di Sara Bon
Refosco, Terrano, Pignolo, Tazzelenghe, Schiopettino, Modra Frankinja e tanti altri vini rossi autoctoni sono stati i protagonisti dell’edizione 2019 di “Teranum”. La manifestazione organizzata dall’Associazione Viticoltori del Carso, si è svolta domenica 17 marzo nella splendida cornice del Savoia Excelsior Palace a Trieste. Con oltre 60 aziende partecipanti e più di 100 vini nei banchi d’assaggio, la novità di quest’anno è stata la presenza di diverse zone vitivinicole della regione dell’Alpe Adria. Oltre ai produttori locali la manifestazione ha infatti ospitato anche vignaioli da Slovenia e Austria.

Questo l’elenco completo dei vignaioli presenti:
Per il Friuli Venezia Giulia
Zidarich, Grgic, Kocjancic, Milic Zagrski, Zahar, Škerk, Škerlj, Merlak, Lenardon, Ostrouska, Bajta, Bole, Kovac, Lupinc, Sancin, Urizio, Milic Damijan, Cacovich, Budin, Stanko Milic, Gabì wines, Castelvecchio, Podere Marcello, Vigna Lenuzza, Vie D’Alt, Pizzulin, Vigna Petrussa, Ronc Soreli, Antico Broilo, Vini Casella, Ronco Severo e Refosco di Faedis
Per la Slovenia
Vinska klet ŠTOK, Vina Kobal, Štemberger wines, Vinarstvo Rebula, Vinska Klet Lisjak, Vinska klet Gulic, Vinarstvo Gec, Kmetija Pri Kamnarjevih, Vinska Klet Tavcar – Pri Starcih, Vinarstvo Širca Kodric, Vinakras, Vinarstvo Callin, Vina Vrabec, Cotova Klet, CV – Colja Vina, Vina Štoka, Turisticna Kmetija Škerlj, Vinarstvo Petelin – Rogelja, Vinska Klet Orel, Vina Cotar, Tavcar Emil in Ken, Rencel wines, Klabjan vina izpod stene, Rojac wine, Vinska klet Marof, Štemberger vinogradništvo, Vinska klet Šuklje, Vinska klet Frelih, Vina Prus, Matej Švara
ed infine per l’Austria
Hillinger rappresentato dall’Enoteca Adriatica.

Zidarich, Skerlj, Saccoccio, Kocjancic

L’evento ha avuto inizio con una meravigliosa degustazione riservata agli operatori del settore guidata da Gae Saccoccio (esperto di vino e gestore della Rimessa Roscioli a Roma) dal titolo “Mille sfumature di rosso, l’annata 2016 nelle varie zone di produzione del Refosco”. Va infatti chiarito che il Refosco è il vitigno dal quale deriva il vino Terrano, la cui produzione è consentita soltanto in alcune zone della provincia di Trieste, Gorizia ed in alcune parti della Slovenia. Da qui il nome della manifestazione “Teranum”.  

Mai persona migliore poteva essere scelta per la conduzione di questo viaggio itinerante, otto assaggi in cui il filosofo ci ha illuminato su quanto si riflette il vitigno nei diversi terroir.

Siamo partiti assaggiando in primis il Refosco 2016 di Vie D’alt, azienda nei Colli Orientali del Friuli e nello specifico a Prepotto. Presenta un tannino verde smussato leggermente dall’affinamento in legno, sentori di spezie e salamoia.
Ci siamo poi spostati nel territorio di Faedis con il Refosco Riserva 2016 di Ronc dai Luchis, un vino molto più tannico rispetto al precedente.
Con il terzo vino abbiamo sconfinato nella vicina Slovenia: la cooperativa Vinakras ci ha fatto assaggiare il Teran Prestige 2016, ricco di note vanigliate e tostate.
Poi la volta del Carso, una prova di botte di Refosco 2016 dell’azienda Klabjan, un vino ricco di frutto ma che è risultato super equilibrato grazie all’acidità tipica del vitigno, una bella spina dorsale. Abbiamo proseguito poi con un suo “vicino”, l’azienda Grgic, che ha presentato un Refosco 2016 che sa di mare, iodato, senza macerazione ed affinato in barriques e tonneaux usate che non privano assolutamente il vitigno della sua essenza.
A seguire un’altra prova di botte, la Riserva Refosco di Rado Kocjancic, vendemmia tardiva, 20 giorni di macerazione, anche questo vino molto iodato.
Ed è poi nel gran finale che arrivano gli ultimi due spettacolari assaggi:
“Il Terrano salmastro, acido e succoso come scriveva Bobi Bazlen con nostalgia da esule, nelle sue lettere agli amici in memoria delle osterie di Trieste scomparse nel nulla”. Sto parlando del Terrano 2016 di Skerlj e del Terrano 2016 di Benjamin Zidarich. Entrambi con la piacevole nota acida e caratteristica del vero Terrano, ematici, sanguigni, balsamici con note di eucalipto. Diversi perché la firma del produttore è sempre unica a suo modo, ma è stato un piacere constatare da due aziende situate a pochi chilometri di distanza, come con il rispetto della natura riesca a far emergere in entrambi le caratteristiche tipiche del vitigno.
Una degustazione davvero itinerante.

 

Nel pomeriggio è poi seguita l’apertura ufficiale della manifestazione, oltre ai banchetti di degustazione dei vari produttori, mentre l’Associazione Viticoltori del Carso ha affiancato gli chef che aderiscono all’iniziativa Sapori del Carso. Ci hanno presentato e preparato le loro sfiziose specialità enogastronomiche tipiche della zona.

Ed ecco ora alcuni degli assaggi preferiti in questa edizione di Teranum 2019, con tre produttori tutti molto attenti e rispettosi del terror, in vigna ed in cantina:  

Antico Broilo – Refosco Riserva 2016
“Solo pochi grappoli per pianta è la nostra regola che garantisce l’ottima qualità dei nostri vini”, e devo ammettere che si sente. Riserva che esce soltanto in caso di annate particolarmente speciali, questo Refosco ha davvero un bel carattere. Nella zona di Prepotto, quest’azienda rispetta la natura, con una gestione del verde eseguita soltanto a mano e senza sostanze chimiche. Il vino sprigiona spezie, frutti di bosco e prugna; in bocca rispecchia i sentori olfattivi ed ha un tannino piacevolmente audace.

 

Emil Tavcar – Refosco 2015
Produce il vero vino “fatto come una volta”. Vini tesi e potenti, che derivano da 7000 piante vecchie in due ettari di Carso Sloveno. Ha portato sia il Terrano 2015 sia il Terrano 2016. Il mio preferito è stata l’annata più vecchia, che risulta minerale e salato ma di grande beva nonostante l’imponente struttura. Il vero Teran con l’acidità scalpitante.

Ronco Severo – Schioppettino 2016 
Lo Schioppettino di Prepotto di Stefano Novello è un vino che ha abbandonato i prodotti chimici e l’intervento in vigna ed in cantina è ridotto al minimo. Vengono usate solo lunghe macerazioni per estrarre sostanze che gli danno un colore molto intenso, longevità ed una leggera velatura in quanto non è filtrato e non subisce chiarifiche come tutti i vini di Stefano. Nel calice è di un rosso rubino intenso con riflessi violacei, e sprigiona spezie e note di frutti rossi. Tannino leggero e piacevolissimo.