sull'enogastronomia: www.wining.it che state leggendo. In più sono anche un ottimo fotografo. Può bastare?

Post correlati