di Marina Alaimo “Acino Ebbro”
Le sorelle Monica e Daniela Tibaldi hanno accolto in sé tutta la forza e la positività di chi è cresciuto tra le vigne di famiglia, in un contesto di piena armonia. La piccola azienda di 7 ettari si trova nel Roero, territorio estremamente affascinante dove, a differenza del resto delle Langhe, incontriamo una tradizione “bianchista”. Qui il Nebbiolo condivide lo spazio con gli storici vitigni Arneis, e Favorita. Quest’ultimo, ormai poco presente, è stato preso fortemente in simpatia dalle Tibaldi e i risultati ottenuti sono particolarmente interessanti.

Il piccolo paese di appartenenza è Pocapaglia, un delizioso borgo arroccato tra le dolci colline caratterizzate dalla presenza delle rocche, profonde spaccatura del suolo che consentono di osservare le diverse ere geologiche. Queste sono il risultato di fenomeni che hanno fortemente caratterizzato la formazione del suolo e del paesaggio: qui il fiume Tanaro ha deviato il suo corso, in maniera repentina circa 250 mila anni fa, lasciando queste fenditure. E’ curioso notare anche la presenza di fossili marini che ci ricordano l’antichissima presenza del mare nel Roero.

Il clima, a sua volta, rende unico l’areale del Roero, tendenzialmente siccitoso per la poca disponibilità di acqua dovuta proprio alla conformazione dei suoli marnoso sabbiosi. La natura del terreno cambia di continuo, condizionata dalle diverse epoche di emersione delle acque. Si alternano quindi rocce arenarie, calcare, argilla e sabbia: quest’ultima, marcatamente presente, rende il suolo soffice e friabile.

La cantina Tibaldi è nella zona immediatamente a nord del fiume Tanaro che separa la vigna Coste Anforiano in Santa Vittoria, dalle Langhe, proprio di fronte a Verduno. Daniela e Monica praticamente fanno tutto da sole. Seguono gli insegnamenti preziosi di nonno Tunin, profondo conoscitore della viticoltura tra le rocche, ma si sono anche formate con studi enologici specifici, dando vita ad una realtà creativa e identitaria.

Lo scorso 28 febbraio sono state protagoniste di Storie di Vini e Vigne a Cap’alice, l’enosteria di Napoli, dove l’assaggio del Favorita 2017 ha totalmente rapito l’attenzione per il suo carattere molto personale, esclusivo, modulato sull’eleganza dei profumi floreali di tuberosa, sul tocco di anice stellato e salvia al quale segue il frutto delicato di pera. Sottile il sorso, sinuoso, spinto da una freschezza che fa pensare alla vivacità della primavera: quindi accompagna e non travolge, insieme agli accenti di mineralità. Sono circa 13.000 le bottiglie prodotte e le uve arrivano principalmente dalla vigna Mormorè, situata sul bricco Mormorè, con la più alta percentuale di sabbia, circa il 40%, e presenza di conchiglie fossili. Una parte delle uve matura anche nella vigna Coste Anforiano: qui  si produce gran parte del Nebbiolo e della Barbera. Il terreno è di formazione prevalentemente argillosa con una percentuale di sabbia al 20%.

In degustazione, anche il Favorita 2015 che cambia totalmente timbro: più ricco e concentrato, rimanda i sentori tipici di ananas e banana, ma anche salvia e grafite. Ricco il sorso, avvolgente e profondo.

A sua volta l’Arneis Bricco delle Passere, dal nome della vigna sul versante nord, sabbiosa al 40%, conferma il lavoro straordinario dedicato ai bianchi dalle due vignaiole Fivi: in degustazione i millesimi 2016 e 2017 che raccontano un bianco dalla forte personalità e dal corpo ricco. Anche se manifesta un temperamento ancora molto giovane, il Roero 2016 si è fatto notare per la sua finezza unita alla complessità, riportando l’identità del Nebbiolo roerino con trasparente coerenza, unita alla bravura delle due produttrici che hanno saputo dargli la giusta interpretazione.

Monica Tibaldi e il piccolo Zeno

Conclusioni molto personali, da Acino Ebbro:
Per me è stato uno degli incontri più emozionanti in queste cinque edizioni di Storie di Vini e Vigne, e nei diversi anni che viaggio tra vigne e wine tasting. L’armonia tra entusiasmo e delicatezze di Monica e Daniela è travolgente almeno quanto la loro dedizione al Roero e alla loro professionalità. Monica aveva un bel pancione e con sé ha portato anche il piccolo Zeno di quindici mesi. Un fermo immagine fortemente emotivo, che racchiude l’evoluzione straordinaria di questo tempo, legata alla capacità della donna di essere abile professionista nel lavoro e madre premurosa e coinvolgente. Storie di Vita che disegnano un immaginario e perenne arcobaleno tra le vigne Tibaldi, da raccontare ad ogni loro bottiglia stappata e ad ogni sorso goduto.

www.cantinatibaldi.com

Mario Lombardi