di Fabrizia Dalpiaz
Dopo una serie di curve e tornanti, addolciti dallo splendido scenario dei vigneti della Val di Cembra eccomi a Villa Corniole. Il nome deriva proprio dal Corniolo, una specie di pianta da frutto che predilige i terreni calcarei, un tempo molto presente in queste zone. La vista è meravigliosa, da un lato la cima del monte Bondone, di fronte la Paganella e più a destra le cime delle Dolomiti del Brenta! 01-Monte Corona con alle spalle le dolomiti del Brenta

Acquerello di Albrecht Duerer

Siamo in Trentino. I vigneti della Val di Cembra, anche nella zona del monte Corona, presentano una notevole pendenza e da secoli vengono realizzati i “terrazzamenti”, antichi muri a secco in ciottoli di porfido, per facilitare la coltivazione ed evitare l’erosione del terreno. Lo stesso pittore rinascimentale tedesco Albrecht Durer, in occasione del suo primo viaggio a Venezia nel 1494 rimase così affascinato da questa valle che ne fissò il paesaggio in alcuni famosi acquerelli (Ashmolean Museum di Oxford).

Da anni, generazioni di viticoltori, con grande tenacia e passione, hanno scelto questo territorio, così suggestivo ed impervio per produrre i propri vini, riuscendo ad esprimere al meglio il terroir. Anche in questo caso possiamo parlare di “viticoltura eroica” realizzata principalmente a mano e in condizioni veramente disagiate. Tuttavia la qualità dei terreni, e la notevole escursione termica tra giorno e notte, determinata anche dai freddi venti che scendono dalla Val di Fiemme, producono grappoli ricchi di zuccheri e profumi che ritroviamo poi nel bicchiere.

I vigneti della famiglia Pellegrini, posti a ridosso del monte Corona, sorgono su terreno franco grossolano sciolto e calcareo, mentre la zona circostante è su terreno di natura porfirica. 12-I vigneti accanto alla cantina

Qui si esprimono al meglio il Müller Thurgau, che ha trovato nella parte più alta della Valle di Cembra il terroir più vocato in questi terreni ricci di mineralità, ma altrettanto bene si esprimono lo Chardonnay, vinificato sia come vino fermo che come Spumante Metodo Classico Trentodoc e infine il Gewürztraminer.

I vigneti posizionati nella Valle dell’Adige, tra le soleggiate rupi della Paganella e del monte di Mezzocorona, chiamata piana Rotaliana, godono di terreni ricchi di minerali, portati nel corso dei secoli dai torrenti Noce ed Avisio e di condizioni climatiche ideali che conferiscono all’uva aromi pregiati unici. Qui l’azienda coltiva il Teroldego, vitigno autoctono e prima D.O.C. del Trentino, definito il “principe” dei vini trentini. I terreni alluvionali, su cui si trova sono di riporto del torrente Noce, e presentano parti di grande fertilità in superficie e ottimo drenaggio sottostante.

Sono presenti anche vigneti di Lagrein e Pinot Grigio, tutte varietà che in piana Rotaliana hanno trovano il terroir ideale per esprimere al meglio le loro caratteristiche sensoriali.

Villa Corniole vinifica a mano e in maniera selettiva tutte le uve raccolte nei vigneti in Val di Cembra e in Piana Rotaliana. In vigna inoltre viene praticata la viticultura integrata nel rispetto dei principi di salvaguardia ambientale ed economica, ponendo attenzione per la salute degli operatori e dei consumatori. Perciò l’azienda opera da anni rispettando l’ambiente con tecniche di lavorazioni sostenibili, coltivando i vigneti con sistemi di produzione integrata e garantendo prodotti sempre più naturali e sostenibili a basso impatto ambientale. I pannelli fotovoltaici di recente installazione, producono la maggior parte dell’ energia che serve in cantina durante l’anno.

Sedici vendemmie fa Villa Corniole ha deciso di non conferire più le sue uve alla Cantina Sociale di Lavis iniziando a produrre i propri vini con l’apporto di esperti enologi.

