di Umberto Gambino
valdarno-02“Val d’Arno di Sopra” o “Valdarno di Sopra”. Si può scrivere in tutti e due i modi: con o senza apostrofo, con il Valdarno tutto unito o su tre parole. Il risultato di qualità per questa nuova Doc della provincia di Arezzo non cambia: vini riconoscibili, moderni, frutto di un’agricoltura che vuole seguire al 100% i ritmi della natura. “Crediamo nel biologico, crediamo molto nell’identificazione dei Cru – spiega il presidente del Consorzio, Luca Sanjust (Fattoria di Petrolo) – vogliamo fare della nostra Doc, la prima interamente biologica, integrata e biodinamica a livello europeo”.

Una Doc moderna, nuova di regolamentazione (giugno 2011) ma allo stesso tempo antica. Anzi antichissima. Risale infatti al 1716 il bando di Cosimo III de’ Medici che individuava il Valdarno di Sopra come zona pregiata di qualità per la coltivazione della vite. All’epoca non c’erano ancora le moderne Doc e in tutta la Toscana ne erano state codificate solo quattro: fra queste appunto la Doc Valdarno di Sopra. Le altre volute dal Medici erano, per la cronaca storica, Chianti, Pomino e Carmignano.

Ora compiamo un balzo in avanti di tre secoli ed eccoci al nuovo disciplinare. Dovete sapere che la DOC Valdarno di Sopra comprende i 12 comuni vicini ad  entrambe le sponde dell’Arno, da Pian di Scò a Castiglion Fibocchi sulla riva destra, e da Cavriglia a Civitella sulla riva sinistra. Ci sono anche due sottozone: Pietraviva  (riva sinistra dell’Arno) e Pratomagno (riva destra). Prima della nuova Doc, la zona di produzione era stata aggregata al Chianti dei Colli Aretini. Da tre anni è pienamente “indipendente”.

 

L’occasione per conoscere i 21 produttori e soci della Doc è stata “Toscana Buy Wine”, il tour dedicato ai giornalisti specializzati organizzato in collaborazione con “Toscana Promozione”. Un modo anche diverso e diretto per conoscere realtà enologiche di una regione, già dinamica di per sé nel panorama enologico nazionale.

Mi ha molto colpito il clima di cordialità e convivialità in cui si è svolto l’incontro. Siamo stati ospitati nella storica e antica tenuta Fattoria di Petrolo dove il padrone di casa e presidente del Consorzio, Luca Sanjust, ha spiegato con poche e semplici parole come e perché è nata l’ennesima Doc (per di più in Toscana).

“E’ questo uno dei rarissimi casi – ha precisato Sanjust – che una Doc non nasce per far contento il solito politico locale che vuole conquistarsi la riconoscenza dei vignaioli. Questa volta è stata la volontà ferma di tutti noi produttori a volersi riconoscere in un’unica identità che ci comprendesse tutti. Qui, fra noi, non ci sono gelosie: facciamo davvero gioco di squadra”. Ed è vero!

La prima vendemmia del “Valdarno di Sopra” è quella 2011. E’ stato il buon Gino Veronelli a far balenare l’idea della Doc ad alcuni vignaioli della zona: 2000 ettari di vigneto in una vasta area che qualche millennio fa era un lago.

Bene, cari lettori. Posso confermarvi che questi vignerons del Valdarno sono davvero tutti amici l’uno con l’altro. Man mano che li conoscevi e ti presentavi, era tutto un tessere gli elogi non del proprio vino, ma soprattutto di quelli degli altri produttori. Del tipo: “Guarda, questa è la mia bottiglia, ma ti consiglio di assaggiare anche quest’altro del bravissimo...”.

Davvero bravi e lungimiranti. Si comportassero così, in tutte le altre Doc!

Valdarno di Sopra è una Doc (o Dop come si dice oggi) autonoma che rende giustizia ad una produzione che in tema di qualità e tradizione ha pochi rivali in Toscana.
E facile definire questi come “I vini della “Gioconda”, la figura scelta dal consorzio come simbolo per il legame storico tra la Monna Lisa di Leonardo ed il territorio, con “Ponte a Buriano” nel celebre dipinto.
Ma che vini sono questi del “Valdarno”? Ho assaggiato ottimi Sangiovese (vitigno principe della Toscana e del Chianti), poi Canaiolo, Ciliegiolo e tanti Merlot, Cabernet Sauvignon, Syrah. Persino uno Chardonnay e un Vinsanto.

 

Tasting – The Best for Wining
Il Borro “Vigna Politi” Sangiovese 2013 Doc Valdarno di Sopra
Confesso che è la prima volta che assaggio un rosso della nuova annata 2013. Nel calice si prsenta di un deciso rosso rubino tendente al violaceo. Un vino giovanissimo, un puledro scalpitante, profumi freschi di frutti rossi (ciliegie) e floreali. Al gusto ancora imberbe e instabile, ma si farà.

