di Umberto Gambino
slovenia-21E’ la seconda volta che partecipo all’evento “Dalla Slovenia con amore” organizzato dalla brava e dinamica Andreja Lajh in stretta collaborazione con l’ambasciata di Slovenia. Location d’eccezione il roof top del Grand Hotel Marriott Flora in via Veneto a Roma.
“Con amore” sono due paroline che racchiudono l’essenza della viticoltura in questa piccola e giovane democrazia che, in questi ultimi anni, ha inteso aprirsi al resto dell’Europa e del mondo con grande vitalità, fantasia, determinazione.
Non solo vini, ovviamente. Nella Città Eterna sono arrivati anche tre chef sloveni ai quali si è aggiunta – a sopresa – una piacevole incursione partenopea. Ma di questo parleremo più avanti.
Le degustazioni sono state piacevolmente accompagnate dai piatti cucinati dagli chef che, a ritmo incalzante, venivano serviti ai numerosi appassionati. Ben presto i banchi d’assaggi si sono affollati di wine lover e appassionati: tutti sinceramente interessati ai prodotti presentati dagli amici sloveni.
Hanno partecipato all’evento nove aziende di quattro zone enologiche diverse: Stajerska/Sytria, Istra (Istria), Vipava e Brda (Collio Sloveno). Vi parlo perciò delle aziende e dei loro prodotti rispettando lo schema territoriale così come è stato proposto dall’organizzazione.

– Tre le cantine dal territorio di Stajerska/Sytria (Carso Sloveno).
Hisa Joannes Prottner
Quest’azienda di Maribor punta molto sui Riesling. A Roma ne ha presentati tre: abbastanza basic le annate 2011 e 2009 mentre ho apprezzato decisamente la 2007: profumi tipici e intensi di idrocarburi, ma anche di agrumi; palato pieno, fresco, con prevalenza della mineralità e buona persistenza.
Pullus
Ho degustato il Rosé 2007, un metodo classico Brut semi dry da Pinot Nero. Uno sparkling beverino e poco strutturato, nonostante le annate sui lieviti. Forse già in fase calante.
Steyer
Fra una serie di Traminer e Sauvignon assaggiati, decisamente meglio questi ultimi. In particolare, un giovane e potenzialmente espressivo 2011 dai profumi vegetali e delicatamente aromatici, discreto in bocca e scorrevole (anche troppo).
Istra (Istria): una sola cantina.
Rodica
Il Refosco Riserva (Refosk) 2008 della linea Nature è un vino prodotto con uve scelte dalle vigne più vecchie del territorio e solo in annate speciali e in quantità ridotte. L’uva macera 2 o 3 mesi, poi la maturazione in botte grande per 15-30 mesi. Nessuna aggiunta di solforosa nel segno della più assoluta viticoltura biologica. Naso speziato e confettura di more. Sorso caldo, sapido, di buona freschezza che chiude coerente col finale. L’azienda si trova nel cuore dell’Istria slovena.
Vipava (un’azienda da questo territorio).
Batic
Ho apprezzato, fra le numerose etichette, lo Zaria 2010, un bianco blend da sette vitigni: 6 autoctoni (pinela, zelen, rebula, vitovska, klarnica, rumeni muscat) e un internazionale, lo chardonnay. E’ un vino dalle nette sensazioni gessose che si sposano bene alle note floreali e di frutta ancora fresca. In bocca tanta sostanza e personalità. Così come quella del giovane vignaiolo, Miha Batic che somiglia vagamente al quasi omonimo cantante. Lui è un fervido sostenitore della viticoltura naturale che deve accordarsi ai cicli stagionali e anche alle fasi lunari.
– Brda (Collio Sloveno) con quattro aziende.
Edi Simcic
Fra le etichette assaggiate, le migliori sono state Sauvignon e Tokata (Tocai Friulano). Due prodotti interessanti e dall’indubbio fascino. Più fruttato e vegetale, morbido e fresco il Tocai 2009; decisamente fumé il Sauvignon. Per me vince il primo, dal sorso gradevole, composto, in linea con la mineralità del territorio.
Marjan Simcic
Ho assaggiato il Teodor Bianco 2008 (una selezione di ribolla 60%, pinot grigio 20% e sauvignonasse 20%). Un vino di classe dalle sensazioni cangianti: molto giocato sulla frutta gialla e tropicale ben bilanciato dai toni di vaniglia. Gusto pieno, fresco, equilibrato e … soprattutto che richiama un altro sorso immediato. Da bere con gusto.
Movia
Puro Rosé 2004. Il produttore lo presenta così: “Dove gli altri spumanti finiscono il loro ciclo di vita e iniziano ad invecchiare, il Puro scoppia d’energia”. Esagerato o ambizioso? Il Puro riposa con la testa rivolta verso il basso per 60 mesi sui lieviti. Da uve Pinot Nero 70%, Pinot Grigio 10%, Ribolla 20%. Viticoltura biologica e vigneti di 32 anni. Vendemmia tardiva, a mano, con tempi brevissimi fra la vite e la fermentazione di massimo due ore. Avvio della fermentazione con lieviti naturali. E’ uno spumante maturo, dall’aspetto rosa cipolla, comunque fresco e corposo in bocca. Qualche nota di ossidazione però non può essere evitata. Interessante ma non eccezionale.
Wine Cellar Goriska Brda
E’ la più grande cantina cooperativa di Slovenia. Ho assaggiato il Merlot Bagueri 2007, un vino dal bel colore rosso rubino. Al naso, bei ricordi di ciliegia e frutti di bosco, il tutto arrotondato da un delicato aroma di vaniglia, prugna matura e caffè. In bocca è liscio, vellutato; la pienezza del gusto fruttato viene elegantemente accompagnato dai tannini dolci.

