di Umberto Gambino
Cari lettori e care lettrici, ormai è un dato di fatto, una certezza assoluta: sono le donne le vere “eroine” del mondo del vino italiano. Me ne sono convinto a maggior ragione dopo l’enotour a cui ho partecipato nel corso dell’ultima edizione di Sicilia en primeur: un viaggio affascinante fra le terre del Cerasuolo di Vittoria, unica Docg isolana a partire dal 2006. Non solo le degustazioni del vino rosso territoriale che sa di ciliegia (e molto altro), ma anche tante buone occasioni per conoscere da vicino i territori del Ragusano, nel Sud Est della Sicilia.

La tappa conclusiva dell’enotour è stata a Valle dell’Acate, azienda vinicola di proprietà delle famiglie Jacono e Ferreri: un centinaio di ettari vitati per 400.000 bottiglie prodotte.

Dovete sapere che Acate è una cittadina di poco più di 10.000 abitanti nei pressi di Ragusa. Contrada Bidini è la località in cui si estendono i vigneti ordinati e verdissimi di Valle dell’Acate che confinano con un bosco e una sughereta. “Un luogo lontano, carico di storia, ricco di fascino e di mistero”, è la citazione di Gaetana Jacono, tenace donna siciliana del vino e imprenditrice di Valle dell’Acate, molto attenta all’immagine propria e dell’azienda da lei guidata insieme al socio Francesco Ferreri, quest’ultimo fresco di nomina a presidente ad Assovini Sicilia.

Ma, al di là dell’incarico istituzionale, il vero personaggio di punta di Valle dell’Acate è proprio lei: Gaetana Jacono Gola. Sono rimasto favorevolmente colpito da alcune sue caratteristiche: da perfetta marketing and business woman, si esprime correntemente in perfetto inglese (e of course, in italiano), racconta ai giornalisti – con professionalità e dedizione – la storia e le caratteristiche dell’azienda, non trascurando mai di ripetere, con pazienza infinita, se qualche collega non ha ben capito un determinato dettaglio. E poi, la brava Gaetana veste rigorosamente in bianco: sarà un caso o una scelta ben precisa? Mi piace definirla un’americana capitata per sbaglio in Sicilia. O, viceversa, è una siciliana molto americana visto che, spesso e volentieri, si trova oltreoceano, impegnata a promuovere i suoi vini e il territorio tutto del Cerasuolo.


Dovrei parlare dell’azienda e dei vini, ma la storia di questa donna merita uno spazio di rilevo nel reportage che state leggendo. E’ il 1993 quando Gaetana Jacono, laureata in Farmacia, comincia a lavorare nell’azienda vitivinicola del padre Giuseppe. Residente a Milano, sposata con un architetto, da allora si muove tra la Sicilia e il resto del mondo (Stati Uniti soprattutto), senza stancarsi mai di raccontare perché il rosso Cerasuolo di Vittoria Docg è buono per accompagnare il sushi e tante altre pietanze anche a base di pesce.

La sua naturale predisposizione a comunicare trova conferma quando viene nominata brand ambassador del Cerasuolo di Vittoria e del territorio ragusano di cui lei è orgogliosissima portabandiera. Si compie così la metamorfosi di Gaetana: ex farmacista, diventa donna internazionale del vino a tutto tondo!


valleacate-16A Valle dell’Acate, una vera e propria chicca da visitare assolutamente è il vecchio palmento, esempio luminoso e ben conservato di architettura contadina, costruita nel 1870. E’ questo un monumento vivente all’antico mondo contadino di queste contrade: qui davvero il tempo sembra essersi fermato, qui si può toccare con mano come si faceva il vino fino agli anni ’70 e ’80, qui si possono ammirare gli strumenti e gli utensili che venivano adoperati non molti decenni fa per lavorare in cantina. Ci sono ancora i grandi “scivoli” che servivano per introdurre le uve appena raccolte nel palmento: qui donne e uomini pestavano l’uva. Si vedono bene i canali attraverso i quali il mosto scendeva, per caduta, nella “dispensa”. Il palmento è stato restaurato dalle famiglie Jacono e Ferreri nel 2001, conservandone intatta tutta la religiosa autenticità.

L’azienda è stata ereditata dal padre di Gaetana, Giuseppe, quando all’epoca si producevano solo Cerasuolo di Vittoria e Inzolia. Prima il baglio era la più importante cantina sociale del Ragusano.
“Papà Giuseppe – racconta Gaetana – negli anni ’80 esportava in Francia il vino sfuso: era un periodo in cui questa pratica era difficile. Poi, nel 1991, abbiamo unito i nostri vigneti con quelli della famiglia Ferreri che avevano la stessa esposizione e abbiamo fondato Valle dell’Acate”.
Ha preso il via, così, un percorso enologico improntato alla qualità.
Gaetana rappresenta la sesta generazione di viticoltori della famiglia Jacono.

Sette tipologie di terra per sette vini
profondamente caratterizzati. Dopo attenti studi e zonazioni della tenuta, per ogni vino è stato scelto il territorio ritenuto più adatto in modo da tipicizzare fortemente la vigna e dare al prodotto finale, cioè al vino, una particolare ed unica espressione.

