di Federica Romitelli 
Alla Stazione Marittima di Venezia si è tenuta dal 26 al 29 ottobre la manifestazione slow-5Gusto, Biennale dei sapori e dei territori. Sabato 26 ottobre c’è stato l’evento di maggior risonanza nazionale: la presentazione della guida Slow Wine 2014 edita Slow Food Editore.
Dopo tanti anni di collaborazione con Gambero Rosso, Slow Food ha deciso di pubblicare, già dall’edizione 2011, una guida “diversa” nella modalità di “narrazione”.
Oggi la quarta edizione, curata da Giancarlo Gariglio e Fabio Giavedoni, che si differenzia dalle altre del settore collocandosi al di là delle classifiche, dando invece maggiore importanza al lavoro dei produttori, raccontando le loro storie di fatica e soddisfazioni, come recita il sottotitolo: “storie di vita, di vigne, vini in Italia”.

Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia, ha sottolineato, infatti, che i punteggi non sono più attuali; infatti nella guida viene dato maggior peso al territorio, al paesaggio del vino, che rappresenta l’identità di tutti, anche di chi il vino non lo fa. Confrontandola con la guida dello scorso anno noto una piccola modifica nella veste grafica dove appare grande e in alto, il simbolo di Slow Food, la Chiocciola. Lo stesso simbolo che viene attribuito alle aziende in linea con i principi Slow del buono, pulito e giusto. Altri simboli utilizzati nella guida sono la Bottiglia, per i prodotti di alto livello, e la Moneta per il rapporto qualità prezzo.
 
L’auditorium era gremito di appassionati di vino che occupavano ogni angolo libero e che, attenti, prendevano appunti e sfogliavano la guida, sicuramente in cerca di qualche produttore conosciuto. Saluti di rito e brevi interventi fra cui quelli di Mario Del Debbio, presidente FISAR e del fotografo Mauro Fermariello, con un foto-racconto sul vino, le vigne e i vignaioli.
Finita la presentazione della guida, siamo passati al padiglione di Slow Food dove è stata allestita un’enoteca con la possibilità di assaggiare tutti i vini preesenti nel libro (che impresa!). Grande afflusso di produttori e di appassionati, che hanno approfittato dell’opportunità di degustare le etichette più importanti e i vini di maggior pregio.
 
Domenica, invece, l’enoteca ha sostituito il rifornimento dei frigoriferi e sono arrivati i vini della Banca del vino. Ma cos’è? La Banca del vino è una società cooperativa nata negli anni ’90 da un’idea di Carlin Petrini, presidente internazionale e fondatore di Slow Food, con lo scopo di creare una memoria storica del vino italiano per i posteri. Con la riapertura nel 2004 dell’ottocentesca Agenzia di Pollenzo (CN) questo progetto è evoluto in uno spazio di 2000 metri quadrati, dove invecchiano 100.000 bottiglie di 300 aziende. La Banca del vino è anche un museo che prevede percorsi di degustazione, eventi e attività legate al mondo del vino, nonché la vendita al pubblico. Vi si può ripercorrere l’Italia del vino, regione per regione insieme agli studenti dell’Università di Scienze Gastronomiche che seguono gran parte delle attività. Vengono inoltre organizzati incontri di team building dove gruppi di persone possono entrare in contatto con il vino in modo ludico con lo scopo di creare aggregazione fra loro per imparare a lavorare (e a vivere) meglio.


Links:
 

 

http://www.winestories.it

http://www.bancadelvino.it/

http://www.biennaledelgusto.it/


 

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A proposito dell'autore

Federica Romitelli

Di origine romano-veneziana, sono cresciuta a "pizza, prosciutto e fichi" in una località del litorale romano. Già in tenera età ho scoperto il gusto di "metter le mani in pasta", di creare, seguendo la passione familiare per gli ingredienti giusti e le tradizioni culinarie. Il gusto per libri e scrittura, poi, non è mai mancato: ogni viaggio è stato una scoperta di sapori, emozioni e tipicità da narrare. Dopo la scuola alberghiera, gli studi mi hanno portato alle origini, nel materno Veneto. Oggi lavoro a Venezia e nel tempo libero mi occupo di ciò che è piacere e cultura del cibo per i sensi e la mente. Il web e i social network rappresentano il mezzo più efficace e diretto per comunicare col più vasto numero di persone. Scrivo su Wining per trasmettere quella curiosità che anima la mia ricerca di luoghi e incontri da condividere, poiché credo che viaggiare insieme sia il modo giusto per raggiungere la più completa felicità.

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