di Rossella Marino Abate (dalla Valle dell’Elqui, Cile)

…e poi arriva il Cile, direi inaspettato per voi vero? Figuratevi per me!!! Quando ho accettato di venire qui non ho realizzato subito che il Cile si trovasse letteralmente dall’altra parte del mondo, nonostante io già mivigneto di_Tintorera trovassi nell’emisfero australe, lì per lì credevo di partire ed arrivare subito, sai com’è, sei fuori casa e pensi, ok, sto arrivando! Poi ho guardato un po’ il mappamondo e mi sono accorta della distanza e mi sono sentita mancare, cambio di continente, ri-cambio del giorno per la notte…e cosa ancora più distruttiva cambio della lingua! Io ero partita per migliorare il mio inglese, non per imparare lo spagnolo (che tra l’altro non ho mai studiato e credo nemmeno di imparare se continuano a parlare a tutti in italiano.Asì que me entiende!!!)
Il Cile è un po’ come me l’aspettavo, perché prima di me Mattia e Nicola, il mio fratello maggiore, avevano già fatto tappa qua. Ero pronta ed informata su scenari, bellezze, personaggi, e sinceramente vedendole dal vivo, ora posso solo confermare quello che avevo sentito.

Vinha Falernia, la cantina più a Nord del Cile

Sono nella IV Regione, la capitale è Coquimbo – La Serena. Sono a Vicuña, nel cuore della Elqui Valley, dove ha sede appunto Viña Falernia. La cantina più a nord del Cile, zona dove non mancano i vigneti, sopratutto quelli da uva da tavola, quelli per la produzione di Pisco e poi i frutteti, di tutti i gusti e di tutti i tipi: palta (avocado), papaya e agrumi. Avete idea di una terra magica? Ad esempio, pensate ad un frutto? Ok, c’è anche quello, sì sì quello che avete appena pensato. I colori e i profumi ricchi, buoni, splendenti e forti. Passeggiando per il mercato della città, mi sono soffermata più volte sui banconi, affascinata da quello che la terra riesce a dare. Cosa “me encanta” della Elqui Valley? La sua atmosfera mistica, trascendentale, protetta dal cielo stellato più bello che io abbia mai visto, con la ” milky way” che mi sussurra e la luna che mi illumina.. Sono stra-maledettamente una romanticona che ci posso fare! Insomma un UnderTheSky anche qui…e chi mi capisce, mi capisce…

Clima arido in Valle dell’Elqui
La valle dell’Elqui è abbastanza arida, clima decisamente desertico, la piovosità annua è attorno a 100 mm l’anno, quasi tutta nel periodo invernale. Nel mese di  aprile ha piovuto solo 2 volte (5 minuti!) e tutte le volte per i miei colleghi cileni è stata subito festa, una sorpresa! Il Cile è praticamente un’isola! Al nord il deserto di Atacama (uno tra i più aridi al mondo), al sud i ghiacci della Patagonia, a ovest l’Oceano Pacifico e ad est le imponenti Ande. La vallata di Elqui è una delle poche in Cile che taglia perpendicolarmente la pre-cordigliera e la cordigliera delle Ande, salendo in soli 120 Km dall’Oceano Pacifico fino alle stesse Ande con  montagne di 6.000 metri di altitudine. E’ attraversata dal Rio e da un lato e all’altro lato ci sono delle colline, dei conoidi e  i due canali per l’irrigazione arroccati sui pendii che permettono di raccogliere e accumulare la preziosa acqua andina.
Spostandosi un po’, per circa 100 chilometri, troviamo il deserto e la Cordigliera delle Ande che mastodonticamente separa questa terra dal resto del mondo. I colori delle montagne sono incredibili: come se Qualcuno delicatamente avesse dipinto con varie sfumature  di giallo, rosso, rosa tutto. E ancora, la parola sfumature si ripresenta e ricollega questi miei viaggi. Rimarrei a contemplarle per ore! Le oasi verdi sono questi fazzoletti geometrici che come dei piccoli tappeti di vigneti e frutteti, si arrampicano fino ad altezze impensabili (oltre 2.000 metri) sfruttando ogni centimetro quadrato di terra disponibile. 
I suoli sono rocciosi e sabbiosi, con poca argilla: l’irrigazione è praticamente quotidiana.

