di Michela Pierallini
Ho pianto. Sono salita in auto per tornare a casa e ho provato una fitta al cuore. Chiamalo colpo di fulmine, amore a prima vista, empatia, ma dal Molise non sarei più venuta via. Ho respirato un’aria traboccante di ossigeno, ho incontrato sorrisi genuini e strette di mano calorose, ho condiviso piacevoli conversazioni condite di buon senso e sana, oltre che rara, umiltà. Mi sono addormentata guardando le stelle e mi sono svegliata osservata dal sole. Non ero in strada, ero nel letto della mia camera con la porta-finestra aperta. Ho mangiato così bene che al pensiero mi torna la voglia. Ho bevuto vini pura espressione del territorio cui appartengono. Bianchi dorati con riflessi di luna sulle onde del mare e rossi sanguigni, inebrianti e generosi.

Inizia tutto a Vinitaly 2013 quando bevo per la prima volta i vini dell’azienda Terresacre e li racconto qui
Inevitabile un passaggio anche a Vinitaly 2014 e questa volta prometto al produttore Alfredo Palladino che onorerò il suo invito a visitare l’azienda.
Ed eccomi qua, tra i filari di Trebbiano e Montepulciano, un vigneto vista mare con il mare di un azzurro intenso che fa a gara con il cielo. Giro su me stessa e lo sguardo si perde nell’orizzonte vasto e sconfinato. Niente muri, cancelli o staccionate, soltanto l’alternarsi dei colori della campagna lavorata, coltivata e rispettata. Olivi, vigneti, girasoli –ormai sfioriti- zolle, sassi e fiori. Questo si apre ai miei occhi. Il silenzio è così forte che chiede silenzio. Sembra di percepire il movimento delle farfalle che svolazzano, tante e di colori diversi, che si rincorrono e si posano sui fiorellini selvatici lungo il vigneto. È un silenzio che ti fa sentire a casa, dove casa non è il cubo di quattro mura dove ci imprigioniamo, ma l’universo intero.

“Assaggia l’uva, devi assaggiarla”
dice Alfredo. Non l’ho ancora fatto per rispetto. I grappoli sono così perfetti che sembra di sciuparli. Il Trebbiano sarà colto fra pochi giorni. Ha il colore della frutta che matura al sole, è giallo, d’oro, gli acini esposti sono appassiti, quasi imbruniti e in bocca si sente tutta la dolcezza dell’estate, quella vera. Il Montepulciano mi attrae per la sensualità degli acini. Grossi, turgidi, sfere naturalmente perfette. In bocca scrocchiano, la buccia è notevolmente croccante e la polpa succosa nasconde vinaccioli che devono ancora maturare. La raccolta del Montepulciano si farà in ottobre.


Una visita alla cantina è d’obbligo, prima di cena, soprattutto se l’ambiente è quello di una struttura dove le geometrie seguono le linee collinari tutt’intorno e all’interno offrono materiali naturali come pietra e legno. Una terrazza principesca illuminata da piccole lanterne si affaccia sul Molise, sembra davvero di vederla tutta, questa regione di cui si parla e si scrive troppo poco.


Si cena nel giardino dell’agriturismo Il Quadrifoglio, che affianca la cantina. Un porticato immerso nel verde di una cartolina. Le panchine lungo i vialetti che vanno alle camere, gli ulivi e i lampioncini, c’è perfino un carretto coloratissimo. Abruzzese, se non ricordo male. Palme e Bouganville rendono tutto molto esotico e non so quante varietà di fiori accompagnano la passeggiata verso la piscina oltre la staccionata di legno. Mi fermo qui, scrivere ancora qualcosa, ora, sarebbe troppo.
http://www.terresacre.net/
http://www.agriturismoilquadrifoglio.net/