di Fabrizia Dalpiaz

La giornata si presenta un po’ grigia e fredda ma a riscaldarmi ci pensano il sorriso di Elisabetta Donati e gli splendidi colori dei vigneti in autunno. “Vieni, vieni a vedere che rossi, che arancioni e quante gradazioni di giallo!”. I vigneti che ci circondano sembrano la tavolozza di un pittore e sono i più storici, quelli appartenuti ai suoi avi che già nel 1863 acquistarono il Maso Donati e iniziarono a imbottigliare le prime bottiglie, due di queste sono tuttora custodite nelle cantine sotterranee in un’antica botte trasformata in un prezioso caveau.

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Oggi l’azienda è gestita da Marco Donati enologo con 40 vendemmie alle spalle e una profonda passione che condivide con la moglie Emanuela e la figlia Elisabetta, giovane Donna del Vino, tutti uniti nel portare avanti con impegno la tradizione di famiglia iniziata più di 150 anni fa.

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Mentre camminiamo tra i filari, Elisabetta mi mostra una vite di Teroldego molto antica di circa 90 anni, ora affiancata da altre più recenti, poste ad una certa distanza una dall’altra.

 

 

 

 

 

 

“In vigna da sempre abbiamo grande attenzione e rispetto per l’ambiente affinché le vigne esprimano al meglio le proprie potenzialità. Nei vigneti utilizziamo solo concime biologico, non usiamo pesticidi  e anche rame e zolfo sono molto limitati. Usando le parole di mio padre “solo da terre sane è possibile ottenere uve sane”.

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Il lavoro in azienda, di per sé già molto impegnativo, lo è ancor più perchè i vari vigneti coltivati, sono situati in zone diverse del Trentino, posti fino a 50 km di distanza dalla cantina. Marco ha sempre espresso grande interesse verso varie tipologie di vitigni e quindi è andato alla ricerca del miglior terroir in cui ognuna di queste fosse in grado di esprimersi al meglio. In tutto 10 appezzamenti che vanno dalla piana Rotaliana alle colline di Trento, dalla Valle dei Laghi fino a raggiungere la Vallagarina, ognuno con terreni e microclimi diversi tra loro, con altitudini che variano dai 180 ai 600 metri sul livello del mare.

Tra tutti è il Teroldego il vitigno autoctono a cui l’azienda è da sempre maggiormente legata sia per tradizione che per affettività. La leggenda locale narra che le prime viti di Teroldego nacquero dalle gocce di sangue di un drago ferito che caddero sul terreno proprio in quella zona ed è per questo che la cantina ha scelto il nome Sangue di Drago per la loro Riserva di Teroldego.

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Qui i terreni alluvionati del torrente Noce sono fonte preziosa di minerali di varia natura e permettono alle viti di esprimere al meglio le loro tipicità. Le montagne circostanti, in primis il monte Mezzocorona alle spalle dei vigneti, permettono di proteggerli dai venti freddi del nord e rilasciano durante la notte il calore accumulato dalle rocce durante il giorno. Al mattino la brezza che scende dalla valle di Non asciuga i grappoli, mantenendoli sani e permettendone una migliore maturazione.

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“Guarda qui è rimasto un grappolo, assaggia!”. La buccia  di colore nero bluastro è spessa, quasi coriacea ma in bocca la polpa è dolce. Il nostro motto nel vigneto è: “fare meno per fare meglio”. Per le uve di Sangue di Drago l’attenzione è massima, vengono eliminati alcuni grappoli durante l’invaiatura e in vendemmia viene tolta dal grappolo la parte terminale, la punta, per eliminare gli acini meno maturi e meno pregiati.

 

 

 

Scendiamo in cantina e  ammetto di essere un po’ emozionata perché è la prima volta che assaggio un vino nuovo rosso in questa fase, direttamente dalla vasca in acciaio. A colpirmi immediatamente è lo splendido color violaceo che tinge in un attimo il bicchiere. Il profumo di frutta matura è intenso e piacevole e in bocca emerge alla grande, le premesse per un ottimo Teroldego ci sono tutte! Anche l’annata è molto favorevole, ora non ci resta che attendere lasciando che il tempo faccia il suo corso: dopo la macerazione sulle bucce accompagnata da frequenti e metodiche follature soffici, avviene la fermentazione a temperatura controllata in tini d’acciaio, quindi un affinamento in botti di rovere francese per un minimo di 18 mesi e un riposo in bottiglia prima di essere immesso sul mercato a settembre.
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E’ il momento di scendere in barricaia ma prima Elisabetta ci tiene a mostrarmi una foto storica in cui ci sono il bisnonno Luigi, il nonno Marco e il padre precoce sul trattore, ancora in fasce! Scatto una foto insieme a lei, che rappresenta il futuro dell’azienda!

