Il Consiglio d’amministrazione del Consorzio dei vini d’Asti e del Monferrato si è espresso favorevolmente alla presentazione in sede europea della richiesta di riconoscimento del “Nizza DOCG”, la cui cropped-nizza4denominazione attualmente rappresenta una delle tre sottozone della Barbera d’Asti. La decisione ha valore sostanziale poiché, grazie alla sua elevata rappresentatività dei produttori di Barbera d’Asti (erga omnes), il Consorzio ha la facoltà di decidere in autonomia le modifiche ai disciplinari dei vini tutelati, senza più la necessità di ulteriori ratifiche ed autorizzazioni da parte di enti e istituzioni italiane ma portando l’istanza direttamente all’Unione Europea. Sarà questo quindi l’ultimo passaggio che permetterebbe l’identificazione dei vini attraverso la sola dicitura Nizza DOCGUn passo considerato importante dai produttori del Nizza per agevolare la comunicazione e la valorizzazione del prodotto, grazie ad un nome semplice ed immediato, più facile da pronunciare e comprendere anche sui mercati esteri, e che rappresenta un forte legame con il territorio di appartenenza. “Per il Nizza e il nostro territorio è un passaggio importante”, spiega Gianluca Morino, Presidente dell’Associazione Produttori del Nizza, a cui aderiscono più di 60 produttori. “Non c’è alcun concetto negativo di distacco o separazione in questa richiesta, ma la consapevolezza del grande lavoro svolto in questi anni per far crescere il Nizza, insieme ai suoi produttori, e il desiderio di trovare una propria strada per ottimizzare la comunicazione e la valorizzazione del vino e del territorio”.

“Sarebbe bello poter ottenere il riconoscimento in tempo per poter rivendicare l’iscrizione all’albo vigneti con matricola Nizza DOCG già per la prossima vendemmia” continua Morino. Dopo attente valutazioni condivise dal Consiglio, si è stabilito di confermare la zona di produzione del Nizza DOCG prevista dal Disciplinare nei 18 comuni intorno a Nizza Monferrato, e la zona di imbottigliamento, che abbraccia le province di Asti, Cuneo e Alessandria, a dimostrazione del desiderio e della volontà di attrarre investimenti sul Nizza da parte delle migliori cantine anche di queste zone. Ecco in sintesi i passaggi salienti del Disciplinare del Nizza DOCG:
– Uve: 100% Barbera
– Non è ammesso arricchimento: il grado alcolometrico potenziale minimo delle uve deve essere pari a 13 gradi
– Sono confermati i limiti restrittivi previsti in merito alla resa massima prevista per ettaro (max 7 tonnellate uva per ettaro) e all’affinamento minimo di 18 mesi, di cui 6 in legno
– Introduzione della dicitura “Nizza riserva” (minimo 30 mesi di affinamento, di cui 12 in legno)
L’Associazione Produttori del Nizza vuole condividere con la stampa e il territorio un brindisi per il raggiungimento di questo importante risultato. L’appuntamento è fissato per sabato 10 novembre alle ore 18, presso l’Enoteca Regionale di Nizza Monferrato, sede dell’Associazione.

Link: 
www.ilnizza.net