champagne-15L’annuale giornata dello Champagne organizzata dal Bureau Champagne italiano che rappresenta nel nostro Paese il CIVC (Comité Interprofessionnel du Vin de Champagne) si è svolta il 7 ottobre a Milano nella splendida sede del Grand Hotel Principe di Savoia.
Facile tracciare confronti con l’edizione romana dello scorso anno. Nel capoluogo lombardo erano presenti 39 marchi e 120 bottiglie; circa il doppio lo scorso anno nella Capitale (con 67 maison e 190 etichette a disposizione).
Il successo di pubblico alla convention milanese è stato indiscutibile, ma qualcosa non è andata per il giusto verso. Intanto hanno fatto più “rumore” alcune grandi case assenti come per esempio Mumm, Louis Roederer, Bollinger, Krug, Ayala ed altri.
Secondo fonti bene informate sembra che il CIVC, per la prima volta, abbia  richiesto 500 euro ciascuno per la partecipazione agli importatori italiani, molti dei quali hanno fatto “cartello” rinunciando alla “giornata milanese”. Ecco spiegato il motivo dell’assenza di tante maison, piccole e grandi, inclusi molti Recultants.
Il nostro sito, tuttavia, ha deciso di partecipare collettivamente all’evento. Vi proponiamo perciò le note gustative dei migliori champagne degustati secondo Wining. Abbreviazioni usate per i vitigni: Chardonnay = CH, Pinot Noir = PN, Pinot Meunier = ME. I numeri sono le percentuali presenti di ogni uva nella Cuvèe.

Il tasting dei 15 champagne più emozionanti

Pertois Moriset – Brut Grande Reserve Blanc de Blancs, Grand Cru
Da uve chardonnay della Côte des Blancs, un’etichetta e una Maison poco conosciute in Italia. Bel naso caratterizzato da note fruttate di mela grattugiata, pera e agrumi. All’assaggio una freschezza elegante, che ripropone il frutto, l’agrume (pompelmo) e si accende di una nota minerale e gessosa. Si beve che è una meraviglia, leggiadro, perfetto per un aperitivo, ma anche da solo. Bollicina fine e persistente. Una bella sorpresa.

Bruno Paillard – Brut Assemblage 2002
Il “Mistero Paillard” che aleggiava in sala degustazione (ma c’è o non c’è?) è stato svelato alla consegna del Prix de la Joie de Vivre a Malika Ayane. Questo cahmpagne, infatti, non era in degustazione per il pubblico dell’evento ma solo per gli invitati alla premiazione. Bruno in persona ha portato l’ultimo millesimato attualmente sul mercato, il 2002 (non il Blanc de Blancs ma l’Assemblage 2002): PN 47, CH 42, ME 11 per una bollicina fittissima nel bicchiere ma estremamente fine. Al naso, immediatamente frutta tipo pesca gialla, frutta matura, qualche nota speziata dolce e un effluvio di mineralitá. In bocca, l’ingresso è polposo, di grande ampiezza e freschezza, ritroviamo poi le note di frutta e una mineralitá quasi sapida che pulisce il palato. Elegante, un po’ cerebrale e al contempo (sembra una contraddizione) di grandissima bevibilitá.

Salon – Cuvèe “S” Le Mesnil 1999
Merita qualche parola in più la Maison che produce una sola etichetta: la cuvée “S” da uve chardonnay al 100%: è stato il primo Blanc de Blancs in Champagne prodotto esclusivamente nelle migliori annate. Solo 37 millesimi nel secolo scorso (ultimo il 1999) e in questo le annate 2002, 2004 e dal 2006 al 2008. Una bollicina perciò molto attesa e desiderata. La mescita in sala era programmata una volta ogni ora, allo scadere delle 12.30, 13,30 e così via, da molta gente assemblata intorno al banco d’assaggio. Dopo aver già degustato questo millesimo in più occasioni, fin dalla sua uscita sul mercato, lo abbiamo riprovato con piacere.
È anche stavolta inizialmente chiuso al naso (ma si sa giá che Salon va atteso molto, ma molto tempo nel bicchiere, anche mezz’ora). Alla fine, si rivela già con le sue note minerali spiccate, frutti a polpa bianca, dalla sottile e seducente eleganza con un gradevole fondo di agrumi che ritornano puntuali in bocca insieme a sentori di erbe aromatiche, accompagnate da una sapiditá intrigante, freschezza ed eleganza d’altri tempi. Intanto il tempo è passato tra una chiacchiera e l’altra e lo ritroviamo sempre piú intenso all’assaggio. Una conferma di grandezza per uno champagne che definire “diverso”non è sbagliato.

