di Elisa Barbini
Cosa si intende per vini “aromatici”? 
Quali sono i migliori vini aromatici italiani? Con quali cibi si abbinano meglio?

Oggi risponderemo a tutte queste e ad altre curiosità sui vini aromatici italiani. O meglio sui vitigni aromatici. Eh già, perché è dai vitigni aromatici che derivano i vini corrispondenti.

Si definiscono “aromatici” quei vitigni le cui bacche hanno un contenuto importante di terpeni, sostanze che si trovano soprattutto nella buccia dell’acino e che sono responsabili delle forti note di salvia, muschio, rosa, pera, pesca e altri frutti che caratterizzano i vitigni aromatici e quindi anche i vini aromatici italiani.

I terpeni più noti sono il geraniolo, il linalolo e il nerolo e danno origine ai quattro principali vini aromatici italiani: Gewurztraminer, Brachetto, Moscato e Malvasia.

Vini aromatici italiani: i Magnifici Quattro e i piatti da abbinare

Ecco la selezione dei quattro vini aromatici italiani e i nostri consigli sugli abbinamenti col cibo.

  1. Gewurztraminer 

Foto da www.drinkosophy.com

Foto da www.drinkosophy.com

Ne esistono due tipi: il traminer aromatico, o rosa, e il traminer rosso. Vinificato in purezza (cioè utilizzando solo questo vitigno) o in unione con altri vitigni, dà origine a numerosi vini aromatici italiani DOC. Di colore giallo paglierino, al naso si apprezzano profumi intensi di frutti tropicali (ananas, mango, litchi), ma anche di canditi e spezie aromatiche come  timo e salvia. Il gusto è morbido, speziato e avvolgente, di lunga persistenza. Proprio perché fortemente aromatico e morbido, questo vino aromatico italiano si sposa bene con un piatto delicato e ricco di profumi come la crepes al gorgonzola.

  1. Brachetto d’Acqui

Il Brachetto d’Acqui è un vitigno aromatico tipico del Piemonte e, in particolare, di 26 comuni fra le province di Asti e Alessandria. Il vino aromatico italiano che ne deriva, un DOCG, è un nettare di bassa gradazione alcolica, rosso rubino nel calice, gradevolmente frizzante. Caratterizzato dal profumo di rosa e muschio, il Brachetto d’Acqui è un vino dolce da dessert che si accompagna specialmente alle crostate di frutta.

  1. Moscato

Esistono varie tipologie di Moscato: Bianco, Giallo, Rosa, Nero, di Alessandria o Zibibbo.
Moscato Bianco: è diffuso in quasi in tutte le nostre regioni.  Un Moscato Bianco è il Moscato d’Asti da cui deriva anche il famoso vino dolce Asti spumante. Entrambi questi vini aromatici italiani sono DOCG e si producono da uve coltivate nelle province di Alessandria, Asti e Cuneo. Il Moscato d’Asti e l’Asti Spumante si accompagnano bene ad una leggera torta margherita o a una torta di mele oppure alla piccola pasticceria, purché non a base di cioccolato..

Foto da www.enotecalecantinedeidogi.com

Foto da www.enotecalecantinedeidogi.com

Moscato Giallo: è coltivato in Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Sicilia e Sardegna.  In versione secca, questo vino aromatico si sposa alla perfezione con piatti di pesce delicati, come il branzino al sale. In versione dolce o passita, è ideale con un dolce classico regionale dell’Alto Adige come lo strudel di mele.

Moscatello di Saracena: caratteristico di una zona ben definita e circoscritta, il Moscatello di Saracena è un vitigno autoctono del Comune di Saracena, nell’area del Pollino, in provincia di Cosenza. Da queste uve aromatiche (unite a Malvasia e Guarnaccia) si ottiene il Moscato di Saracena, vino passito, prodotto con un procedimento di antichissima concezione. Con i dolci a base di pasta di mandorle è il giusto abbinamento.

Moscato Rosa: vitigno coltivato in Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia, è stato importato in queste regioni, alla fine dell’800, da commercianti siciliani. Il vino che si ottiene è un aromatico dolce, ottimo con la torta al limone.

Moscato di Alessandria o Zibibbo: è questa un tipo di uva originaria dell’Egitto, coltivata solo in Sicilia, da cui si ottiene il Moscato di Pantelleria. Lo zibibbo è sia il nome di un vitigno che del vino dolce che se ne ottiene. La parola “zibibbo” deriva dal termine arabo “zabīb” che significa “uvetta” o “uva passita”. Abbinamento d’elezione con la cassata siciliana: è la morte sua e l’estasi del vostro palato!

  1. Malvasia

Foto da www.enotecaregionalepuglia.com

Foto da www.enotecaregionalepuglia.com

Come per i Moscati, anche di Malvasie ne esistono vari tipi. Qui ci soffermeremo su una Malvasia del Nord, una del Centro e una del Sud Italia.

Malvasia Istriana: coltivata per lo più nel Friuli-Venezia Giulia, la Malvasia istriana di solito è vinificata in versione secca. Ha sentori di muschio, spezie aromatiche, albicocca e anche minerali. Si abbina ottimamente con un piatto di polenta col formaggio Montasio oppure con un buon branzino alle erbe aromatiche.

Malvasia del Lazio (o Puntinata): è un vitigno autoctono tipico, tornato in auge negli ultimi anni, vinificato anche in purezza (di solito rientra nell’uvaggio del Frascati). Abbinamenti suggeriti? Tipicamente regionali: la pasta alla carbonara o i carciofi “alla giudia”.

Malvasia delle Lipari: è un vitigno coltivato solo nelle isole Eolie e in particolare a Salina ed è noto per il vino dolce o passito che ne deriva. I cannoli di ricotta sono il giusto abbinamento per questo tipo di Malvasia.

Qual è il tuo vino aromatico preferito? Rispondi lasciando il tuo commento sotto l’articolo!

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo sui tuoi social cliccando sui pulsanti qui sotto! Grazie :)

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

A proposito dell'autore

Elisa Barbini

Più che il vino, è la birra la mia bevanda alcolica preferita (meglio se blanche). La mia curiosità e la mia passione per la scrittura fanno il resto: la collaborazione con Wining mi sta aprendo un mondo che finora mi era poco noto, quello del vino appunto, ma che si sta rivelando molto più seducente di quanto pensassi. Scrivere per questo sito, poi, mi riporta alle mie origini professionali, cioè a 10 anni fa, quando curavo una rubrica sul consumo critico e consapevole, una rubrica che mi ha dato grandi soddisfazioni perché, anche qui, mi fece scoprire tante realtà interessanti e stimolanti. Mi sono avvicinata al mondo della birra e del vino un paio di anni fa grazie alla mia dolce metà: un (uomo) veneto DOC e, come tale, appassionato “della bibita”, come dicono nel Nord-Est! Per il resto, sono tutta amici, shopping, cucina salutare, pigrizia e Roma (città e fede calcistica).

Post correlati