di Giorgia Costa
calicantus-10 Che sono una persona innamorata della vita ormai lo sapete. Che sogno e che mi emoziono per le semplici e sincere cose della vita, pure. Ma quando entro in contatto con persone “alla mano” che hanno creduto nel proprio sogno e lo stanno realizzando, giorno dopo giorno con grande serietà, tanta passione e profonda convinzione, la mia anima si illumina. Oggi vi voglio raccontare una storia romantica fatta di concretezza, quotidianità e tanto amore. Una storia positiva in un momento in cui molto sembra evolvere al negativo.
Vi voglio raccontare il sogno di Daniele e Sabrina: “Un sogno fatto di passione, rispetto e amore per la terra: il nostro sogno è dimostrare che è possibile produrre un gran vino da invecchiamento nel Bardolino”. La premessa mi sembra del tutto chiara e trova esatta corrispondenza in Daniele Delaini, nato e cresciuto nelle colline moreniche di Bardolino, sul Lago di Garda (VR) e Sabrina Planche, francese, di Parigi, innamorata dell’arte. A Parigi s’incontrano, in Francia vivono e viaggiano alla scoperta delle varie zone vitivinicole, della Borgogna s’innamorano. Entrambi semplici nell’aspetto ma profondi e determinati nel raggiungere il comune obiettivo: Villa Calicantus.

E’ il 2011 quando Daniele eredita dalla zia una bellissima villa nel cuore della piccola Calmasino a pochi chilometri da Bardolino. Il posto è suggestivo, ma il lavoro da fare molto. Il giovane Daniele decide innanzitutto di “fare ordine” dalla casa, alla cantina, alla vigna. Al vecchio vigneto di famiglia ne affianca uno nuovo. Si affida ad un amico agronomo e segue i dettami dell’agricoltura biologica: rame e zolfo; no a pesticidi, diserbanti, concimi e altri prodotti di sintesi chimica. Crede nel terroir e nella natura che lo circonda, che circonda le sue vigne: ulive, erbe e fiori ne fanno da cornice. Biologico, non per moda, ma per reale convinzione, che lo porta ad avvicinarsi a pratiche biodinamiche nell’imminente futuro. Un ettaro e mezzo distribuito su quattro appezzamenti, quattro conformità di suolo simili e allo stesso tempo con peculiarità diverse. A 20 km dalle Prealpi, a 2 km dal Lago di Garda, isolati da vegetazione selvaggia e a bosco, questi filari a Guyot formano quasi un piccolo terrazzamento. Sono a 180 metri sul livello del mare.

La vista sul lago, sulla chiesa e sul piccolo borgo di Calmasino è mozzafiato. Abbasso lo sguardo e noto diverse varietà di fiori: “Arricchiscono il terreno di sostanze nutritive necessarie per la maturazione dell’uva e ospitano gli insetti utili ad arginare il sopraggiungere di parassiti che potrebbero attaccare le coltivazioni.  La spontaneità della natura fa quasi da contrasto alla precisa determinazione di Daniele. Le sue parole in sottofondo mi riportano al presente: “… sono convinto che lavorando in modo rigoroso in vigna, sia possibile ottenere un vino rispettoso delle caratteristiche tipiche del Bardolino, la bevibilità innanzitutto, ed allo stesso tempo un vino adatto all’invecchiamento”. “Giorgia, hai presente la Borgogna?” mi chiede. “Ecco a quei produttori mi sono ispirato: grandi vini, grande complessità non per questo a discapito della bevibilità”. Certo che l’ho presente, stavo giusto pensando a quella regione francese mentre parlava. Ecco quindi una bassissima resa per ettaro: 40 qunitali. Vendemmia manuale in casette da 25 kg. Daniele la sua sfida l’ha lanciata: forte e chiara. Apprezzo questo coraggio, questo sapere ciò che si vuole e provare a perseguirlo.