Viticoltori di origine italiana
Viña Falernia, nata circa 15 anni fa, è di una famiglia di italiani, immigrati sessanta anni fa. Don Aldo Gramola Olivier é un personaggio da conoscere: perfino il Times ha scritto e raccontato della sue gesta imprenditoriali. Giorgio Flessati invece segue tutta la produzione dalla vigna alla bottiglia, vendite comprese. I vigneti per la produzione di uva da vino sono circa 200 ettari, con prevalenza di Syrah, ma ci sono anche Carmenere, Merlot, Cabernet, Pinot nero, Torontel, Pedro Ximenez  e tanto altro. Seguitemi e vi racconterò tutto.

Vigneti a quota 2000
I vigneti da uva da vino arrivano fino a 2000 metri di altezza. Sono principalmente divisi in due grandi zone: la prima Titon, area a circa 40 Km dalla cantina verso l’oceano, dove si trova anche l’osservatorio Cerro Mayu (ecco perché vi dico che c’è il cielo stellato più bello che io abbia mai visto, in zona ce ne sono altri 7 di osservatori astronomici!) la seconda zona viticola è Pedregal, ad un paio di chilometri dal centro aziendale. La raccolta dell’uva è tutta manuale, solo e solamente in cassette. In cantina arrivo già a vendemmia iniziata, quasi ultimata per le varietà a bacca bianca, Viogner, Sauvignon Blanc, Chardonnay e Pedro Ximenez, quest’ultima nuova per me, interessante, da studiare e approfondire! I vini quasi secchi, a fine fermentazione, una conferma: Viogner profumati (tra i miei bianchi preferiti della cantina!) ricchi di sfumature fruttate, note di Cerimoia (la “fragola del paradiso”), salini, sapidi e freschi.. Il Sauvignon Blanc (tra i miei bianchi preferiti in assoluto!) sa proprio di pompelmo rosa, quasi succoso, croccante e poi pieni e lunghi. Il Pedro Ximenez è una novità, ma lo sto iniziando a conoscere, a capirne le caratteristiche  e le potenzialità. E’ un’uva dagli acini grandi, bella da vedere e da assaggiare, coltivata principalmente a tendone, profumata, delicata, non eccessivamente prorompete, soft, ma sapida; e poi il Torontel, altra varietà molto interessante e particolare.

Il Syrah femminile
Dall’Australia al Cile senza cambiare vitigno? No, impossibile: il mio preferito, il Syrah, vitigno con delle diversità assurde, in ogni posto ha un suo carattere, con una vena e un’anima che lo contraddistingue. Ora sono proiettata dentro il Syrah (nel vero senso della parola) e sono molto felice di continuare ad assaggiare uva, mosti e vino di Syrah. Qui il Syrah è gentile: è donna, dolce e delicato.. Proprio come lo voglio io! Credo che ora non abbia più segreti per me, sono riuscita a scoprirne tutti i lati e tutte le sfumature! Sta di fatto che a me continua a piacere sempre più, certo sarò un po’ monovarietale! Oltre al Syrah, il Carmenere, che adoro. Mi piace soprattutto assaggiare le vecchie annate, direttamente dalle barriques. Che eleganza e che portamento! Lo definirei come un regale cavaliere, dalle spalle larghe e dallo sguardo impenetrabile: ma cercando la chiave interpretativa  giusta, si scopre tenero e avvolgente!  I colori in questo momento in Cile sono tipicamente autunnali: tutte le tonalità del rosso e del giallo disegnano e colorano l’atmosfera, ma quello che più mi piace è vedere è i vigneti di Tintorera o Alicante Bouschet, che con la luce del sole splendono di rosso fuoco.

(fine prima parte – continua)
link: www.falernia.com  


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A proposito dell'autore

Rossella Marino Abate

"Nipote, figlia, sorella e compagna di saggi viticoltori ed enologi, tra i più bravi", secondo me... Più di 100 anni di esperienza in famiglia tramandata da generazioni. Passione, dedizione, sacrificio e umiltà sono le caratteristiche che più apprezzo in loro. Nella vita non mi restava altro che seguire questo sentiero enoico tracciato nel mio DNA, per preservare e comunicare questa preziosa eredità culturale che è anche nelle mie mani. Nata nella Città che da origine al Marsala, ma che vive e respira vino da millenni, sono cresciuta osservando e cercando di capire e carpire tutto ciò che circonda questo fantastico mondo del vino; del resto, come dice qualcuno, nelle mie vene non scorre sangue, ma vino! Ecco come mi sento: Briosa e vitale come una bollicina italiana. Gentile e posata come un bianco trentino. Energica e mediterranea come un fragrante Nero d'Avola. Misteriosa e passionale come un Vecchio Marsala. Cerco di trasmettere la mia passione, attraverso i "racconti del vino".

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