di Umberto Gambino
Non ci si poteva proprio lasciar sfuggire l’occasione per un tour nella verde Umbria, approfittando del tiepido clima di un gennaio davvero anomalo. E così è stato. L’organizzazione del puntuale e preciso Riccardo Gabriele ha portato una consistente truppa di giornalisti (anche stranieri) a visitare due aziende della provincia di Perugia, fra Cannara e Montefalco. Due realtà molto diverse fra loro.

Di Filippo, al primo posto il rispetto della natura 

Prima tappa è l’azienda biologica e biodinamica condotta dai simpatici e attivissimi fratelli Roberto ed Emma Di Filippo. I due si sono divisi equamente i compiti: lui enologo (insieme agli altri wine maker Roberto Pesaresi e Nazzareno Pieroni), lei titolare e responsabile della comunicazione, mentre a gestire i conti c’è Elena Pompei. I fratelli Di Filippo hanno proseguito la storia di terra e natura nel solco tracciato dal padre Italo, che ha fondato l’azienda nel 1971. Poi la svolta: l’affiatato gruppo di lavoro ha scelto, nel 1994, di puntare tutto sulla produzione di vini e olio biologici, carne ed altri prodotti della terra, concepiti e fatti crescere, come spiega convinto Roberto, “nel pieno rispetto della natura. Coltivare la terra con questo obiettivo – creando un costante equilibrio tra l’uomo, la terra, le piante e gli animali – permetterà, in futuro, ai nostri figli, di continuare a praticare l’agricoltura”.
I cardini della filosofia aziendale sono: potatura manuale pianta per pianta, conoscenza dettagliata del suolo e dei vitigni, agricoltura sostenibile. Il tutto deve avere come risultato finale uve sane.

I fratelli Di Filippo ne sono convinti: “La biodinamica è conveniente, salubre e preserva l’ambiente in cui viviamo. Nella coltivazione dei nostri vigneti la mano dell’agricoltore non può essere sostituita dalle macchine. In questo modo raggiungiamo tre obiettivi: contribuiamo a incrementare il lavoro, inquiniamo meno e otteniamo grappoli sani in vigna”. Da questa ricerca sono nati sia l’utilizzo di oche per la pulizia e il controllo del verde nel vigneto, sia l’uso del cavallo per i lavori nelle vigne, al posto delle macchine agricole. In questo modo si mantengono gli equilibri di fertilità evitando la compressione del terreno con mezzi meccanici pesanti.
053-20160116_133629Per dimostrare concretamente che qui si fa sul serio, Roberto ci accompagna – con carrozza e cavallo – a vedere il vigneto dove bazzicano le oche. Il concetto è chiaro: “In quest’area piantiamo una leguminosa e produciamo anche azoto. Così facciamo crescere più in fretta le querce e produciamo foraggio per gli animali. L’obiettivo è una ottimizzazione dell’agricoltura, aumentando la produttività dei terreni di circa un 40%. La nostra azienda è una sorta di “agroforest” (progetto avviato in collaborazione con l’Università di Perugia) dove la sinergia viene dalle oche: sono loro che puliscono e concimano la vigna. E per farle lavorare in pace abbiamo costruito pure dei recinti anti volpe”.

Ma c’è anche un “Plus”. Dal 2008, ha preso il via il “progetto Lasapata”. Lasapata è un’azienda che si trova in Romania, a Tulcea, ad un centinaio di chilometri dal Mar Nero, sul delta del Danubio. Qui sorgeva la Sarica, la cantina più grande del paese, che produceva fino a 13 milioni di litri di vino. Roberto Di Filippo, insieme alla sorella Emma, ha puntato su un progetto di recupero delle vecchie varietà di viti autoctone: vedi la bianca Feteasca e la rossa Babeasca. Tutte produzioni biologiche e biodinamiche destinate per l’80 % al mercato romeno.
Detto dei due bianchi 2015 assaggiati, per provare come sta andando l’esperienza rumena – il bianco Aligotè (da vitigni Aligotè, portato in Romania dalla Borgogna, e Riesling Italico), della Feteasca Regala, il bianco rumeno più diffuso (alla stessa stregua del nostro Trebbiano) – e poi dell’altro Aligotè 2013,  si deve puntualizzare (e non poteva che essere così) il fatto che il vino in Romania viene venduto per il 70% sfuso. Parere personale: a me sono sembrati prodotti lontani dal gusto nostrano.

