di Rossella Marino Abate

Cari amici lettori, eccoci arrivati alla fine di un percorso iniziato a febbraio e che si conclude ad ottobre. Dopo West e South Australia, Cile e Sicilia, termino le esperienze di vendemmie itineranti con l’ultima, ma vigneto equinotium_e_underttheskynon meno importante, quella in Trentino. Non meno importante perché questa regione è ormai anche casa mia. Adottata dalle Dolomiti, dalle fresche vallate e dagli splendidi vigneti che mi hanno conquistata, proprio qui condivido un progetto personale producendo i miei vini.
Con Mattia Filippi, consulente trentino di Faedo, essendo entrambi enologi, abbiamo pensato che oltre a fare il vino per altri era anche bello misurarsi con qualcosa di nostro che ci coinvolgesse pienamente attraverso il contatto con la terra, la natura e la magia di far nascere dei vini da queste ripide e difficili terre.
Così a fine 2008 Mattia crea la sua Azienda Agricola a Faedo dove possiede dei vigneti di famiglia di Müller thurgau e di Chardonnay e prende in affitto un vigneto a sud della città di Trento, a Casteller, una zona classica del vino di qualità, uno dei cru del Trentino. Innamorato da sempre di quel vigneto esoterico, unico e irraggiungibile, decide di iniziare la sua avventura di Viticoltorerrante, creando dei vini nuovi, alla ricerca dell’equilibrio e della perfezione.

