(U.G.) La settima edizione dell’evento food cult di fine estate, nella capitale, è stato incentrato quest’anno sulle diverse declinazioni dell’arte. Taste of Roma è il format vincente ideato da Mauro Dorigo, patron di BE.IT Events, che ha voluto puntare forte sul binomio cucina e cultura. E ha visto giusto ancora una volta, riscuotendo un grande successo di pubblico, grazie anche a una location collaudata, di sicuro spessore culturale: i Giardini Pensili dell’Auditorium Parco della Musica. A suggellare il binomio arte-cucina, il quarto piatto del menù di ogni ristorante: il #piattodautore, cioè l’ideale rappresentazione della loro evoluzione culinaria.

Stefano Marzetti

Heinz Beck

Taste of Roma è l’unico evento dove poter assaggiare, in così poco spazio, la cucina gourmet dei grandi chef della Capitale. In scena oltre 20 fuoriclasse della cucina italiana e 72 piatti realizzati live dalle 18 cucine dell’evento. I visitatori hanno potuto scegliere tra le diverse creazioni (4 diverse portate per ogni ristorante, oltre ai maestri pizzaioli), componendo il proprio menu, sul posto o già online.   Certo, parliamo sempre di versioni “demo” dei grandi piatti gourmet, ma vi assicuriamo che, anche così, creatività, piacevolezza e gusto sono pienamente garantiti. E poi, dove lo trovate un altro luogo – non solo a Roma – in cui degustare piatti stellati a prezzi compresi tra i 6 e i 10 sesterzi? Un sesterzio equivale a un euro, ovviamente.

Non potendo assaggiarli tutti, ecco i piatti da noi prescelti nella serata di venerdì 20 settembre.

Tutti piatti di qualità assoluta.

Partiamo dai primi. Mi hanno ricordato il mare tout court, per i suoi profumi intensi, le linguine di farro, ricci di mare, bufala affumicata e pesto di pistacchio di Bronte, cucinate in perfetto equilibrio di consistenza, gusto e avvolgenza, dallo chef Stefano Marzetti del Mirabelle Hotel Splendide Royal. Un piatto molto meridionale, dai sapori decisi.

 

 

 

 

 

 

 

Che dire poi dell’aromaticità spinta, ma calibrata, del Super spaghettone Verrigni, totanetti, nduja, pecorino e finocchietto, del maestro Giulio Terrinoni, del Ristorante “Per Me”? Ricco, verace, pungente grazie alla sua componente speziata.

 

 

 

 

 

 

 

 

Un bel secondo, semplice ma originale, fortemente legato alla tipicità della cucina romana, è la Coda di bue croccante con salsa al Baccarossa e sedano di Oliver Glowig, chef del Ristorante Barrique, a Monte Porzio Catone, locale della cantina Poggio Le Volpi.

 

 

 

 

 

 

 

 

Prima di passare ai dessert, non poteva mancare un intermezzo a base di pizza:e che pizza!

Nello stand dei “Maestri in Cucina Ferrarelle” si alternava ogni giorno una coppia costituita da uno chef e da un maestro pizzaiolo, con il contributo prezioso degli allievi degli istituti alberghieri di Roma. Il venerdì sera è stata la vota dello chef Paolo Trippini e del maestro pizzaiolo partenopeo Salvatore Grasso. La scelta è caduta (felicemente) su Mica Pizza&Fichi e cioè una pizza fior di latte a latte crudo, fichi, pomodori neri, creme fraiche e zest di lime. Una piacevole rivisitazione, soffice, consistente, molto saporita della pizza “stile napoletana” che abbiamo molto apprezzato. Un’autentica delizia del palato. Tanto che avremmo voluto fare volentieri il bis.

 

 

 

Due i dessert scelti. Il primo è opera della squadra di Heinz Beck, tre stelle Michelin del ristorante La Pergola Hotel Rome Cavalieri . Nome del piatto: crema di ricotta al marzapane, soffice al pistacchio e sorbetto all’arancia candita. Delicato, croccante, moderatamente zuccherino, con la ricotta a farla da padrona e un gusto che vagamente richiama quello del tipico cannolo siciliano. Touché!

 

 

 

 

 

Infine, la parte più commovente di Taste of Roma. L’ho trovata nello stand di Acquolina, il locale dello chef Angelo Troiani

Qui un semplice e geniale Birra e noccioline, è un dessert volutamente minimal che valorizza pienamente i due ingredienti base: creazione ideata (come tutte quelle di Acquolina a Taste of Roma), da Alessandro Narducci, la giovane promessa della cucina gourmet romana, scomparsa recentemente in un incidente stradale. E sulla parete, di fronte, eloquente, la sua gigantografia ci ricorda chi era Alessandro.

Alessandro Narducci

Ecco la lista dei Ristoranti che hanno partecipato a Taste of Roma 2018

  • Achilli Enoteca Al Parlamento _ Chef Massimo Viglietti
  • Acquolina _ Chef Angelo Troiani
  • All’Oro _ Chef Riccardo Di Giacinto
  • Barrique _ Chef Oliver Glowig
  • Bistrot 64 _ Chef Kotaro Noda
  • Finger’s _ Chef Roberto Okabe
  • Glass Hostaria _ Chef Cristina Bowerman
  • Il Convivio Troiani _ Chef Daniele Lippi
  • Imàgo all’Hassler _ Chef Francesco Apreda
  • La Pergola – Hotel Rome Cavalieri _ Chef Heinz Beck
  • La Terrazza Hotel Eden _ Chef Fabio Ciervo
  • Maestri in Cucina Ferrarelle

Chef: Paolo Trippini, Andrea Provenzani e Adriano Baldassarre 

Maestri Pizzaioli: Salvatore Grasso, Massimo Giovannini e Pier Daniele Seu

  • Magnolia _ Chef Franco Madama
  • Metamorfosi _ Chef Roy Caceres
  • Mirabelle Hotel Splendide Royal _ Chef Stefano Marzetti
  • Per Me _ Chef Giulio Terrinoni
  • Ristorante Il Tino _ Chef Daniele Usai
  • Tordomatto _ Chef Adriano Baldassarre 

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A proposito dell'autore

Umberto Gambino

Lo scrivo subito, tanto per non generare equivoci: non mi piace improvvisare. Sono sempre uno che dà il massimo in tutti i campi. Prima di tutto adoro il mio lavoro di giornalista: si può dire che sia nato con questa idea fissa. Non ho mai voluto fare altro nella vita. Però di cose ne seguo parecchie contemporaneamente: potrei definirmi un esempio anomalo di uomo "multitasking". Dopo una trentina d'anni da cronista sul campo, sono attualmente caposervizio del Tg2 Rai. Sul versante enologico, sono sommelier Master Class dell'Ais e coordinatore della guida Vinibuoni d'Italia Touring. Si può ben dire che il mondo del vino è il mio ambiente naturale, e non poteva essere altrimenti, in quanto figlio e nipote di viticoltori siciliani. E' anche in loro onore, per ricordare sempre le mie radici, la mia terra natìa, gli odori e i sapori di quando ero bambino, che mi sono inventato - con l'amico webmaster, Maurizio Gabriele - il massimo della "digital creativity": una formula inedita per un web magazine di reportage in stile blog sull'enogastronomia: www.wining.it che state leggendo. In più sono anche un ottimo fotografo. Può bastare?

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