di Umberto Gambino
Scrivi “Taste of Roma” e ti ritrovi nel bel mezzo di una piacevole baraonda di visitatori, chef, piatti gourmet, vini e birre di livello, cibi selezionati, sapori, colori, ma soprattutto “voglia di vivere”. La netta sensazione è che sia questa la manifestazione-evento che ci voleva, qui, nella capitale: costruita apposta per la tipologia di carattere dei romani, con quel pizzico di sana allegria e un “quanto basta” di leggerezza per apprezzare il meglio del meglio della gastronomia, innaffiato con qualche bel calice, non necessariamente di vino.

In quattro giorni (17-20 settembre), sul finire della bollente estate romana, il pubblico ha potuto godere degli assaggi (porzioni ridotte ma significative e didattiche) dei piatti di punta di 12 grandi chef, molti dei quali stellati. Il tutto a prezzi modici. Se ci riflettete, si tratta di creazioni culinarie che altrimenti non sarebbe stato possibile gustare, se non nei rispettivi ristoranti, a prezzi decisamente fuori dalla “portata” del grande pubblico. L’idea cardine dell’evento è proprio questa: avvicinare la gente alla vera cucina gourmet a prezzi modici. Altro che la solita sagra paesana! Tutto il contrario, invece, grazie anche alla scelta di una location di livello come i giardini esterni dell’Auditorium Parco della Musica.

Cosa mi dite? Obiettivo centrato? Direi proprio di sì. L’evento ha riscosso grande successo e i numeri (oltre che la qualità soprattutto dell’aspetto food) sono tutti positivi: 23mila visitatori gourmand per 12 chef stellati, 500 kg di pasta, 630 kg di cioccolato, 150 kg di gambero rosso di Mazara del Vallo, 3.250 bottiglie stappate presso i Wine Bar Trimani (esclusivisti degli stand enoteca), oltre 70 chef ospiti, 150 tra i più innovativi elettrodomestici Electrolux funzionanti, 648 partecipanti ai corsi di Electrolux Chefs’ Secrets e 590 persone che hanno provato l’esperienza del Blind Taste con Leffe. Sono le cifre ufficiali snocciolate dall’ufficio stampa preciso e solerte, curato dal bravo Ezio Zigliani, calato con il suo staff dalla capitale morale d’Italia per curare la comunicazione dell’evento.

Andiamo per ordine. Ho scelto un venerdì sera per visitare Taste of Roma, nel tentativo di evitare la prevedibile folla del fine settimana. Idea sbagliata! La gggente (siamo a Roma e ci adeguiamo) si è precipitata a frotte anche di venerdì sera. Dalle 21 in poi era quasi impossibile muoversi per i viali fra gli stand, causa code di visitatori in attesa dei piatti gourmet. Qui a Taste la valuta circolante era il sesterzio (of course), moneta degli antichi romani: al cambio (con card ricaricabile più volte a diverse casse sparse per i viali), un sesterzio equivale un euro. Domanda prevedibile. quanto si pagava una pietanza degli chef? Dai 5 ai 7 sesterzi, fatta eccezione per i 10 sesterzi del Piatto “World of taste”, quello cioè in cui è stato inserito un ingrediente “fuoriclasse” o esotico, non comune o non facilmente reperibile alle nostre latitudini. Leggi per esempio il dolce greco Tzatkiki, i giapponesi Blend Uma-Mia e Katsuobush, il peruviano Pisco-sour ed altro ancora che, purtroppo, non ho avuto la fortuna di assaggiare.

Qual è stata la mia esperienza a Taste of Roma? In realtà ho girato e “provato” molto meno di quanto avrei voluto anche per mancanza reale di tempo: perciò ho seguito il mio istinto puntando sulla capacità attrattiva e sulla simpatia di alcuni espositori. Non che gli altri siano stati antipatici, tutt’altro! Il prossimo anno prometto solennemente che allargherò il giro. Questa edizione la considero un antipasto!

Cosa ho bevuto?. Un frizzante Prosecco Docg Cartizze dell’azienda La Tordera. Un fine e persistente Franciacorta Docg Gatti Saten 2011. Un davvero estremo e particolare Breg 2007, del profeta della vinificazione in anfora Josko Gravner. E infine, per chiudere la serata e cambiare decisamente, ho assaggiato un’ottima birra Leffe Blonde, fresca, spumeggiante e dissetante con abbinamento di piccoli crostini.

24-20150918_210822Cosa ho mangiato? Salumi e formaggi del Prosciuttificio Bedogni di Langhirano (Parma), così gustosi che uno chiamava subito l’assaggio dell’altro e non si finiva più! Poi, ho deciso di assistere allo show cooking “istituzionale“ di Electrolux, il cui chef Giancarlo Sabattini ha preparato in diretta (per la gioia delle massaie e degli aspiranti cuochi) una teglia di deliziosi biscotti alla crema di cocco e una gustosa pizza capricciosa: cucinata nel forno elettrico, ma dal gusto croccante e non banale, solo un po’ insipida. Lo chef ha decantato le virtù e la versatilità delle nuove cucine. E’ stato così bravo, Giancarlo, che ti veniva subito voglia di acquistarla, la cucina: quantomeno di informarsi sul prezzo. Dubbio amletico: forse l’elettrodomestico ultra hi-tech riesce davvero a  trasformare chiunque in uno chef provetto? Forse, in un futuro vicino sarà davvero così. E allora? Addio Masterchef, Prove del cuoco e Show Cooking assortiti.

Ma i super chef gourmet – signore e signori – sono stati i Magnifici Dodici (quelli che vedete nella foto del titolo). Molti di loro li ho visti indaffarati tra i fornelli a vista, in diretta, servire personalmente i tanti commensali curiosi e (anche) affamati. Oppure, intenti a spadellare o a dare indicazioni alle rispettive brigate, queste ultime composte da giovani e giovanissimi, in divisa impeccabile, ma inesorabilmente tutti sudati per il caldo raddoppiato dai fornelli in azione. Fra le proposte gourmand, tutte originali e creative, mi ha ispirato il menu di Andrea Fusco, chef del ristorante Giuda Ballerino. Ho assaggiato una delicata capasanta in tempura al nero di seppia con latte di cocco e guanciale (prezzo: 6 sesterzi) e un più tradizionale, ma dal gusto deciso e ben equilibrato, spaghetto cacio e pepe con polvere di cozze e menta (7 sesterzi). A questi piatti ho accompagnato il Franciacorta Saten Gatti 2011. E mi sembra che sia andata bene! Per la curiosità dei lettori, ecco l’elenco dei dodici chef che hanno messo a disposizione la loro creatività per i visitatori di Taste of Roma. Che – ne sono certo – hanno gradito parecchio! Appuntamento al prossimo anno.

Angelo Troiani (Acquolina Hostaria in Roma),

Riccardo di Giacinto (All’Oro),

Alba Esteve Ruiz del Marzapane,

Andrea Fusco del Giuda Ballerino,

Cristina Bowerman del Glass Hostaria,

Daniele Usai de Il Tino,

Francesco Apreda dell’Imàgo all’Hassler,

Heinz Beck de La Pergola – Hotel Rome Cavalieri,

Roy Caceres del Metamorfosi,

Stefano Marzetti del Mirabelle Hotel Splendide Royal,

Giulio Terrinoni del ristorante Per Me,

Marco Martini della Stazione di Posta.

www.tasteofroma.it