Basta antiparassitari, basta concimi chimici, basta diserbanti per l’azienda vinicola Grosjean di Quart in Val d’Aosta, una delle maggiori realtà vitivinicole della regione.La decisione di convertire l’intera produzione al biologico era già stata presa nei mesi scorsi. Poco prima di Natale è arrivato l’attestato di idoneità’ al metodo di produzione bio.

L’azienda ogni anno produce circa 100.000 bottiglie di vino, tra cui 12 doc (sette rossi e cinque bianchi). La nuova filosofia aziendale è stata spiegata da Vincent Grosjean, uno dei fratelli titolari della maison: “Vogliamo curare di più la pianta e la radice della vite. Da quando abbiamo adottato il bio, il colore delle foglie è subito cambiato e così sonomigliorati anche i frutti dal punto di vista della qualità organolettica. Oggi le nostre vigne sono esteticamente più brutte, piene d’erba, ma sono sane”.

L’obiettivo dei Grosjean è quello di tornare ad un vino genuino, originale, che non fa venire mal di testa, senza i lieviti che rendono i vini tutti uguali e, forse un giorno, anche senza solfiti. Il processo di conversione integrale della produzione avrà una durata triennale e non ci si fermerà qui. Il prossimo passo sarà il “biodinamico”.

Nessuna esitazione per Vincent Grosjean: “Va bene il terroir e l’alta qualità dei prodotti, condizioni irrinunciabili, ma adesso è il momento di fare un passo ulteriore e di pensare pure alla salute”. Fra i vini prodotti i rossi Cornalin, Fumin, Gamay, Pinot Nero e i bianchi Petite Arvine e Pinot Grigio.

 

Links per approfondire: www.grosjean.vievini.it ; www.vino-biologico.it