Eccoli i sette terreni di Valle dell’Acate:
terra gialla argillosa per l’Insolia e il Grillo di Contrada Bidini; terra bianca calcarea per il Bidis (Chardonnay e Insolia); terra nera compatta con ciottoli bianchi per il Frappato; terra rossa sabbiosa e di medio impasto dell’altopiano Bidini Soprano per il Nero d’Avola e il Frappato che originano il Cerasuolo di Vittoria; terra nera per “Il Moro”, Nero d’Avola in purezza; terra rossa e arancione per il “Rusciano” Syrah; terra ocra cretosa per il leggiadro “Tanè” (blend di Nero d’Avola e Syrah).
Ma la vera star di questo enotour è il Cerasuolo di Vittoria. “Per la sua maturazione riteniamo sia più giusto farlo riposare nei tonneaux della Borgogna”, precisa Francesco Ferreri. Barrique nuove, invece, per favorire l’evoluzione nel tempo del Syrah e del Nero d’Avola e per il bianco Bidis.

Ed ecco il tasting dei cinque rossi prescelti, tutti serviti in bottiglie magnum, alla presenza dell’enologo Giuseppe Romano e del consulente Alberto Zaccone.
Nota commerciale: il 60% della produzione è destinata all’export; il 40% di questa quota finisce negli Stati Uniti.

Frappato 2013 Doc
Da uve Frappato in purezza. Questa tipologia stenta a diffondersi al di fuori della regione perché (a torto) è considerata troppo “facile”, ma non è così. Naso un po’ chiuso all’inizio, emerge poi la nota tipica cerasuola, accompagnata da un floreale di rosa su sfondo gradevolmente vanigliato.
In bocca è fresco, sapido, con tannini vibranti. Ancora rude, mostra intatta la sua giovinezza nel calice. Fa affinamento solo in acciaio per 6 mesi: “Il Frappato – precisano Jacono e Ferreri – non è vino da lungo invecchiamento”.

Frappato 2012 Doc
Quest’annata si apre nel calice con note di ciliegia, mora, lampone, poi profumi di violetta e salvia. La tipologia del Frappato è questa, senza grandi variazioni. Al gusto mostra una progressione migliore rispetto al 2013: è sapido, fresco, con tannini rugosi e si distende bene al palato. Da bere insieme a un buon sushi o tonno rosso di Sicilia.

Cerasuolo di Vittoria 2009 Docg
Nero d’Avola (70%) e Frappato (30%).
Bel rosso rubino tendente al granato. Al naso pepe nero, bouquet di spezie, piccoli frutti di bosco e nel complesso note scure.
Il sorso è extralarge, davvero deciso: in evidenza nota alcolica e sapidità, mentre non dispiace una lieve morbidezza. Nel complesso non è un vino facile, ancora in cerca di equilibrio.

valleacate-26Cerasuolo di Vittoria 2010 Docg
Stesso uvaggio del 2009. Qui emergono bei profumi di spezie, cioccolato fondente e uno spicchio gradevole di balsamicità.
In bocca evidente la concentrazione del frutto e un tannino sopra le righe che massaggia le gengive. Buona persistenza. Dei tre Cerasuolo proposti è per me il migliore. Davvero un vino di carattere e territoriale che piace molto negli States (e non solo).

Cerasuolo di Vittoria 2011 Docg
Percentuali variate, con una maggior quota di Frappato (40%) mentre il Nero d’Avola scende al 60%.
Al naso si avverte la differenza a vantaggio del Frappato: più frutta rossa fresca, melograno e floreale di violetta; diminuiscono le componenti speziate e balsamiche, emergono note di cuoio e tabacco.Al palato risulta fresco, sapido, ben concentrato e con tannini giovani e scabrosi. Affinamento in botti grandi e tonneaux per 12 mesi, poi bottiglia per altri 9 mesi.Vale per tutti i Cerasuolo degustati che si abbinano bene ai formaggi stagionati (caciocavallo ragusano), alla salsiccia e al falsomagro.

Bidis 2012
Da uve Chardonnay e Insolia. A conclusione della full immersion fra i rossi autoctoni, non sfigura affatto (anzi, piace per la sua originalità) questo bell’esempio di Chardonnay e Insolia che fa affinamento in acciaio e poi in barrique nuove francesi per 12 mesi, cui segue un ulteriore passaggio in bottiglia per 4 mesi. Un bel giallo dorato nel calice, poi note intense e avvolgenti di banana, agrumi di Sicilia e fiori gialli. Al sorso è intenso, morbido, persistente: un vino da lunga vita!

Valle dell’Acate – Contrada Bidini – 97011 Acate (RG)
Tel. 0932 874166; fax 0932 875114
Produzione: 400.000 bottiglie; ettari vitati: 100.
Vitigni coltivati: Nero d’Avola, Frappato, Syrah, Chardonnay, Insolia, Grillo
www.valledellacate.com
www.cerasuolovittoria.eu