Oggi tutta la famiglia Pellegrini è impegnata in questo progetto, mettendo a disposizione le proprie attitudini personali: chi lavorando più in vigna, come Onorio Pellegrini, chi come la moglie Maddalena Nardin, membro di Donne del Vino del Trentino, seguendo più la parte commerciale e di promozione insieme alle figlie Sara, Linda e Sabina, le cui iniziali hanno dato vita al nome dello spumante Trentodoc SALÍSA.
Con Maddalena ci dirigiamo verso il vigneto più vicino alla cantina, in cui dalle viti spuntano i primi teneri germogli. 04-Primi germogli

Qui il terreno è ancora calcareo, ma basta spostarsi di poco e inizia la roccia porfirica, la stessa che ritroviamo nella splendida cantina di Verla di Giovo.

“Non è stato semplice scavare nel porfido”, mi confida Maddalena, “ma vedere le sue venature così a vivo è uno spettacolo! La temperatura inoltre è costante e “naturale” ed avviene tramite la trasudazione del porfido”.

Qui i vini della cantina Villa Corniole evolvono e si trasformano seguendo i lenti ritmi che la natura in Valle di Cembra impone: vini di Montagna che assimilano un terroir unico dato dal clima estremo (vini estremi), che necessitano di evolvere lentamente per esprimere e mantenere nel tempo il proprio potenziale e le caratteristiche organolettiche. La cantina Villa Corniole è dotata di moderne attrezzature per le tecniche di vinificazione:
– celle frigo
– dopo la prima fase di lavorazione: caduta dall’alto del mosto senza pompe (uso della gravità) per preservare al meglio la materia prima
– diversi serbatoi per conservare i vini di diverse annate in cantina, per procedere ad imbottigliarli nel momento più giusto
– controllo delle temperature

La barricaia è magnifica, le rocce sembra vogliano entrare di prepotenza e il clima costante e le luci tenui segnano il lento scorrere del tempo che accompagna l’affinamento dei vini.05-La Barricaia con le rocce porfiriche a vista

Tredici bottiglie in cui i vini bianchi esprimono mineralità e sapidità con grande freschezza ed armonia mentre i vini rossi dall’intensa tipicità sono vigorosi, lievemente tannici e corposi dai profumi intensi e decisi. 06-I vini prodotti

Mattia Clementi, enologo, e Maddalena Nardin

Saliamo al piano superiore nella bellissima sala degustazioni, appena realizzata e dedicata ad eventi enogastronomici. Qui ci raggiunge Mattia Clementi giovane enologo, parente diretto della famiglia Pellegrini, che al termine degli studi presso l’Istituto Agrario di San Michele e dopo alcune esperienze di lavoro sia in Italia che all’estero, segue con passione tutte le fasi di produzione del vino: dalla campagna, dove affianca Onorio con cui definisce protocollo e tecniche di coltivazione, alla cantina dove è responsabile della produzione. Il suo obiettivo principale è la produzione di vini di qualità, unici e rispettosi dell’ambiente. Iniziamo la degustazione!

SALÍSA TRENTODOC 2011: Chardonnay 100% (Blanc de Blancs) millesimato. Vigneti posti su terreni calcarei e porfirici tra i 400 e i 600 m di altitudine, che favoriscono l’ottenimento di uve ben mature, ma con ancora un elevato tenore acidico. Dopo un’accurata selezione manuale delle uve, avviene una pressatura soffice dell’uva intera, con utilizzo del solo mosto fiore. Segue la fermentazione e l’affinamento in serbatoi di acciaio inox a temperatura controllata. Presa di spuma in bottiglia secondo il Metodo Classico e successivo affinamento sui lieviti per 3 anni in cantina interrata.
Colore giallo paglierino, spuma abbondante ed elegante perlage. Profumo intenso con note di frutta gialla matura, tipica dello Chardonnay con note di nocciola e pane tostato dovute al lungo affinamento sui propri lieviti. Gusto deciso, leggermente sapido e minerale.10-Trentodoc pronto!