Scendendo nei sotterranei costruiti a fine Ottocento, la temperatura si abbassa e rimane sempre costante in modo naturale permettendo ai vini nelle botti di rovere francese di fare un lungo periodo di affinamento. Nell’angolo, in fondo alla barricaia, attira la mia attenzione una grande botte scura chiusa con una cancellata. Elisabetta accende la luce e appaiono le vecchie e pregiate bottiglie  fra cui quelle del 1863, emozionante!

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Nella sala degustazioni sono esposte tutte le bottiglie dei vari vini prodotti: dai bianchi ai rosati, dai rossi alla selezione di grappe che vengono fatte distillare dalla22-22-olio-extravergine-prezioso ditta Bertagnolli, infine un pregiato Olio Extravergine prodotto in quantità limitata con cultivar Pendolino e Frantoio provenienti da ulivi posti a nord del lago di Garda nei pressi di Castel Toblino. Mamma Emanuela ha scelto il nome “Prezioso” e lo è anche di fatto, per la sua delicatezza ed eleganza.

 

 

 

Ecco i vini degustati:

Nosiola: anno 2015 uve Nosiola al 100% provenienti dai vigneti posti a 450 metri s.l.m. sulle soleggiate colline della Valle dei Laghi (Calavino). Giallo paglierino molto fruttato non note di frutta gialla matura e nocciola, in bocca troviamo una bella mineralità e freschezza.

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Kerner: anno 2015 uve Kerner al 100% provenienti da viti giovani di circa 7/8 anni poste sulle soleggiate e ventilate colline di Terlago (Valle dei Laghi). Giallo chiaro con riflessi verdognoli al naso è aromatico con sentori di frutta gialla, in bocca grande freschezza ed eleganti note minerali.

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Pinot grigio ramato: anno 2015 Pinot grigio 100% da uve provenienti dai vigneti di Marco di Rovereto in Vallagarina. Color cipolla con sfumature ramate derivante dalla permanenza sulle bucce per una settimana circa. In questo modo aumentano i tannini e la parte della polpa è maggiormente presente. Fruttato al naso, ha una bella freschezza e una leggera nota sapida.

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Gewürztraminer: anno 2015 Traminer 100% da uve coltivate sulla media collina, tra i 300 e i 450 metri di altitudine a Pomarolo, Terlago e Castel Madruzzo. Affondo il naso nel calice e ne rimango estasiata! Colore giallo paglierino con riflessi dorati, al naso aromi di frutta tropicale che ritroviamo in bocca con un’aromaticità e una punta alcolica di grande eleganza nonostante i 14°.

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Marzemino: anno 2015 Marzemino 100% da uve provenienti da Marco di Rovereto in Vallagarina nella zona tipica di produzione del Marzemino trentino doc. Colore rosso rubino, al naso si elevano sentori di frutta rossa e in particolare di fragoline di bosco. Gusto secco e leggermente sapido di facile bevibilità.

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Cabernet Sauvignon: anno 2013 Cabernet Sauvignon 100% da vigneti di oltre vent’anni coltivati sulle soleggiate colline della Tenuta Regole di Mattarello. L’etichetta è dedicata allo storico palazzo del 1400 acquistato dal bisnonno Luigi Donati. Colore rosso rubino intenso, ha note di frutta di bosco, leggermente erbaceo ma di grande finezza ed eleganza con tannini morbidi quasi setosi, grazie all’affinamento in barrique per alcuni mesi.

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Sangue di Drago: anno 2014 Teroldego 100% proveniente dai vigneti storici di Maso Donati nella fertile piana Rotaliana, terra vocata ed ottimale per questo vitigno autoctono. Circa 6000 bottiglie l’anno, una produzione limitata per garantirne l’alta qualità, pluripremiato in prestigiosi concorsi è perfetto per durare nel tempo. Il colore è quasi impenetrabile e i profumi sono avvolgenti: ora prevale la frutta di bosco matura, ora il cioccolato e improvvisamente note balsamiche e note speziate di grande eleganza. Muovo il calice ed emergono la prugna e la mora mentre in bocca la morbidezza dei tannini avvolge il palato lasciando emergere delicati sentori di legno, mai esagerati che lasciano esprimere le uve Teroldego in tutta la loro massima schiettezza e naturalezza.

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Questo vino ti conquista al primo sorso e in esso si sente tutta la storia e la passione di una grande famiglia che negli anni ha saputo portare avanti una filosofia volta al rispetto per il territorio e verso ogni singolo vitigno, lasciandolo libero di raccontare di sé in modo naturale con la propria tipicità, e una grande finezza ed eleganza.

Ad Elisabetta spetta un compito importante, ma ha spalle grandi e una passione innata che ha saputo trasmettermi durante tutto il tempo che abbiamo trascorso insieme, tra storie passate, leggende di draghi e sorseggiando calici di vino bianco e  rosso. Non  posso che augurarle di cuore un futuro ricco di soddisfazioni!

Info:

Azienda Agricola
Donati Marco

Via Cesare Battisti, 41
38016 Mezzocorona (TN)

Tel. +39 0461 604141
Fax. +39 0461 609308
www.cantinadonatimarco.it