I vini umbri da noi assaggiati, invece, hanno tutt’altra marcia e consistenza. Fra i bianchi Grechetto e Trebbiano Spoletino, è risultato più gradevole il Sassi d’Arenaria 2014, da  uve Grechetto. Giallo dorato nel calice, naso delicatamente aromatico e speziato, si apre in un sorso ricco, morbido, gustoso, di buona persistenza. Non ci crederete ma, respirando questo vino, si avverte l’umidità della terra appena lavorata.

Capitolo Rossi. Questi sono i tre che mi hanno favorevolmente impressionato.

Montefalco Rosso Doc 2013
Bel rosso rubino luminoso. Naso balsamico, di liquirizia, erbe aromatiche, spezie e nota fumé. Bocca decisa e fresca. Il tannino si svela pian piano in un nettare che risulta fresco, corposo, di buon equilibrio, con una lieve punta amarognola nel finale. Vinificazione solo in acciaio.

Etnico – Montefalco Sagrantino DOCG 2011
Rosso granato compatto. Naso speziato di pepe nero, poi frutta rossa sullo sfondo e floreale di violetta. Contenuto al palato, non debordante come ci si potrebbe aspettare, tannino fine, gradevole. Una versione di Sagrantino soft ben mixata dall’uso sapiente del legno: barrique e tonneaux per 12 mesi.024-20160116_123232

Montefalco Sagrantino Docg 2011 – 16% alcol
Maturazione in botti di rovere da 25 ettolitri per 24 mesi mentre la parte di vino più concentrata riposa in barrique per 18 mesi. Note di spezie e sottobosco, muschio e vegetale. Nel complesso note scure. Sorso fresco, sapido, concentrato, giustamente tannico, con lieve amarognolo nel finale. Il migliore del lotto, fra bianchi e rossi.

In più c’è il passito
Vernaccia di Cannara 2014
Da uve Cornetta (vitigno autoctono raro e quasi scomparso dell’Umbria conosciuto anche come Vernaccia Nera). Bel naso tenue, floreale di violetta, poi visciola, cannella e alloro. E’ un bel “dolce non dolce”, morbido, con una lieve coda tannica finale.

Complimenti a tutto lo staff Di Filippo per la tenacia e al grande voglia di fare, da autentici vignaioli-agricoltori che lavorano, tutti i giorni nei campi. Immagino che loro sì, conosciamo bene ogni singola pianta e ogni singolo pezzo di terra della loro azienda.

