di Sara Bon
Non poteva che svolgersi a Trieste la più importante fiera internazionale sulla filiera dell’industria del caffè. L’evento è stato ospitato nella splendida cornice del Porto Vecchio, che evoca i 300 anni di gloriosa storia della città in questo settore. Alla nona edizione hanno partecipato circa 200 espositori provenienti da 20 Paesi, tutti i migliori brand tra torrefazioni, crudisti, produttori di macchine da caffè e tutto ciò che ruota introno al mercato della bevanda più diffusa al mondo.

L’edizione è stata incentrata su pilastri fondamentali quali “formazione” ed “innovazione”, grazie ad un campus creato ad hoc per capire ed apprezzare meglio tutto ciò che poi viene sintetizzato all’interno di una tazzina.

Mi addentro nella zona apposita ed ho il piacere di incontrare Andrej Godina, caffesperto triestino di fama mondiale dal quale mi faccio guidare per capire cosa avviene nelle tre macro aree predisposte all’interno del campus. 

La prima che incontro è la MEET2LEARN area, un luogo dove è possibile ascoltare le relazioni degli esperti del settore; segue poi la GREEN2ROAST area dove ho potuto tostare personalmente il caffè verde grazie all’ausilio di una tostatrice di ultima generazione.

Infine l’area BEAN2CUP in cui è stato possibile degustare con il metodo espresso diverse tipologie di caffè tra cui quello offerto dai soci del progetto Umami Area Honduras. Andrej, socio di questo progetto, mi coinvolge nella spiegazione della loro missione e lo fa presentandomi un piccolo produttore di caffè honduregno: Francisco Villeda Panchito.

Lo stand Illy

Andrej Godina e Pachito

Panchito quando era un soldato dell’esercito honduregno perse un braccio durante un conflitto a fuoco, ritornò dalla famiglia e dopo aver lavorato per un periodo come operaio presso la cooperativa, risparmiando riuscì a riprendere in mano le piantagioni in suo possesso.
Grazie al suo duro lavoro ora è proprietario di tre ettari di piantagione di caffè a Las Capucas e gli è stata affidata la gestione della piantagione del progetto Umani Area Honduras “Finca Rio Colorado”

Gli obiettivi che si pone questo progetto sono la produzione di caffè di alta qualità, la condivisione della conoscenza tra i produttori locali ed un centro di formazione permanente a Las Capucas.
Non può mancare una particolare attenzione alle condizioni etiche verso la miriade di famiglie produttrici, troppo spesso caratterizzate da ingiustizie ed estrema povertà.

Saluto Andrej e Pachito che devono ritornare dal loro pubblico, e decido di concludere la giornata facendo un passo indietro nel tempo per andare incontro a dove tutto è iniziato. Il mio viaggio non sarebbe stato completo senza un richiamo alle origini: decido di andare a bere un caffè nell’ultima torrefazione storica rimasta in centro a Trieste, la Torrefazione “La Triestina Caffè”.

Ariella Doz e Matteo Slatich della torrefazione La Triestina Caffè

Fin dall’ingresso vengo abbracciata dall’intrigante odore del caffè, merito della notevole quantità di chicchi che vengono macinati giornalmente all’istante. In questo luogo il tempo sembra si sia fermato. Richiamano subito la mia attenzione i silos contenenti le miscele e l’antica tostatrice. Vengo accolta dalla gentilissima titolare Ariella Doz, la quale mi racconta che questa bottega è nata nel 1948 ed è sempre stata considerata un luogo che testimonia il legame tra le città ed il mercato del caffè. Tuttora rimane una piccola realtà a conduzione familiare. Si offre di farmi degustare il loro caffè e passa la parola al figlio Matteo, che subito mi passa un cioccolatino fondente al 70% e mi invita ad attendere la preparazione della loro miscela “La Triestina Gold”. Inizia a prepararmi l’espresso e già sento che l’abbinamento sarà decisamente interessante. Mi spiega che questa miscela contiene il 97,5% di arabica ed il 2,5% di robusta, la scelta di dare spazio alla robusta è per ottenere una crema più corposa. I chicchi provengono dal Costarica, dalla Colombia e dal Brasile. Mi porge la tazzina ed è subito un’esplosione di aromi. Ho potuto riconoscere subito la nocciola, il pane tostato ed è in questo momento che decido di addentare il fondente: è stato un trionfo per il mio palato. Sorrido compiaciuta; Ariella e Matteo ricambiano il sorriso. Capiscono  chiaramente che ho apprezzato tanto!

Dopo questo viaggio, posso certamente dire di aver pienamente capito ed apprezzato il significato di “Trieste, Capitale del Caffè”.