(U.G.) Che ne dite di una bella “full immersion” nel mondo dell’ulivo e dell’olio? Vi piace l’idea? Allora organizzate con gli amici una gita a Trevi, in Umbria, nel cuore verde d’Italia: troverete olio e ulivi per i vostri denti e potrete soddisfare tutte le vostre curiosità.

La vostra meta privilegiata? Il Museo della Civiltà dell’Ulivo, il primo a carattere pubblico in Italia e in Europa. E’ stato voluto e realizzato dai “trevani” (così si chiamano gli abitanti di Trevi) per valorizzare la secolare tradizione di questa cittadina, che si trova a una cinquantina di chilometri da Perugia, su un colle a circa 200 metri di altitudine, ma molto vicina anche ad Assisi (così potete cogliere l’occasione per visitare anche i luoghi di San Francesco), letteralmente circondata da un paesaggio “argentato” di alberi di ulivo: unico nel suo genere in Umbria.

Inaugurato nel 1999 e completamente rinnovato nel 2007, il museo ha sede negli spazi dell’ex convento di San Francesco (il Santo Patrono d’Italia ha predicato in tutta l’Umbria), costruito nel 1268, dedicato in origine alla Madonna, e rinnovato completamente nel Seicento. Poi l’edificio è stato sottoposto a profonda ristrutturazione, nella prima metà dell’Ottocento, dall’architetto Giuseppe Valadier. Chiesa e convento hanno subìto convento danni rilevanti a causa del terremoto del settembre 1997. In buona parte sono stati restaurati ma resta da completare ancora una parte di lavoro.

Vi ha contribuito concretamente l’attuale sindaco di Trevi, Bernardino Sperandio, quando ancora non era stato eletto alla carica di primo cittadino, visto che di professione fa il restauratore.

“Un museo del genere, di proprietà del comune – spiega il sindaco, che fa da Cicerone al museo per una nutrita truppa di giornalisti – non poteva che nascere proprio qui a Trevi perché questa cittadina, da sempre, ha avuto la vocazione per l’olio e l’ulivo. L’olio non è solo un prodotto di eccellenza per la zona di Trevi, ma la coltivazione dell’ulivo si è così radicata nel territorio umbro, entrando a far parte delle tradizioni e della storia delle sue genti”.

Se volgiamo lo sguardo al territorio trevano, ci accorgiamo facilmente che persino le dolci colline del territorio, col passare degli anni, si sono modellate e trasformate per renderle il più possibile adatte ad accogliere le piante di ulivo.

“L’ambiente olivato a Trevi ha una tradizione secolare”, racconta Sperandio. “Con la regione Umbria e con i fondi europei, nel 1992 abbiamo realizzato questo museo, poi inaugurato ufficialmente nel 1999. Questo museo ha la pretesa di raccontare, non solo di mostrare dei reperti”.

l museo ha sede al piano terra del convento di San Francesco. Documenta i diversi aspetti legati alla produzione dell’olio ed alla cultura dell’ulivo. Il nuovo allestimento del 2007, vede l’impiego di pannelli e strumenti multimediali ed organizza lo spazio espositivo in otto sezioni:

  1. L’ulivo di Sant’Emiliano e il mito di fondazione
  2. Le varietà degli ulivi
  3. L’ambiente olivato
  4. La potatura
  5. La Raccolta
  6. Il magazzino dell’oliva
  7. Il frantoio
  8. L’oliera

Mentre le tappe tematiche presentano l’olivo nel sacro e nel profano, l’olio e la luce e la gelata delle piante di olivo, il settore didattico informa sull’ulivo e l’olio nel Mediterraneo.

Da dove si comincia? “Ma dalla stele delle 5 Esse”, risponde Sperandio: “Che sono: solo, sasso, sole, stabbio, scure. Sono le 5 esse ben conosciute dagli olivicoltori. Perché l’olivo deve stare solo, largo, non deve avere altre piante vicine; deve crescere sul sasso; deve avere sole, le fronde aperte; deve essere concimato a dovere; e infine bisogna saper usare la scure per poterlo potare. Sono questi i 5 comandamenti del Vangelo dell’olivicoltore”.  

E mentre ci addentriamo, rapiti di curiosità, per le sale della mostra, il dinamico sindaco nonché Cicerone per l’occasione, rivela una chicca di autentica “modernità” che ben si concilia con il racconto della tradizione.

Il museo mette a disposizione una guida virtuale. Si fotografa il QR Code dal depliant fornito all’ingresso, si scarica la app TreviO – al momento solo per iPhone e iPad – e da quel momento ci si affiderà ad un sistema che condurrà per mano il visitatore in 18 aree del museo. Si potrà fruire così di contenuti audio e video e di immagini sulla storia, le tradizioni e la cultura della civiltà dell’Ulivo.

“Un’audioguida di 40 minuti – conferma il sindaco – in cui si può ascoltare un contadino Trevano raccontare in italiano e in dialetto come si coltiva l’ulivo e come si produce l’olio. E’ scritta dall’antropologo Lamberto Gentile, e narrata da Ivo Picchiarelli, cultore della vita agreste”.

Cosa state aspettando? Non vi resta che organizzarvi per un bel viaggio in direzione Trevi.

Museo della Civiltà dell’Ulivo
Largo Don Giovanni Bosco, 06039 Trevi (PG)
Telefono: 0742 381628

www.treviturismo.it

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A proposito dell'autore

Umberto Gambino

Lo scrivo subito, tanto per non generare equivoci: non mi piace improvvisare. Sono sempre uno che dà il massimo in tutti i campi. Prima di tutto adoro il mio lavoro di giornalista: si può dire che sia nato con questa idea fissa. Non ho mai voluto fare altro nella vita. Però di cose ne seguo parecchie contemporaneamente: potrei definirmi un esempio anomalo di uomo "multitasking". Dopo una trentina d'anni da cronista sul campo, sono attualmente caposervizio del Tg2 Rai. Sul versante enologico, sono sommelier Master Class dell'Ais e coordinatore della guida Vinibuoni d'Italia Touring. Si può ben dire che il mondo del vino è il mio ambiente naturale, e non poteva essere altrimenti, in quanto figlio e nipote di viticoltori siciliani. E' anche in loro onore, per ricordare sempre le mie radici, la mia terra natìa, gli odori e i sapori di quando ero bambino, che mi sono inventato - con l'amico webmaster, Maurizio Gabriele - il massimo della "digital creativity": una formula inedita per un web magazine di reportage in stile blog sull'enogastronomia: www.wining.it che state leggendo. In più sono anche un ottimo fotografo. Può bastare?

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