tour-etna-01

di Umberto Gambino

La vera “miniera d’oro” del vino siciliano si chiama Etna.

Sono una decina d’anni ormai che il comprensorio enologico che circonda il vulcano più alto d’Europa fa tendenza e, come si suol dire, “tira”!

Una sessantina di aziende medie e piccole che continuano a mietere riconoscimenti (con pieno merito) da tutte le guide specializzate, dagli addetti ai lavori, dai wine writers di tutto il mondo (quanti stranieri abbiamo visto da queste parti!), ma – è quello che più conta in fondo – soprattutto dal mercato.

Ho avuto la possibilità, in periodi diversi, di visitare alcune di queste realtà apprezzandone una caratteristica in particolare: il gioco di squadra.

I vignaioli dell’Etna, infatti, hanno il merito di portare avanti una politica di comunicazione del prodotto e visibilità del territorio che rende estremamente positiva l’immagine globale del comprensorio. Ospitalità, lungimiranza, valorizzazione dei vitigni autoctoni, ricerca continua della qualità sono caratteristiche assai comuni tra i produttori del vulcano. Tra i filari di Nerello Mascalese, Carricante, Nerello Cappuccio e Minnella, ho sempre visto sincera amicizia e mai invidia per il lavoro e i successi del vicino.

I quattro produttori che ho conosciuto sono assai differenti fra loro: si va dal saggio Benanti, che funge da punto di riferimento e preziosa fonte di consigli per tutti i colleghi del comprensorio; ad una famiglia intera (i Cambria di Cottanera) che ha saputo interpretare e sperimentare con coraggio, senza mai perdere la bussola (anche dopo la scomparsa del grande papà Guglielmo). Ora le redini dell’azienda sono saldamente in mano a Francesco, Mariangela, Emanuele e allo zio Enzo. Ci sono poi l’industriale del Nord (Roberto Silva) con la moglie toscana (Silvia Maestrelli) e l’esperto wine maker valdostano (Federico Curtaz) che si sono letteralmente innamorati della “muntagna” investendo energie, passione e voglia di stupire sfornando una serie di etichette eccellenti (due per tutte: il Nakone e il Musmeci).

E che dire dei giovani e tenacissimi fratelli Aiello Graci: Alberto ed Elena, decisi ad assecondare la personalità delle uve, delle vigne, del territorio, in modo assolutamente naturale. La perla è il vigneto pre filossera di Solicchiata a quota oltre 1000 metri. E’ qui, in questi vini, che si sente la forza pulsante del vulcano.

Il discorso sui vini dell’Etna non finisce certo qui. C’è molto da approfondire e lo faremo, in servizi più dettagliati, su vini, cantine, vignaioli e territorio di queste singole realtà siciliane.

Links:   www.vinicolabenanti.it   www.cottanera.it   www.cuntu.it    www.graci.eu