Leclerc Briant – Les Chevre Pierreuses, Brut Premier cru
La Maison offre in assaggio questa cuvée biodinamica al 100%, ottenuta da vigneti situati a Cumières, nella Montagne de Reims, da PN 40, CH 40 e ME  20. Il nome evoca le note minerali “pietrose” che si avvertono immediatamente al naso, tipiche della craie di cui è composto (quel suolo calcareo-argilloso) insieme a note di fiori bianchi, pesca, pera, fiori di tiglio: tutto prelude insomma ad una bella complessitá. Infatti l’assaggio si conferma ampio e seducente, dalla bollicina cremosa, che gioca  al contempo con la tensione dell’aciditá mista ad una piacevole sensazione sapida, accompagnate da note di frutta secca. Uno champagne “grasso” e minerale.

Henri Goutorbe – Special Club 2004
L’azienda a conduzione familiare ci regala un millesimato Grand Cru Ay (tre chilometri a nord di Epernay). Calice luminoso e naso tanto ammiccante quanto intenso. PN 70, CH 30 offrono un bouquet ampio, note croccanti di agrumi, albicocca, miele e un tocco speziato. In bocca una conferma per compostezza e austerità assolute, mineralità spiccata e persistenza sorprendente. Un quadro d’autore nel calice!

Drappier – Brut Nature sans soufre
Pas dosé, pas de soufre ajouté,non filtré … in sintesi: il meglio che si possa desiderare. Dosaggio zero, senza solfiti e non filtrato. Pinot nero in purezza, Blanc de Noir dall’impronta varietale decisa. Capolavoro di equilibrio della Maison di Urville, Côte des Bar,  fondata nell’1808. Naso impostato su note citrine delicate, pera e nocciola. Bocca opulenta e fine, minerale, perlage avvolgente e vellutato. Al palato piacevolezza spiccata conferita in larga parte dalla fermentazione malolattica. Champagne per intenditori.

Charles Heidsieck – Reserve (2004).
PN 62 CH 30 ME 8. Nonostante i 5 anni sui lieviti, vanta una bella freschezza e grande personalità. Note di crosta di pane, ossidative, frutti esotici e bocca minerale, lunghissima e di grande struttura. Una certezza assoluta fra gli Champagne.

Piper Heidsieck – Millesimato Rare Brut 2002
– CH 70 PN 30. Una bollicina dalle note agrumate spiccate e dalla bocca minerale, armonica, rotonda, persistente e complessa nello stesso tempo. Da bere e ri-bere. Ci è molto piaciuta la bellissima etichetta in metallo dorato.
                  

Moet & Chandon – Rosè Imperial – PN 50 CH 20 ME 30 miscelato poi con un 15-20% di vino rosso. Bel bouquet intenso di frutta rossa e in confettura mixato a tenui note floreali. Al sorso è fresco, piacevole, giustamente minerale, in perfetto equilibrio.

Moet & Chandon – Grand Vintage 2004 – CH 40 PN 30 ME 30.
I sette anni sui lieviti danno la marcia in più a questa prestigiosa etichetta di una delle maison di punta dell’intero comparto. Un vino che, se chiudi gli occhi, ti ritrovi di boto nella regiia di Versailles. Frutti ancora freschi, arancia, cedro, crosta di pane, cornetti alla crema mentre in bocca si apprezza tutta la sua nobiltà fondata su freschezza e sapidità ben arrotondate. Regale!

Herbert Beaufort – Grand Cru Carte D’or – PN 90 CH 10. 48 mesi sui lieviti. Rispetto ad altri fuoriclasse della “giornata” è un “giovincello” che si difende bene. Vino fresco, con note di crosta di pane, sorso elegante e tutto sommato avvolgente. Finale leggermente amarognolo.

De Sousa – Viellies Vignes – Grand Cru Millesimato 2003 – Blanc De Blanc, Chardonnay in purezza. Lo dice lo stesso nome: questo champagne proviene da vigne vecchie con più di 50 anni d’età. Bei sentori, fini, complessi, maturi,  e – sentori complessi di frutta gialla matura, pera e spezie aromatiche. In bocca dimostra rotondità, corpo e lunghezza gusto olfattiva.

De Saint Gall – Premier Cru Orpale
– Blanc De Blanc Millesimato 1998. E’ questo, per noi, uno dei fuoriclasse della giornata milanese. Al naso note note tostate, agrumate, mielate, frutta esotica e spezie aromatiche. Bocca aristocratica, gessosa, sapida, quasi marina, di lunga persistenza.


Delamotte – Grand Cru Blanc De Blanc Millesimato 2002
– 60 mesi sui   lieviti ci offrono nel calice frutti e fiori bianchi, note di kiwi e ananas. Al gusto è opulento, ma fresco, sapido e minerale. Ottima lunghezza gusto-olfattiva con finale di mandorla amara.                                    

Chassenay D’arce – Cuvée extra Brut Pinot Blanc 2005/2006. 100% Pinot Blanc – E’ la chicca della serata in quanto non è di tutti i giorni trovare uno champagne a base interamente da Pinot Bianco. Al naso molto fine, floreale, di biancospino, poi timo e salvia. In bocca ingresso morbido, progressione ed equilibrio.
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