Umberto Gambino, io e il vino

Umberto_biancoHo voluto cominciare l’avventura di questo sito in onore e in ricordo di mio padre e di mio nonno materno che se ne sono andati (secondo me, troppo presto) ed erano entrambi viticoltori puri.

Fin da piccolo mi hanno trasmesso la passione per il vino genuino, per la vendemmia che era un giorno rituale di festa grande per tutta la famiglia, per i profumi intensi del mosto fresco, per l’emozione di quelle botti enormi che sfioravano il soffitto della cantina e che mi facevano sentire ancora più piccolo.

Per loro era una gioia autentica spillare il vino appena pronto e berlo fresco nei bicchieri.

Fin da bambino, ero letteralmente affascinato da quelle pratiche tramandate e consolidate in cantina e in vigna, che a me sembravano autentiche stregonerie. Mi sorprendevo spesso a domandarmi: “Com’è possibile che da tanti grappoli d’uva si ottiene un liquido chiamato vino che poi finisce in bottiglia e si beve tutti i giorni?”. Ah, mistero!

Oggi tutto questo non esiste più o è assai raro. Tutta la filiera della produzione enologica, dall’impianto delle barbatelle fino all’imbottigliamento, si è evoluta e rinnovata.

E questa è una circostanza buona e giusta! Non esiste più il classico “vino del contadino” (come quello frutto del lavoro dei miei avi diretti) bensì il “vino enologicamente corretto e perfetto”, senza difetti.

Negli ultimi 20-30 anni tante cose sono mutate fra vigne e cantine tanto che (ebbene sì, lo confesso!) ho avuto pure una crisi di “rigetto” che mi ha portato, per parecchi anni, a non sopportare più nemmeno l’odore del vino.

Poi, però, una dozzina d’anni fa, ho sentito forte, dentro di me, un richiamo, una vocina irresistibile, che mi ha riportato in quella stessa terra calpestata da bambino. E lì, per le campagne del Tono, in quel di Milazzo, ho incontrato di nuovo mio padre (mio nonno non c’era più) chino a lavorare nella vigna, pronto a metà settembre d’ogni anno per la vendemmia.

Era tutto immutato, come quando ero piccolo. Nero d’Avola e Inzolia. Uva rossa e uva bianca. L’affinamento questa volta nelle botti piccole, poi il rito della mescita nelle relative bottiglie. Ricordo bene le quantità: 150 rosso e 150 bianco, per tutti noi e per gli amici. Perché papà (al contrario del nonno) non ha mai commercializzato. Purtroppo è durato poco. Con mio grande dolore, la vigna è stata espiantata e anche mio padre mi ha lasciato.

Nel frattempo, però, l’amore per il vino aveva scoccato la sua inesorabile freccia producendo buoni frutti. Questa volta volevo capirne di più e studiare davvero il come e il perché di quella “magia” che trasformava l’uva in vino. Così ho diligentemente frequentato, regolarmente pagato e poi superato il corso per sommelier presso la prestigiosa sede dell’Ais di Roma. Seguito poi da un altro corso di specializzazione per Sommelier Master Class, altrettanto superato con relativo diploma. Quindi è stata la volta dei servizi sul vino per il Tg2, il giornale per cui lavoro dal ’96, e le sue rubriche (Eat Parade, Sì Viaggiare, Net, Storie). Evidentemente la mia “febbre enologica” non è passata se, dopo, il passo successivo è stato quello della degustazione “alla cieca” dei vini nei concorsi nazionali e internazionali.

Sono decisamente questi ultimi quelli che apprezzo di più: sono stato più volte giurato al “Concours Mondial di Bruxelles”, una sorta di campionato mondiale itinerante del vino. Ma i più interessanti assaggi comparativi li faccio sempre – con piacere, scrupolo e passione – in qualità di coordinatore regionale e componente della commissione nazionale per la guida “Vinibuoni d’Italia Touring” che valuta solo i vini provenienti dai tanti nostri ottimi vitigni autoctoni. Non mancano poi le visite direttamente nei vigneti e nelle cantine dei produttori in tutte le regioni (e anche all’estero) e le partecipazioni alle numerose degustazioni organizzate nei luoghi del buon bere.

Tante e diversificate esperienze che oggi voglio condividere con tutti gli appassionati in questo nuovo sito “Wining”, strutturato con lo stile diretto e immediato del Blog. Un progetto da me ideato e curato (per la parte editoriale e i contenuti) in completa partnership con Maurizio Gabriele e l’agenzia Weesh.it (per la parte tecnica e informatica)