Il poggio di Casteller e il vigneto sottostante sono un emblema della viticoltura trentina e della città di Trento: circa un ettaro piantato a Cabernet Sauvignon, con piante di 28 anni di età, allevate a guyot. Da lontano appaiono come dolci pennellate, in un pentagramma di filari vitati che seguono i pendii collinari in un’atmosfera magica e fiabesca. Gi antichi cipressi si elevano verso l’alto accompagnando l’intrinseca energia che si prova camminando nella vigna. Non è un caso che questi vigneti siano caratterizzati dalla presenza dei cipressi, simboli antichi di forza, rettitudine, immortalità ed eleganza.
“Estirpare e re-impiantare queste apparenti vecchie viti?”. “Nemmeno a pensarci” fu la risposta immediata. Si concretizza quindi la scelta di continuare a produrre così, preservando quell’affascinante status quo, contro le difficoltà del tempo, delle mode, delle malattie, cercando di ripristinare quell’equilibrio necessario per produrre dei vini unici. È stata (lo è tuttora e sarà) una continua grande sfida perchéè abbastanza difficile fare viticoltura in queste condizioni dove le pendenze superano il 100% e tutto si deve eseguire necessariamente a mano: dall’eliminazione dei sarmenti di potatura, allo sfalcio, ai trattamenti e ovviamente anche la raccolta. Questa tipologia di viticoltura richiede il doppio delle ore ad ettaro rispetto alla normalità. Per non parlare delle rese: grazie ai diradamenti e ad un naturale equilibrio, quest’anno abbiamo prodotto 38 quintali di uva da un ettaro!
Ma scopriamo questa vendemmia da dentro, dai due vigneti e quindi dai due vini che nascono in Trentino. Fondamentalmente sono due ispirazioni, due concetti, due stili, ma sopratutto due storie diverse. Ci troviamo a Trento sud, nelle colline che si affacciano sulla sinistra orografica della Valle dell’Adige, la zona si chiama Casteller ed è impossibile non notarla mentre si percorre la strada sull’asse Bolzano-Verona.
Il vigneto che si trova nei pendii ai piedi del poggio dà vita a UNDERTHESKY, frutto dell’incontro tra la vigna, il pensiero dell’uomo e il cielo. Un Cabernet sauvignon in purezza presentato come Rosso Vigneti delle Dolomiti IGP, uno stile nuovo e moderno ma ricco di forza ed equilibrata concentrazione ed eleganza, un vino di montagna. Le uve 2012 si presentavano alla raccolta croccanti, sapide  e ricche in colore e dolci tannini. Tra le varie attente e accurate operazioni che si svolgono durante l’anno c’è anche il diradamento delle uve per concentrare la forza di ogni pianta in pochi grappoli.
Salendo le scalinate presenti in vigneto si raggiunge poi la magica collina, definita da chi l’ha visitata: “il Vigneto Tempio”. EQUINOTIUM è il “cru”, una selezione accurata delle uve  del poggio. Il nome, questo vino se l’è dato da solo. Infatti per i  primi due anni, per pura casualità ci siamo accorti che la raccolta era stata effettuata durante il giorno dell’equinozio d’Autunno. Un momento di fondamentale importanza, da un punto di vista cosmico ed energetico, il passaggio dalla luce al buio, dalla materia allo spirito, e quindi dall’uva al vino, tutto racchiuso dal simbolismo dell’equilibrio.
La particolarità e l’unicità di queste uve, oltre a seguire una spirale che si innalza verso l’alto, è che ci sono tutte le esposizioni. Sintesi di sfumature poliedriche, freschezza e delicatezza del levante, concentrazione e forza del mezzogiorno, eleganza ed equilibrio del ponente e infine la profondità e sapidità della parte a nord. Solo assaggiando le uve ci si poteva rendere conto che tutto doveva essere unito: separarne una parte significava mancanza di integralità. Diventerà un Cabernet Sauvignon Trentino DOC Riserva. Le uve vengono diradate in estate lasciando un grappolo per tralcio e diminuendo il volume e il peso tagliando metà grappolo e le ali, lasciando solo il corpo centrale: sartoria viticola!
Dopo la raccolta, le uve sono state solamente private dei raspi e stanno fermentando in piccoli contenitori con gli acini interi, eseguendo 3 volte al giorno delle follature manuali per integrare in maniera delicata gli acini con il mosto in fermento. Questa fase durerà circa tre settimane fino a quando lo zucchero non sarà totalmente trasformato, concludendo quindi questo magico passaggio da materia a spirito. UnderTheSky riposerà in barriques per sei mesi, mentre Equinotium affinerà un anno in barrique e un anno in bottiglia.
Si conclude qui, in questa magica terra, quest’avventura che mi ha portato in giro per il mondo per “fare” il vino, ecco perché la parola Winemaker mi piace e mi appartiene. Sono riuscita a girare il globo letteralmente a 360°, visitando alcune delle zone più affascinanti del mondo del vino. Consapevole che ancora molto c’è da scoprire, spero di potervi trasmettere ancora tante cose attraverso i miei vini  e i miei racconti nel futuro prossimo. A presto.


Links:
http://vinewandering.tumblr.com/
www.mattiafilippi.it

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

A proposito dell'autore

Rossella Marino Abate

"Nipote, figlia, sorella e compagna di saggi viticoltori ed enologi, tra i più bravi", secondo me... Più di 100 anni di esperienza in famiglia tramandata da generazioni. Passione, dedizione, sacrificio e umiltà sono le caratteristiche che più apprezzo in loro. Nella vita non mi restava altro che seguire questo sentiero enoico tracciato nel mio DNA, per preservare e comunicare questa preziosa eredità culturale che è anche nelle mie mani. Nata nella Città che da origine al Marsala, ma che vive e respira vino da millenni, sono cresciuta osservando e cercando di capire e carpire tutto ciò che circonda questo fantastico mondo del vino; del resto, come dice qualcuno, nelle mie vene non scorre sangue, ma vino! Ecco come mi sento: Briosa e vitale come una bollicina italiana. Gentile e posata come un bianco trentino. Energica e mediterranea come un fragrante Nero d'Avola. Misteriosa e passionale come un Vecchio Marsala. Cerco di trasmettere la mia passione, attraverso i "racconti del vino".

Post correlati