Cantina Pardi, quella voglia forte di voler fare vino a Montefalco

098-20160116_194318Ci ritorno sempre molto volentieri nella stupenda e ancora incontaminata Montefalco, terra di vino e agricoltura già dall’epoca romana. Pensate: è stata una delle poche città in cui i vigneti si trovavano all’interno delle mura. Circa un secolo fa (era il 1919) i tre fratelli Pardi (Alfredo, Francesco e Alberto) decisero di produrre e vendere i vini del luogo. Per le uve si faceva ricorso in parte a quelli di proprietà e in parte ad altre quote acquistate da altri viticoltori del posto. I vini partivano anche per la Città del Vaticano. All’epoca. il Sagrantino era esclusivamente passito ed i grappoli d’uva venivano adagiati sui graticci per riposare ed appassire per 2-3 mesi durante l’inverno. La consegna dei vini veniva fatta con damigiane trasportate dalla “cacciatora”, un carro lungo e stretto , trainato dai cavalli. Alberto, che seguiva la parte commerciale, morì nel 1943, lasciando i fratelli, ormai anziani. In seguito, i figli dei fondatori decisero di chiudere la cantina e di cimentarsi con i tessuti: nel 1949 venne fondata la Tessitura Pardi. La tradizione e le conoscenze acquisite negli anni vennero tramandate dal figlio di Alberto, Rio Pardi, che continuò a produrre piccole quantità di Sagrantino Passito.
Tempi moderni. Dal 2002 sono i pronipoti Francesco, Gianluca Rio e Alberto Mario (con l’aiuto dei genitori Agostino e Alberto), a voler tornare a produrre vino: decidono così di ristrutturare l’edificio di via Giovanni Pascoli, determinati a far rivivere la cantina dei bisnonni.
Oggi vi abbiamo fatto visita, con grande piacere e un pizzico di emozione. Si trova, infatti, a pochi passi dalla suggestiva e storica piazza centrale di Montefalco la cantina moderna dei Fratelli Pardi, che sono anche olivicoltori e produttori di olio. Piccola curiosità di rilevo: il 30% dell’intera produzione è venduto direttamente nel negozio aziendale. Le vigne si trovano sulle colline più alte e panoramiche del territorio comunale di Montefalco, paese chiamato non a caso “ringhiera dell’Umbria”, perché si affaccia sulla collina che domina la vallata.

Alla degustazione – che si svolge proprio nell’ampia sala della cantina, nel centro storico, è il giovane Albertino a raccontare i vini e, in particolare, il Sagrantino:
“Noi cerchiamo di produrre un vino elegante e bevibile da subito, cercando di superare così il difficile l’impatto iniziale, mantenendo la tipicità ed il carattere sia del vitigno che dell’annata”. Obiettivo centrato, secondo me, in particolare con i rossi.

ma c’erano anche i bianchi. Una mini verticale di Trebbiano Spoletino (2015-2012-2011), dalla quale spicca un’annata 2011 aromatica, minerale, sapida e con un bel retrogusto di agrumi .Ecco i rossi più apprezzati.

Sacrantino 2010 – Montefalco Sagrantino Docg
La maturazione consiste in 18 mesi di barrique, 12 mesi in acciaio e altri 12 mesi in bottiglia prima di uscire sul mercato. Rosso granato luminoso, bel bouquet di frutta rossa in confettura, tabacco, cioccolato fondente e un pizzico di sottobosco mentre al gusto si distende concreto,lungo, equilibrato, su tannini setosi.

Sagrantino 2008 – Montefalco Sagrantino Docg
Servito in bottiglia magnum, 15,5% alcol, è caratterizzato da una maggiore maturazione delle uve che portano ad ottenere un vino dal tannino meno aggressivo (rispetto alla consuetudine del Sagrantino). Si apre su belle note di pepe nero, more e rose, su sfondo vanigliato. Il sorso è corposo, dinamico, con finale fresco di confettura di amarena. Evoluto e con ottime possibilità di migliorare ancora negli anni.094-20160116_191631

Riepilogo – Le due aziende dell’Umbria Press Tour 

Di Filippo Azienda Agraria
Vocabolo Conversino, 153 – 06033 Cannara (PG) – Tel. 0742 731242; Fax 0742 840551
L’azienda in breve: 30 ettari vitati. Produzine: 250 mila bottiglie (inclusa l’azienda romena). Vitigni coltivati: Trebbiano Spoletino, Grechetto, Cornetta, Sangiovese, Sagrantino, Barbera, Cabernet Sauvignon, Merlot.
www.vinidifilippo.com
www.lasapata.com

Cantina Fratelli Pardi
Via Giovanni Pascoli, 7/9 · 06036 Montefalco (PG) · Tel. e fax 0742 379023
L’azienda in breve: 11 ettari vitati (8 di proprietà e 3 in affitto). Produzione: 55 mila bottiglie. Vitigni coltivati: Sagrantino, Sangiovese, Cabernet sauvignon, Merlot, Trebbiano Spoletino, Grechetto, Chardonnay.
www.cantinapardi.it