Anche quest’anno Taste of Roma è stata un successo: in quattro giorni l’affluenza ha toccato un totale di 28 mila visitatori, un’affluenza da record per la quinta edizione dell’evento organizzato da Brand Events Italy, nei giardini pensili dell’Auditorium Parco della Musica. Roma e i romani si sono dimostrati ancora una volta molto affezionati e attirati da questo particolare evento di fine estate: un appuntamento ormai fisso con gli chef stellati, tanto che l’edizione 2016 ha decretato il primo sold out della storia dei Taste Festivals Italiani e – secondo quanto comunicato dagli organizzatori – circa un migliaio di persone nella serata di sabato non sono riuscite a varcare i cancelli.

I ristoranti che hanno partecipato sono stati 15: Adriano Baldassarre (Tordomatto), Alba Esteve Ruiz (Marzapane Roma), Alessandro Narducci (Acquolina), Andrea Fusco (Giuda Ballerino), Angelo Troiani (Il Convivio Troiani), Cristina Bowerman (Glass Hostaria), Daniele Usai (Il Tino), Davide Del Duca (Fernanda Osteria), Francesco Apreda (Imago all’Hassler), Giulio Terrinoni (Per me), Heinz Beck (La Pergola-Hotel Rome Cavalieri), Roy Caceres (Metamorfosi), Stefano Marzetti (Mirabelle Hotel Splendide Royal) e all’interno della Vip Lounge by Ford, lo chef Luigi Nastri (Stazione di Posta).
Non era umanamente possibile assaggiare tutte le creazioni degli chef. Un po’ (anzi molto) a naso e cercando dove la coda in attesa non era chilometrica, la scelta è caduta su questi piatti:14-20160917_200934

i tortelli di melanzana, succo di pomodoro e basilico di Adriano Baldassarre (Il Tordomatto);

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i fegatini di pollo alla cacciatora con spuma di patate novelle e trucioli di funghi porcini
, preparato da Stefano Marzelli (Mirabelle);

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i semplici ma efficaci fusilli, tonno e pomodoro di Daniele Usai (Il Tino).

La pasta all’amatriciana charity di Stefano Caffarri

E poi citiamo un piatto charity: un’amatriciana soft, preparata a modo suo dal bravo ed easaustivo Stefano Caffarri (Il Cucchiaio d’Argento), il cui ricavato – nell’ambito delle iniziative organizzate dalla Regione Lazio – è andato alle popolazioni colpite dal terremoto dell’Italia Centrale.

Un anno di progetti e di collaborazioni importanti si sono concretizzate in un evento unico a conferma del feeling che si è creato tra la Capitale e questa manifestazione che ogni anno è sempre più speciale”, ha commentato Mauro Dorigo, general manager di Brand Events Italy.

Frequentatissimi e sold out (già a pochi giorni dal loro inserimento online) tutti i corsi di cucina, i laboratori e gli appuntamenti svolti presso le diverse attività realizzate insieme agli sponsor.

Lo stand Etihad con chef di bordo e hostess

La nota positiva. E’ stato reso possibile per i numerosi visitatori la fruizione delle versioni ridotte di eccellenti piatti gourmet preparate dai migliori ristoranti a prezzi davvero contenuti (da 5 a 10 euro tramutati per l’occasione in sesterzi). In questo modo si avvicina davvero la cucina di alto livello alla portata di tutti. Non più un miraggio per pochi danarosi, insomma.

La nota negativa. Difficile muoversi fra gli stand: enorme confusione in generale. Le foto scattate rendono bene l’atmosfera. Soprattutto nel corso delle sessioni serali della kermesse si formavano lunghe code di visitatori per qualunque cosa: dal semplice acquisto dei sesterzi alla mescita dei vini nei wine point dell’Enoteca, dall’attesa per i piatti negli stand dei ristoranti alla prenotazione dei corsi di cucina. Basti pensare che le prenotazioni per accedere allo speciale autobus ristorante del tristellato Heinz Beck erano andate esaurite ancor prima dell’inizio di Taste of Roma.

Altro reportage su Taste of Roma da leggere qui

www.tasteofroma.it