Petrolo “Torrione” 2012 Doc Valdarno di Sopra
80% Sangiovese, 15% Merlot, 5% Cabernet Sauvignon
Ottenuto dai vigneti più antichi dell’azienda di casa e anche in parte dai vigneti più recenti. Quelli di Sangiovese provengono dall’assemblaggio di tutti i vigneti storici di Sangiovese dell’azienda. Ha una resa per ceppo, al massimo di 500 grammi. Invecchia per 15 mesi in barriques e tonneaux francesi di vari passaggi e poi in botti di 10 anni da 40 ettolitri. Un vino dai profumi eleganti, ancora giovane, misurato nella bocca, caldo, sapido e con tannini morbidi.


Petrolo “Boggina” Doc 2012 Doc Valdarno di Sopra
Questo è un Sangiovese al 100%. Per Luca Sanjust è questo di Boggina “il miglior  vigneto di Sangiovese che abbiamo a Petrolo”. C’è anche la versione “Bogginanfora” sperimentale la cui vinificazione avviene in due anfore di terracotta da 300 litri l’una. Personalmente ho apprezzato di più la versione vinificata in modo tradizionale: fermentazione in vasche di cemento e affinamento per 15 mesi in botte grande di rovere francese. Questo vino ha un naso scoppiettante e di un resinoso tipico. Sorso elegante e fine, con un tannino di gran classe. Avvolgente!

La Salceta “Ruschieto” 2011 Doc Valdarno di Sopra
Da uve Sangiovese sprigiona sentori di note speziate e minerali dai toni complessivamente caldi. In bocca è fresco, già evoluto, morbido con un bel tannino. Si fa ricordare per la sua sapidità e intensità di gusto.

Fattoria La Traiana – Campogialli – Chardonnay 2011 Igt Toscana
E sì fra gli assaggi c’era pure un bel bianco. Gli aromi percepiti riportano ad uno Chardonnay tipico delle regioni del Nord. Profumatissimo, sentori di banana, grande aromaticità e morbidezza, nel complesso fresco. Fa 14 mesi in botte. Una bella sorpresa in una terra vocata per i rossi.

Fattoria Fazzuoli – Merlot Riserva 2011
Doc Valdarno di Sopra
Dalle vigne di Federico Fazzuoli, (l’ex conduttore di Linea Verde) ecco un Merlot intenso e morbido al tempo stesso. Belle note vanigliate e di frutti di bosco. Gusto fresco e in evoluzione. Un vino di buona prospettiva.

Tenuta Sette Ponti – Vigna dell’Impero 2012 Doc Valdarno di Sopra
Un Sangiovese in purezza davvero scalpitante che dimostra ancora di essere motlo giovane. Al naso frutta rossa fresca, fiori e spezie. Bocca aspra e vivace, in cerca di equilibrio. 

Non resta che fare i complimenti e un sincero “in bocca al lupo” a tutti i simpatici vignaioli del Valdarno di Sopra. La strada intrapresa è quella giusta: tutti insieme sarà più facile percorrerla! 

Links:
http://www.stradadelvino.arezzo.it/it/associazioni/item/178-consorzio-valdarno-di-sopra-doc.html
www.petrolo.it
www.lasalceta.it
www.fattorialatraiana.it
www.tenutasetteponti.it
www.fattoriafazzuoli.it
www.ilborro.it  

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A proposito dell'autore

Umberto Gambino

Lo scrivo subito, tanto per non generare equivoci: non mi piace improvvisare. Sono sempre uno che dà il massimo in tutti i campi. Prima di tutto adoro il mio lavoro di giornalista: si può dire che sia nato con questa idea fissa. Non ho mai voluto fare altro nella vita. Però di cose ne seguo parecchie contemporaneamente: potrei definirmi un esempio anomalo di uomo "multitasking". Dopo una trentina d'anni da cronista sul campo, sono attualmente caposervizio del Tg2 Rai. Sul versante enologico, sono sommelier Master Class dell'Ais e coordinatore della guida Vinibuoni d'Italia Touring. Si può ben dire che il mondo del vino è il mio ambiente naturale, e non poteva essere altrimenti, in quanto figlio e nipote di viticoltori siciliani. E' anche in loro onore, per ricordare sempre le mie radici, la mia terra natìa, gli odori e i sapori di quando ero bambino, che mi sono inventato - con l'amico webmaster, Maurizio Gabriele - il massimo della "digital creativity": una formula inedita per un web magazine di reportage in stile blog sull'enogastronomia: www.wining.it che state leggendo. In più sono anche un ottimo fotografo. Può bastare?

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