Un grande esperto di viticoltura, 12 produttori, 43 etichette pronte, 14 assaggi en primeur, 120 i professionisti intervenuti tra sommelier e giornalisti di settore: questi i numeri della serata dedicata al taglio bordolese Valcalepio tenutasi nella splendida ed accogliente cornice del Castello di Grumello. La seconda edizione di Valcalepio En Primeur si è aperta con l’introduzione del Prof. Attilio Scienza, un esperto che non ha bisogno di presentazione. Scienza ha ripercorso la storia del Cabernet Sauvignon: dalla sua discendenza dalla vitis carbonica latina, apprezzata perché dava un vino con sentori di fumo e pepe, al suo arrivo in Francia, si pensa dalla Magna Grecia, nel 98 d.C. con Probo;

Probo, che è figlio di una danese e di un romano, ha una moglie aquitana: fu lui a chiedere di ripristinare la viticoltura danneggiata, in favore del grano, da Domiziano. Diventa così una sorta di padre della viticoltura europea moderna, dato che fino ad allora c’erano viti selvatiche affiancate da viti orientali che spesso generavano incroci. Per innumerevoli secoli non si parla più di Cabernet: torna alla ribalta dopo la tremenda gelata di inizio 1700 in Francia. In Italia arriva quasi un secolo dopo, e il Duca Salviati fu uno dei primi ad impiantarlo nella sua tenuta fuori Pisa.

Il Valcalepio, taglio bordolese, nasce ufficialmente nel 1976, anno in cui in cui si ottenne il decreto che sancisce ufficialmente la denominazione di origine controllata Valcalepio nelle due tipologie: rosso e bianco.

Valcalepio En Primeur è una manifestazione che va oltre l’appartenenza dei singoli produttori a sigle, associazioni e consorzi: i propositi di questo gruppo di viticoltori, amici fra loro, sono sostanzialmente la diffusione della conoscenza della zona di produzione e il perseguire il medesimo obiettivo nella rivalutazione di un vino troppo spesso e a torto considerato di scarsa qualità.

Gli intervenuti alla degustazione hanno potuto constatare che in questa zona della Lombardia si producono vini di ottimo livello così come è cambiata la cura verso la stessa terra e il territorio. Tra le cantine presenti alla serata anche chi pratica una coltivazione biologica al 100% e chi ci sta arrivando. Tutti i produttori sono accomunati dalla significativa attenzione che pongono a trattamenti in vigna e in cantina.

Un percorso, quello dell’11 maggio, che si è svolto attraverso gli assaggi “di botte”, avvenuta nella barricaia del Castello, delle vendemmie 2015, annata particolarmente fortunata. Proseguendo nelle sale splendide sale interne con la degustazione dei vini di punta delle singole aziende: più di quaranta etichette diverse tra bianchi fermi, spumantizzati, rosati, rossi e moscati.  Le aziende partecipanti – Angelo Pecis, Bonaldi Cascina del Bosco, Caminella, Castello di Grumello, Eligio Magri, La Collina, La Rocchetta, Le Corne, Le Mojole, Medolago Albani, Sant’Egidio, Tosca – sono tutte racchiuse nella zona pedecollinare che attraversa la provincia di Bergamo, tra l’Adda e l’Oglio. Una piccola porzione di territorio che offre una varietà di terreni e esposizioni significative per la differenziazione dei vini. Importante per giornalisti e sommelier la presenza degli enologi e agronomi per poter avere chiarimenti circa la tenuta di vigna e cantina.

Il Castello di Grumello, di proprietà della signora Cristina Kettlitz, è stato nuovamente la sede della manifestazione, nata due anni fa in occasione dei festeggiamenti per i 60 anni della azienda. Un luogo prestigioso che ha dato un carattere di amichevole accoglienza e calorosa atmosfera alla serata proseguita con gli assaggi di formaggi e salumi selezionati tra la produzione locale: i formaggi di capra della Via Lattea di Brignano Gera d’Adda, i due grana padano 22 e 30 mesi della pluripremiata Agricola San Giorgio di Cividate al Piano e i formaggi aromatizzati e i salumi di Pierluigi Dolci di Sant’Omobono Terme, i grissini artigianali del Panificio Corticelli di Taleggio. La conoscenza di un territorio passa sempre dalla degustazione dei suoi prodotti.

Credits. Si ringrazia per la gentile concessione delle foto: Corini, Grumello del Monte e la gentilissima Elena Miano del blog OspitiaTavola

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