di Michela Pierallini
vinisexy-09 Poco tempo fa ho confidato ad un amico che avrei voluto scrivere di vini che sciolgono i freni inibitori e lui ha risposto: “Tutti i vini disinibiscono, sono alcolici!”. Io non sono d’accordo per niente. O meglio, posso concordare sul fatto che l’alcool aiuti ad uscire da una sorta di timidezza ma il mio pensiero non era questo. Mi riferivo a certe tipologie di vino che provocano un brivido di piacere lungo la schiena.
Il mio rapporto con il vino è quotidiano e fedele negli anni: bevo almeno un bicchiere sia a pranzo che a cena. Principalmente porto in tavola il merlot di casa e quando cucino qualcosa che chiama un vino diverso, scelgo una bottiglia in cantina. Tra quello che è nel piatto, il vino nel calice e me, capita che si crei un’intrigante alchimia che definirei piccante, se non addirittura afrodisiaca. Complice il mio uomo, che siede di fronte a me, probabilmente, e che trovo ogni giorno più attraente. Da queste considerazioni ho iniziato a pensare che ci siano vini più o meno erotici, comunque sensuali, e che non siano gli stessi per tutti ma ognuno trovi in alcune bottiglie qualcosa di stimolante e stuzzicante.

Al Vinitaly quest’anno mi sono imbattuta più volte in questi vini “hot”, caldi non soltanto per il contenuto alcolico ma per la carica sensuale che emanano.
Alfredo Palladino produttore molisano dei vini Terresacre, mi accoglie con un Trebbiano ricco, profumato e sapido che vuole assolutamente abbracciare scampi crudi, gamberi rossi e ostriche, mangiati a piedi nudi sulla sabbia ancora calda di sole. Sogno di essere avvolta in un pareo di seta rosa con le frange che mi solleticano le gambe.
Invitata dal volto solare e sorridente di Alfredo, mi lascio viziare dalla sua Falanghina che mi coglie di sorpresa per l’accesa aromaticità e per il floreale delicato e intenso. Inizio a muovere i piedi seguendo la musica che arriva dal mare. La danzatrice del ventre si muove al suono delle onde, ha la pelle abbronzata e i capelli neri, lunghissimi e ricci: vestita di niente si muove sinuosa e poi, d’un tratto, si ferma. Il calice è vuoto e il mare  piatto.
Tintilia è ora nel mio bicchiere. Non la conosco, è la mia prima volta e sono elettrizzata. Metto il naso nel bicchiere più volte, mi attrae. Chiudo gli occhi e mi trovo su una strada bianca in mezzo a campi aperti colorati di verde, macchiettati dal celeste dei fiori di cicoria. L’aria profuma di legno di liquirizia, di pepe e di spezie. Viene voglia di spogliarsi e di integrarsi con il cosmo. C’è aria di eleganza e danzo sulle note di una musica beduina. Bevo e sorrido, bevo ancora e rido, perché Tintilia mette di buon umore.
Scivolo in Puglia e annoto Rubinum, il Primitivo di Manduria 2010 della cantina Soloperto nell’elenco dei vini hot. Qui sì che caldo si riferisce all’alcool! Ben 17 gradi ma sostenuti da un vino maestoso e possente. Si presenta subito con profumi di cioccolato, prugne e frutti rossi stramaturi. La purea di fave e peperoni arrostiti cucinati dallo chef Antimo Savese sono il giusto abbinamento afrodisiaco. Ma l’apice del godimento si ha con il Passulentu 2011, intenso, peposo e speziato. Mani grosse che lavorano la terra mi toccano e mi avvolgono in un abbraccio che non mi lascia più.
(fine prima parte – leggi la seconda parte)

Links:
www.terresacre.net
www.soloperto.it
www.terramora.com

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A proposito dell'autore

Sono Michela, cos'altro posso dire? Se volete conoscere qualcosa di me, leggete i miei articoli, tra una riga e l'altra si capiscono molte cose. Scrivo perché ho bisogno di esternare le mie emozioni, di condividere le mie esperienze e di far conoscere le prelibatezze che mi entusiasmano. Sono una consulente di immagine e comunicazione per le aziende del settore enogastronomico. Mi prendo cura di tutto ciò che riguarda il web. In realtà sul web io mi diverto e faccio incontri strepitosi, come quello con Umberto Gambino che mi ospita su wining.it.Studi di agraria ed enologia alle spalle mi aiutano a comprendere la materia, il master in Reiki Usui mi permette di entrare in empatia con l'Anima del mondo. E' così che me la godo. Del vino apprezzo le vibrazioni positive e la storia che racconta, del cibo mi entusiasma il suo percorso, e l'armonia del gusto. Mi piace ridere e dire quello che penso. Ho finito. P.S. L'ho scritto che sono una toscanaccia? Ecco, ora l'ho scritto

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