di Giorgia Costa
franconia2-6 Il mercoledi mattina all’alba, apro la finestra fiduciosa ritrovare il blue sky del giorno precedente ed invece rimango un po’ delusa. Non volendo arrendermi all’idea scruto il cielo dalle varie angolazioni e verso sud un fazzoletto celeste mi cattura. “Dai dai che sarà sole anche oggi”, mi ripeto! Esco dal semplice borgo dove avevo trascorso la notte e mi trovo tra il verde. I prati e l’erba appena falciata mi invitano a respirarne l’odore che tanto mi piace da considerarlo quasi più un profumo. Improvvisamente una gru a lato della strada attira la mia attenzione o meglio i grandi nidi di cicogna sull’asta superiore. Li conto: uno, due… cinque! Grandissimi e così ben fatti da farmi ricordare le classiche immagini delle cicogne “porta bambini”. Che bella visione così tenera.
All’orizzonte le montagne ancora innevate al confine con l’Austria, lasciandosi intravedere, fanno da cornice a questo paesaggio. Ammiro Ulm (Ulma) dalla collina e mi attira la sua cattedrale gotica. Nel mentre mi lascio deliziare dalle semplici e genuine prelibatezze dello chef Enzo Serrao del Ristorante Boccaccio
, ammiro la città ed il panorama è bellissimo. Il profumo del pane caldo ed un’insalatina di asparagi, polipo e pomodorini mi ricordano subito l’Italia anche se è il classico piatto di pasta: spaghetti al pomodoro con fogliolina di fresco e profumato basilico, una saporitissima acciuga e la cottura perfetta a darmene la certezza. Ringrazio il Signor Enzo certa di rivederlo a breve e mi allontano dalla bella Ulma. Il cuore mi palpita segno che quella vista, quel panorama mi è entrato nel cuore. Ci tornerò e vorrò passeggiare tra le strette viuzze medioevali ammirando la cattedrale e le tipiche case in stile.

 

La Renania e il Palatinato
Proseguo il viaggio verso nord ed in serata arrivo a Mannheim. La città sorge sorge nel punto in cui il Reno riceve l’affluente Neckar. È un importante snodo ferroviario ed il principale porto interno della Germania. Sono nella regione storica della Germania occidentale: il Palatinato (ted. Pfalz). Anche a livello vitivinicolo, il Palatinato, una delle 13 aree vitivinicole tedesche, è tra le principali. Si estende per oltre 22.000 ettari a sud dell‘Assia Renana
lungo la riva occidentale del fiume Reno fino al confine con l’Alsazia, a sud di Francoforte e grazie ad un clima più temperato, le uve raggiungono la piena maturità, dando luogo a vini ricchi e ben strutturati da uve Müller Thurgau e Riesling soprattutto.

Arrivata in una giornata fredda, grigia e piovosa, me ne ritorno pure. Non avrei mai detto, dopo due giornate pre-estive di ritrovarmi in autunno (se penso ora, oggi, mentre scirvo, 25 Maggio, 9° a Verona… Dicembre!!) ma al tempo non si comanda ed accetto quindi i 13°. Attraverso la Renania (Rheinhessen): regione che si estende per 24.680 ettari tra Magonza (Mainz) e Worms, la più estesa della Germania, lungo il corso del fiume Reno. Qui si producono vini di media qualità in genere prodotti da cooperative, specie con uve Müller-Thurgau, eccezion fatta per alcune zone più vocate dove nascono eccellenti Riesling. Si producono anche vitigni a bacca rossa, il Pinot Noir in particolare. Il paesaggio che purtroppo riesco difficilmente ad apprezzare a causa della pioggia battente, si svela caratterizzato da dolci colline e l’altitudine rimane molto contenuta. I vigneti a guyot sono sempre molto ordinati e precisi. Attraverso numerosi paesini ricchi di weingut (cantine) che caratterizzano la Deutsche Weinstraße, un famoso percorso enoturistico creato alla metà degli anni ’30 di 85 km da Schweigen-Rechtenbach (località al confine con la regione francese dell’Alsazia) a Bockenheim (lungo il confine con il Baden-Wurttemberg) e che io in parte attraverso.


Francoforte sul Meno

Di lì a poco mi ritrovo all’aeroporto di Francoforte sul Meno (am-Main) uno degli scali più trafficati al mondo in una città, la quinta della Germania per numero di abitanti, con il principale centro finanziario della stessa tanto da esser spesso  soprannominata “Bankfurt” o “Mainhattan” o “Big Äppel” dove il rimando al lato finanziario-economico di New York è del tutto evidente.

Si conclude qui il mio mini viaggio alla scoperta della parte centro-sud della Germania. Una zona che sinceramente non avrei mai pensato di visitare e che invece, specie nella parte della Franconia e in alcuni borghi della Weinstraße  mi ha attirato notevolmente. Mi son sempre detta,  innamorata del Riesling come sono, che il mio primo viaggio enoturistico in terra tedesca sarebbe stato nella Mosella. Chissà se non opterò invece per ritornare in una di queste due zone!

 

Al gate, l’attesa mi invita ad un’ultima riflessione come spesso mi succede al rientro da un viaggio. E mi chiedo quindi: cosa aggiungo al bagaglio della partenza?, cosa mi porto a casa in più nel mio zaino chiamato VITA? Tanti nomi: Pippo, Vincenzo, Domenico, Antonio e Giuseppina, Enzo, Marco, Massimo e Giorgio, Gaetano e Rosetta, nomi che appartengono alla storia di questa Nazione perché ci vivono e ci lavorano da venti, quarant’ anni, nomi di persone che hanno lasciato l’Italia, la loro famiglia, il loro paese, il calore della propria casa per dirigersi in una terra “non facile”, sinceramente “non accogliente” (anzi, ricordiamo che spesso gli italiani emigrati in Germania, sono stati costretti per anni a vivere in veri ghetti). Nomi di persone mosse spesso per sola disperazione, alla ricerca di un lavoro, di un miglioramento economico non solo personale, ma soprattutto, per offrire sostentamento alla famiglia rimasta nel Paese della “dolce vita” e che solo ora, dopo anni, molti anni di sofferenza e lontananza sono riuscite a raggiungere un effettivo “riconoscimento” della propria dignità morale e professionale grazie al proprio costante, quotidiano ed onesto lavoro.

 

E forse proprio in questo particolare momento storico-politico dove spesso ci “vergogniamo” di essere ITALIANI dovremmo invece cercare di non scordarci che OGNUNO di NOI ha un potenziale altissimo e che deve cercare quindi di valorizzarlo ogni giorno al meglio. Al di là dei tanti esempi non positivi, ce ne sono anche molti, semplici, nascosti e lontani da perseguire.

… i Vini? Ehheh quelli ve li racconterò in un successivo articolo.
… le Foto? Eheh siccome per farle mi affido ad una macchina, a volte succede che anche le macchine si inceppano e quindi, tre le varie scattate da me, ce ne sono alcune che ho recuperato per darvi l’idea del paesaggio visto, in quanto io purtroppo le ho perse.

Così ho la scusa per tornare!
(qui puoi leggere la prima parte del tour)

Link: www.boccaccio-ulm.de