di Patrizia Pittia
mosole-01 Una gita da temerari questa prima visita del
2014 in cantina con gli amici appassionati  enoici.  Premesse nefaste (acquazzoni da giorni in Friuli Venezia Giulia, terrorismo dai media) ma ormai l’impegno è preso. Nonostante qualche defezione dell’ultimo minuto, siamo tutti pronti  in questa domenica di febbraio per andare in un’azienda della provincia di Venezia, ai confini con il Friuli Venezia Giulia: è Tenuta Mosole, a San Stino di Livenza. Appuntamento al casello di Palmanova con Gianni Menotti, il nostro amato enologo, da diversi anni consulente di questa interessante realtà vinicola. 

Arriviamo puntuali a destinazione. Una grande casa colonica di color arancio antico ci accoglie e Lucio Mosole, il proprietario, ci viene incontro, con un sorriso gioviale e modi eleganti.  Lucio ci racconta che la casa è la sede e abitazione, accanto la cantina e tutto attorno le vigne  di proprietà. Un investimento fatto dal padre Sergio nel 1986, che voleva diversificare le sue attività. All’epoca, Lucio, molto giovane e un po’ spaventato, decide di impegnarsi in questa impresa per lui nuova: lo fa coadiuvato da un enologo e un agronomo, finendo poi per appassionarsi a questo lavoro, diventato oggi la sua attività. Lucio segue tutta la filiera di produzione, dalla vigna alla commercializzazione. Gli ettari vitati sono una trentina, tutti ad allevamento Guyot , 5500-6500 piante per ettaro circa. Le caratteristiche del terreno  sono frutto di alluvioni, da sedimenti con particelle di argilla che formano in profondità  depositi di carbonati, preziosi per dare tipicità e intensità di profumi ai vini. Il lavoro nelle  vigne si basa su concimazioni naturali e trattamenti a basso impatto ambientale in un equilibrato ecosistema.

Ora entriamo  nella grande cantina dove ci sono diverse cisterne sia in acciaio che in cemento: dopo la vinificazione in acciaio i vini bianchi si affinano nel cemento. Scendiamo  nella cantina interrata costruita nel 2003 dove si trovano le barriques di legno francese: qui maturano le selezioni dei vini rossi e alcuni bianchi.
Gianni Menotti ci spiega che l’obiettivo principale (in sinergia con Lucio Mosole) è la ricerca di vini che siano lo specchio fedele della terra da cui nascono. Ora torniamo su per assaggiarli e scoprire se Gianni e Lucio sono riusciti nel loro intento.
Partiamo con un vino “legato al territorio”, così spiega Lucio: Eleo Lison Docg 2012, dedicato ai figli (è l’acronimo dei loro nomi, Eleonora e Leonardo), ex Tocai in purezza, qui si chiama Tai, e la Docg Lison-Pramaggiore è interregionale fra Veneto e Friuli Venezia Giulia. Il vino origina da cloni storici e da una selezione rigorosa delle uve raccolte a completa maturazione. La resa è di 50 quintali per ettaro. Vinificazione in bianco: il vino rimane sui propri lieviti diversi mesi. Nel calice giallo paglierino vivace, note floreali, al primo sorso una nota di freschezza, bella sapidità, struttura avvolgente, equilibrato e lunga persistenza. E’ un Lison di alto livello.
Assaggiamo ora un altro Eleo 2009, annata molto calda: giallo quasi dorato, al naso frutta matura e una nota accentuata di mandorla; in bocca caldo e sapido, veramente una bella evoluzione.

E’ il momento di una sorpresa: in anteprima solamente per noi, un bianco importante, un uvaggio da uve Chardonnay, Tocai e Sauvignon, dove solamente lo Chardonnay si affina in barriques francesi. Che onore essere i primi a questa degustazione! Gianni mi sorprende sempre. Il vino naturalmente non è limpido. Un giallo dorato, al naso superlativo, profumi intensi di frutta matura: c’è un non so che di esotico che mi trasporta su un’isola del Mar dei Caraibi con la persona amata. Un vino elegante e importante, una lunga evoluzione lo porterà ad essere degustato nel tempo anche solo da meditazione!
La degustazione continua con un rosso Cabernet Hora Sexta 2011. Belle le etichette con numeri romani per queste selezioni della Tenuta. Per i Romani il giorno iniziava al levare del sole, l’intervallo di tempo compreso tra l’alba e il tramonto veniva diviso in 12 ore. (L’hora prima era la prima ora dell’alba, l’hora duodecima era l’ultima ora di luce al tramonto, mentre il punto mediano identificava l’hora sexta, cioé mezzogiorno).
Questo rosso è formato da un 20% di Cabernet Franc e l’80% di Carmenere. Si fa la selezione delle uve e dopo la vinificazione maturato 12 mesi in barriques di rovere francese. Rosso rubino, al naso note speziate e leggermente erbacee; al primo sorso sento la marasca, note balsamiche e china,  cioccolato fondente. Un bel rosso di struttura e persistente.
Altro rosso è il Merlot Ad Nonam 2009, il vecchio amore di Gianni. Il nome dato al vino vuol dire Pietra  Miliare, e deriva dalla città di Annone Veneto. Ha maturato 24 mesi in barriques di rovere francese. A vista un raggiante rosso rubino, al naso note di frutta rossa,  in bocca note balsamiche, eucalipto, after eight: E’ setoso con tannini presenti ma morbidi, equilibrato ed elegante.

