Francesca Pagnocelli Folcieri – Azienda Agricola Pagnoncelli Folcieri, da Scanzorosciate (BG)

“Spesso capita, tra agosto e settembre, che giornali di vario genere e tipo pubblichino articoli dedicati alla vendemmia dell’anno, con previsioni e commenti sulla raccolta dell’uva che scanzo-05sempre mi procurano un certo fastidio! Fastidio perchè l’Italia è lunga con migliaia di vitigni, ognuno dei  quali ha i suoi tempi. E anche perchè noi, con la nostra vendemmia tardiva, le dita incrociate le teniamo fino a fine settembre, inizio ottobre, sperando che si possano evitare le piogge torrenziali e le grandinate del primo autunno o che finisca presto la siccità. Vendemmio Moscato di Scanzo da quando ho memoria, e da allora sono passati circa 35 anni, sempre diversi e con le condizioni climatiche in continuo mutamento: siamo passati dal pulire i grappoli coperti con più maglioni e guanti di lana al compiere la stessa operazione sotto un caldo sole settembrino! Anche noi, come tutti i produttori di vino, viviamo l’ultimo mese prima della presunta vendemmia con il fiato sospeso e gli occhi rivolti al cielo, soprattutto quando si mostra carico di nuvole nere e del tipico colore giallastro della grandine. Programmare la raccolta non si fa, la decidiamo gli ultimi tre giorni e, degli amici e affezionati della vendemmia, chi c’è c’è, chi non c’è…peccato!”.

“Quest’anno è andata bene: abbiamo anticipato di un soffio, un giorno solo, l’arrivo del maltempo tipico dell’inverno con acqua, freddo e vento. Ma come ogni anno mi ritrovo a chiedermi: e se avessimo aspettato quindici giorni, tre settimane? Che rischio, ma fa parte del gioco! Dopo la raccolta il Moscato va in appassimento, e prima dell’appassimento l’uva va controllata e ripulita dagli acini che potrebbero andare in marcescenza e compromettere tutto il grappolo! E’ un lavoro certosino, decisamente più lungo e impegnativo della raccolta! Mi presento, sono Francesca e la mia famiglia produce Moscato di Scanzo ufficialmente dal 1962, in realtà da molto prima! Per noi questo Moscato, passito rosso, è come un figlio, per me come un fratello visto che sono cresciuta con lui! Siamo i più piccoli produttori della più piccola DOCG d’Italia e, ovviamente, questo non è il nostro mestiere: con poco meno di un ettaro di terreno vitato non potremmo mantenere nessuno! Non è il nostro mestiere ma è la nostra passione, ripagata ogni volta che si mettono le mani nel vino, sul grappolo, e ogni volta che si apre una bottiglia! Prosit!”.
www.moscatopagnoncelli.com