Conclusioni
Un giudizio critico complessivo su questo “estratto” di enologia slovena non può che essere positivo. Meglio i bianchi dei rossi in generale e meglio ancora rispetto agli spumanti (apprezzo il coraggio, ma la strada è ancora lunga). Buona predisposizione alla viticoltura biologica. Tanta simpatia (anche dei produttori) e personalità. Piccola nota dolente (che non può sfuggire all’occhio del cronista): l’anno scorso i partecipanti erano 20; quest’anno solo 9. Segno evidente che la crisi “morde” anche la vicina Slovenia. Un plauso personale alla perfetta e generosa organizzazione di Andreja Lajh, una gioiosa “macchina da guerra” nel preparare e gestire questi eventi di autentica cultura enogastronomica.

Capitolo Chef
Nel corso della serata sono stati proposti i piatti di tre giovani chef sloveni e uno campano.
Ksenija Krajsek Mahorcic (di Gostilna Mahorcic, Rodic) ha cucinato tre piatti: la crema di zuppa gialla, mousse di ricotta affumicata carsolana e il croccante della pancetta del Carso;il flan di cavolo con la salsiccia scomposta, finocchio e chips delle patate viole; la pralina con ribes nero.
Marko Pavcnik (titolare del ristorante Pavus a Lasko), presente con la moglie Katja, si è cimentato su due fronti: animella croccante del vitello sul purè di prezzemolo e salsa delle erbe e crescione acquatico; cervo affumicato con salsa di lamponi, noce nero e fegato grasso.
Igor Peresson, della “Pizzeria Etna”, a Divaca, si è prodotto nel piatto da me più apprezzato: risotto rosso alla barbabietola con formaggio di capra carsolino (preparato con Carnaroli riserva San Massimo) e poi nel dolce: crema di riso e vaniglia con gelato ai semi di zucca caramellati.
Alfonso Caputo (Taverna del Capitano, Marina del Cantone), ha presentato l’unico piatto a base di pasta: un gustoso e forte spaghetti aglio e olio con le seppie e le sue uova. “Effetto alito” assicurato per tutta la serata!

Links:

www.joannes.si
www.pullus.si
www.steyer.si
www.rodica.si
www.batic.si
www.edisimcic.si
www.simcic.si

www.movia.si
www.klet-brda.si
www.gostilnamahorcic.wordpress.com
www.pavus.si
www.etna.si
www.tavernadelcapitano.it
http://carpediemclub.wordpress.com/
http://rome.embassy.si/

 

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A proposito dell'autore

Umberto Gambino

Lo scrivo subito, tanto per non generare equivoci: non mi piace improvvisare. Sono sempre uno che dà il massimo in tutti i campi. Prima di tutto adoro il mio lavoro di giornalista: si può dire che sia nato con questa idea fissa. Non ho mai voluto fare altro nella vita. Però di cose ne seguo parecchie contemporaneamente: potrei definirmi un esempio anomalo di uomo "multitasking". Dopo una trentina d'anni da cronista sul campo, sono attualmente caposervizio del Tg2 Rai. Sul versante enologico, sono sommelier Master Class dell'Ais e coordinatore della guida Vinibuoni d'Italia Touring. Si può ben dire che il mondo del vino è il mio ambiente naturale, e non poteva essere altrimenti, in quanto figlio e nipote di viticoltori siciliani. E' anche in loro onore, per ricordare sempre le mie radici, la mia terra natìa, gli odori e i sapori di quando ero bambino, che mi sono inventato - con l'amico webmaster, Maurizio Gabriele - il massimo della "digital creativity": una formula inedita per un web magazine di reportage in stile blog sull'enogastronomia: www.wining.it che state leggendo. In più sono anche un ottimo fotografo. Può bastare?

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