PINOT GRIGIO RAMATO PETRAMONTIS 2014: Pinot Grigio 100%. Vigneti collocati nella Piana Rotaliana su terreni molto fertili. La fermentazione avviene in parte in serbatoi di acciaio inox a temperatura controllata e in parte in barriques, dove poi matura per circa un anno. A seguire ulteriore affinamento in bottiglia. Giallo paglierino, con delicati riflessi color buccia di cipolla, colore ramato. Al naso ha sentori fruttati intensi, dolci con una leggera nota di vaniglia. Al gusto è ricco, pieno, strutturato e morbido.

MÜLLER THURGAU PETRAMONTIS 2014: Müller Thurgau 100% proveniente da diversi vigneti posti sui terrazzamenti di montagna tra i 600 e gli oltre 800 metri sul livello del mare, in Val di Cembra, su terreno sciolto, di origine porfirica e in parte calcareo. La fermentazione a temperatura controllata e l’affinamento per alcuni mesi avvengono in serbatoi di acciaio inox. Colore giallo paglierino scarico, con riflessi verdolini; al naso è fine ed intenso, con sentori di erbe aromatiche, sambuco, frutta tropicale e agrumi. Sapido, minerale, con piacevole acidità, tipiche caratteristiche dei vini di montagna. Secco e persistente.

LAGREIN PETRAMONTIS 2013: Lagrein 100% proveniente dai vigneti della Piana Rotaliana. La fermentazione avviene con macerazioni sulle bucce di 8-10 giorni, a temperatura controllata di 26/28° C. Il vino matura poi in acciaio e una piccola parte in barrique per oltre un anno. A seguire, ulteriore affinamento in bottiglia per alcuni mesi. Colore rosso rubino molto intenso, con riflessi violacei. Al naso è intenso, con sentori di frutti di bosco, viola e cioccolato fondente. Presente anche una leggera nota speziata. Al gusto è secco, di giusta tannicità e sapidità. Morbido e vellutato, con sensazioni gustative molto persistenti.

TEROLDEGO PETRAMONTIS 2013: Teroldego Rotaliano 100% (vitigno autoctono trentino) proveniente dai vigneti della Piana Rotaliana, considerata il terroir più vocato per questo vitigno. La fermentazione avviene con macerazioni sulle bucce di 8-15 giorni, a temperatura controllata di 26/28°C. Il vino matura poi in acciaio e una piccola parte in barrique. A seguire, ulteriore affinamento in bottiglia per alcuni mesi. Colore rosso rubino intenso. Al naso è intenso, fruttato, con sentori di lamponi e ribes, ampio e fine. Al gusto è secco, vigoroso, deciso, di giusta sapidità e tannicità.

7 PERGOLE 2009: Teroldego 100%, vitigno autoctono del Trentino proveniente dalla fertile Piana Rotaliana. Le uve vengono raccolte manualmente e in maniera selettiva e vinificate in rosso in serbatoi di acciaio. La fermentazione avviene con macerazioni sulle bucce di 12-15 giorni a temperatura controllata di 26/28° C. Il vino matura poi in barrique per circa 24 mesi. Segue lungo affinamento in acciaio e successivamente in bottiglia. Colore rosso rubino intenso, tendente al granato con l’invecchiamento. Al naso è intenso, fruttato, con sentori di lamponi e ribes, ampio e fine, con note speziate. Al gusto è secco, deciso, di giusta sapidità e tannicità, con una leggera sensazione balsamica.

La mia piacevolissima degustazione in compagnia di Mattia e Maddalena si ferma qui: devo ritornare a casa in auto! Con loro ho apprezzato meglio ogni calice, arricchito dalle personali sensazioni di ciascuno e dai racconti che si celano dietro ogni vino. Tra i profumi e i vari sapori emergono le aspettative di un’intera stagione, ore ed ore di intenso e faticoso lavoro,  i timori per le avversità climatiche, le eroiche vendemmie sui ripidi pendii della valle, e una passione infinita, poi avvicini il bicchiere, inspiri profondamente e ti abbandoni alle sensazioni e alle emozioni. E capisci quanto amore c’è dietro tutto questo!

www.villacorniole.com
www.ledonnedelvino.com/delegazioni-regionali.Trentino-AltoAdige