Per finire, una chicca: dopo anni di studio e prove varie, Lucio e Gianni hanno partorito un vino passito che non vedo l’ora di degustare: Ad Nonam Passito 2010. Le uve che lo compongono sono il Verduzzo Friulano, piccola percentuale di Sauvignon e in via sperimentale altre uve territoriali. I grappoli di queste uve vengono raccolti perfettamente sani, messi in cassettine sotto la tettoia dell’azienda  rivolta a Sud Ovest, da settembre a dicembre, per favorire un appassimento naturale. La pigiatura dei chicchi avviene prima di Natale, alla vecchia maniera, con il torchio: si ottiene così un mosto denso. Quindi la fermentazione lentissima per diversi mesi in barriques di rovere francese, un 30% fermenta in acciaio. Infine  fine un lungo affinamento in bottiglia. Nel calice il vino è color oro mielato. Al naso sentori di albicocca disidratata, miele di castagno intenso. In bocca è morbido, fresco e non stucchevole, con il giusto equilibrio fra le note mielate e una leggera Botrytis. Per il mio gusto, solo da meditazione.

E’ stato così che una giornata da lupi si è trasformata  in una stupenda escursione enoica. E’ il momento dei saluti. Il tempo è volato via, in fretta. La simpatia e la professionalità di Lucio e Gianni ci hanno trasportato in un mondo da favola. Mi rendo conto sempre di più che abbiamo delle realtà enologiche di altissima qualità nel nostro Bel Paese. Un ringraziamento agli amici enoici che hanno avuto il coraggio di seguirmi e supportarmi. A Lucio complimenti per questa bella realtà e che dire di Gianni? Lui è l’enologo del cuore.

Tenuta Mosole – Via  Annone Veneto, 60 loc.Corbolone – 30029 – San Stino di Livenza (VE)

Tel. 0421 310404; fax 0421 311683 mail: mosole@mosole.com

Ettari vitati 30. Vitigni:  Chardonnay, Pinot Grigio, Sauvignon, Friulano, Ribolla Gialla, Verduzzo, Merlot, Cabernet Franc, Carmenere, Refosco  

http://www.mosole.com/



Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

A proposito dell'autore

Patrizia Pittia

Sono fiera di essere una friulana DOC. Nata a Udine un bel po' di anni fa, ma con lo spirito e la mente come quelli di una ragazzina. I miei genitori - gente semplice e di grandi valori - mi hanno insegnato a muovermi con serietà e rispetto verso gli altri. La mia voglia di indipendenza e il non voler pesare sulla famiglia (ho tre fratelli) mi hanno portato a lavorare molto presto : sono contabile aziendale per un'azienda di prodotti petroliferi. Fin da ragazzina avevo il pallino per la cucina: mi divertivo (e mi diverto) a preparare risotti e molto altro. Così, una decina di anni fa, mi sono iscritta all'Associazione Italiana Sommelier perché mi incuriosiva l'abbinamento cibo-vino. E pensare che a quei tempi ero quasi astemia! Dopo il diploma di sommelier mi si è aperto un "universo" che non avrei mai immaginato e il mondo del vino ha preso il mio cuore (e anche il mio tempo). Organizzo spesso visite nelle cantine della mia regione e nella vicina Slovenia. Su invito di Umberto Gambino, collaboro con Wining, una sfida a cui mi sono sottoposta molto volentieri. Così ora le mie visite in cantina e le degustazioni le condivido con i lettori del nostro sito. I miei gusti? Adoro le bollicine metodo classico , i vini aromatici e i passiti. Sono diventata anche una patita del mondo dei Social. Credo che la comunicazione digitale sia fondamentale, in particolare per i vignaioli che vogliano davvero promuovere i loro prodotti, la loro azienda nel territorio. Oggi il marketing online e il turismo enogastronomico sono veicoli di comunicazione fondamentali. E Wining aiuta tantissimo in questo. Dal luglio 2015 sono giornalista pubblicista.

Post correlati