Attraversiamo il portico, calpestiamo il vecchio scalino di marmo ed entriamo nella sala che lui definisce “una specie di sala degustazione”. Mi fa sorridere perché mi ricorda l’ingresso delle case “di una volta”: una grande stanza con la credenza, il tavolo e le tipiche sedie “da osteria” le definiamo oggigiorno; un salottino retrò sulla destra, un tavolino e tanti libri. Tutto sembra appoggiato, quasi evanescente ma in realtà tutto odora di “vissuto” di ciò che è stato un tempo e di ciò che potrà diventare. “Vintage” credo lo si definirebbe oggi. La storia la ritrovo nel pavimento, nel mobilio, nelle spesse mura, nel soffitto, nel portone che ci porta dritti alla cantina. Fantastico, penso! Entro quasi dimessa e mi commuovo sentendo le parole di Daniele: “
La cantina la voglio lasciare così, così com’era, così come l’ho trovata: semplice e vera con le sue muffette. Solo ho dovuto provvedere ad un condizionatore che ho impostato a 20° per la fase fermentativa”. Sento rispetto nelle sue parole, rispetto per quel posto, rispetto per quel luogo.

Quanta emozione nel suo farmi assaggiare il mosto-vino direttamente dalla botte. Due barriques nuove, il 25% tra tonneaux di secondo passaggio e rigenerate. Il suo Villa Calicantus 2013 ha finito la fermentazione alcolica e sta ora effettuando la malolattica (siamo in ottobre, ndwa). Toglie il tappo dalla botte e mi dice: “Avvicina l’orecchio Giorgia … si sente la fermentazione!”. Come si fa a non lasciarsi coinvolgere da tanto entusiasmo e passione. Il colore è d’un ciclamino intenso. Lo annuso e sento il profumo di ciliegia e fragola. Daniele mi racconta che è felice e soddisfatto della vendemmia di quest’anno perché è riuscito a fare tutto ciò che aveva desiderato: vendemmiare in condizioni ottimal (e così è stato perché è riuscito a terminare la raccolta prima della pioggia dell’ultima settimana); utilizzare le parti più interessanti del raspo come la tradizione vorrebbe; usare solamente lieviti indigeni.

Torniamo nell’altra stanza, sul tavolo una bottiglia di
Villa Calicantus 2011: la sua prima annata, IGT Rosso Veneto (che diverrà con le successive annate Bardolino Superiore). Una selezione limitata di 3.000 bottiglie, tutte numerate. Non scherza Daniele! (80% Corvina, 10% Rondinella, 10% Molinara). Fermentazione alcolica di 8-10 giorni in legno per il 20% e cemento per l’80%. Fermentazione malo lattica in legno. Affinamento in legno per 13 mesi. Il vino non viene filtrato e affina in bottiglia per 6 mesi prima di essere commercializzato.
La luce si fa fioca e Daniele accende un’abat jour sull’angolo alla destra. Il tempo all’esterno è bigio e grigio. Il sole che improvvisamente aveva scaldato il mattino ha lasciato il posto a nuvoloni bianchi e neri nel pomeriggio. La temperatura è fresca. Daniele si dirige verso il portico e dà il benvenuto ad alcuni amici che sono venuti a trovarlo. Sabrina prepara i grissini tipici di Calmasino, accompagnandoli a una caciotta, alle erbe di Erbezzo e ad alcune marmellate fatte da lei. Avvicino il calice al naso, chiudo gli occhi e la mia mente va all’anno scorso, a quel viaggio in Borgogna, a quel viaggio che mi fece vedere un mondo che non credevo essere così bello, ma soprattutto così vero. Riapro gli occhi e mi trovo nella cantina di Daniele, Daniele Delaini che potrebbe essere il fratello, il cugino di Vincent Jeanniard, piccolo produttore di Morey-Saint-Denis a pochi km a sud di Gevrey-Charmbertin, tanta è la gioia che li accomuna. Gioia di fare naturalmente ciò che  a loro piace fare: il vino.

Villa Calicantus – via Concordia 9 – Calmasino (VR) – Tel. +39 3403666740
www.villacalicantus.it