di Umberto Gambino
slovenia2013-07 “Dalla Slovenia con Amore” ha sancito per l’ennesima volta il profondo legame che esiste fra la capitale del bel paese e questa giovane nazione confinante con il nostro Friuli Venezia Giulia. Quest’anno sono state cinque le aziende vinicole 
che hanno partecipato all’evento romano, organizzato dalla brava AndreJa Lajh nell’elegante location di palazzo Ferrajoli, proprio di fronte a Palazzo Chigi, dalle cui finestre si potevano ammirare le luminarie colorate natalizie su via del Corso. Un evento a cui, anche quest’anno, non ho voluto mancare. Ed ho fatto bene. Le cinque case vinicole presenti (poche ma buone!) hanno saputo rappresentare al meglio la vivacità e la creatività dei vignerons sloveni. Ecco i vini, uno per azienda, che più ho apprezzato.

Heaps Good Wine Company – Pinot Nero 2011
Prima volta a Roma per Nicholas Gee, giovane e originale viticoltore bio della Stajerska (regione della Slovenia Orientale) che ha portato solo Magnum. Oltre alla consueta batteria di bianchi (Chardonnay, Pinot Grigio, Sauvignon) coglie nel segno con un Pinot Nero dalle note di frutti di bosco, spezie dolci, terroso,  equilibrato, selvaggio, ma di estrema eleganza, in cui si apprezza al meglio le genuinità della materia prima. Una spanna al di sotto lo Chardonnay della stessa annata che fermenta in barrique francesi. Non si possono non segnalare per la loro inquietante originalità le etichette in bianco e nero stile “Diabolik”.

Wine Cellar Goriska Brda – Merlot Bagueri 2008
Goriska Brda è la più grande cantina slovena con 1200 ettari di vigneto, al confine con l’Italia. Anche quest’anno primeggia, fra le tante etichette, il Merlot Bagueri: rosso rubino fitto nel calice, al naso sentori di ciliegia e frutti di bosco, vaniglia e caffè; al gusto si espande morbido, concentrato, ma non vigoroso, con buona e piacevole persistenza. Abbastanza ordinari e freschi i bianchi presentati.

Movia – Lunar 2007 Chardonnay
Un esempio di viticoltura che segue i tempi della natura, rigorosamente biologica, con un metodo di vinificazione dettato dalle fasi lunari. Da qui il nome “Lunar 9” (esiste anche la versione “Lunar 8” da Ribolla). I chicchi d’uva uva raccolte nel corso della vendemmia tardiva sono immesse direttamente nelle botti nuove di rovere con apertura modificata: qui si svolgono fermentazione, macerazione e affinamento sulle bucce per circa 9 mesi. L’imbottigliamento avviene per caduta (senza filtrazione) durante la luna piena. Non si aggiungono solfiti. “Quando si stappa – spiega Polona Petrovic si fa la decantazione per eliminare il fondo biologico ed ottenere il vino limpido. Questo è il futuro dei vini macerati”.
Giallo dorato deciso, al naso cioccolato bianco, nota lattica, vaniglia, poi ananas, banana, cocco. Gusto deciso, pieno, di carattere, lungo ed avvolgente, con retrogusto fresco e fruttato, nonostante l’annata.


Sanctum Wine – Pinot grigio 2012 linea prestige
Dalla regione Stajerska (Styria) vicino all’Austria, arriva Marko Podkubovsek, produttore di una serie di etichette di qualità medio-alta. I primi a vinificare, nel tredicesimo secolo, furono i monaci certosini che scoprirono un micro clima ed il terreno (marnoso a 400 metri sul livello del mare) particolarmente vocato. Dopo aver assaggiato Traminer aromatico e Chardonnay, la preferenza va decisamente al Pinot grigio prestige che si mostra con aromi decisi di pera e banana, semplice, ma preciso, mentre al sorso denota freschezza e piacevolezza notevoli. Ben dosato l’uso del legno: un terzo matura in barrique francesi, due terzi fanno battonage sur lie. Dopo un anno e mezzo si mettono insieme. Poi affina ancora un anno in bottiglia.

Marjan Simcic – Ribolla Opoka 2009
Lui, Marjan, è una certezza assoluta di questo evento romano. Simpatico e affabile, risponde con interminabile pazienza, a tutte le domande che gli vengono poste sui suoi vini di notevole fascino e personalità. La regione dei vigneti è la Goriska Brda (vicino al confine italiano). Detto dell’elegantissimo ed equilibrato Pinot Nero, voglio soffermarmi sulla Ribolla Opoka 2009, così descritta dallo stesso Marjan: “Le uve sono coltivate in un terreno al 100 % opoka (cioé il tipico calcareo della zona), con resa molto bassa. Dopo la raccolta segue la macerazione per 6-8 giorni; poi la fermentazione in tini tronco-conici e due anni di affinamento in botti di rovere francese da 500 litri sui lieviti. Poi ancora due decantazioni, filtrazione e un anno in bottiglia. Il vino esce sul mercato dopo tre anni dalla vendemmia”. Queste vigne sono state piantate dal nonno di Marjan 55 anni fa. La viticoltura avviene con metodi naturali. Un vino molto minerale, fresco, equilibrato, dove la parte fruttata si fonde bene con la nota vanigliata “alla francese” impressa dal legno. Intenso e gustoso.

Tutti bravi, tutti “naturali”, tutti encomiabili e da applaudire i “cinque moschettieri” sloveni a Roma.


Links:

http://heapsgoodwine.wordpress.com/
http://www.simcic.si/it/
http://www.movia.si/
http://www.klet-brda.si/si
http://www.sanctumwine.com/

 

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A proposito dell'autore

Umberto Gambino

Lo scrivo subito, tanto per non generare equivoci: non mi piace improvvisare. Sono sempre uno che dà il massimo in tutti i campi. Prima di tutto adoro il mio lavoro di giornalista: si può dire che sia nato con questa idea fissa. Non ho mai voluto fare altro nella vita. Però di cose ne seguo parecchie contemporaneamente: potrei definirmi un esempio anomalo di uomo "multitasking". Dopo una trentina d'anni da cronista sul campo, sono attualmente caposervizio del Tg2 Rai. Sul versante enologico, sono sommelier Master Class dell'Ais e coordinatore della guida Vinibuoni d'Italia Touring. Si può ben dire che il mondo del vino è il mio ambiente naturale, e non poteva essere altrimenti, in quanto figlio e nipote di viticoltori siciliani. E' anche in loro onore, per ricordare sempre le mie radici, la mia terra natìa, gli odori e i sapori di quando ero bambino, che mi sono inventato - con l'amico webmaster, Maurizio Gabriele - il massimo della "digital creativity": una formula inedita per un web magazine di reportage in stile blog sull'enogastronomia: www.wining.it che state leggendo. In più sono anche un ottimo fotografo. Può bastare?

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