di Umberto Gambino

cascina-12Cascina Garitina prende il nome da un’antenata prestigiosa: la nonna Margherita, chiamata in famiglia Margheritina e quindi come diminutivo all’astigiana “Garitina”. E’ proprio in onore dell’illustre ava che Gianluca Morino, ha chiamato la sua azienda vinicola Cascina Garitina. Siamo a Castel Boglione, uno dei centri pulsanti della Barbera d’Asti, ma anche della Doc Superiore Nizza di cui lo stesso Morino è presidente dell’associazione produttori per il terzo mandato consecutivo. Secondo disciplinare “il Nizza” – che è una “signora Barbera” – si può produrre in 18 comuni del comprensorio.

Il viticoltore digitale
Gianluca può essere definito – a ragione – il prototipo del moderno “viticoltore digitale”: ma non (come si potrebbe erroneamente pensare) nel senso che accudisce vigne e cantina standosene comodamente seduto davanti al suo bel Pc e affidando il grosso del lavoro nei campi ad altri. No! Siete completamente fuori strada: sappiate invece che il “Morinaccio” (come lo chiamano amabilmente gli amici) ama documentare e condividere tutte le sue attività di vignaiolo (e non), in maniera compulsiva, minuto per minuto, attraverso i social network (Twitter in primis) e il suo inseparabile Iphone, con il quale colleziona foto “a grappoli” (appunto!) di bottiglie, barbatelle, piatti, eventi ed enoteche frequentate. E’ questa una strategia di comunicazione attentamente ispirata e voluta da un’esperta di consulenza e P. R. del mondo del vino e dei new media qual è la giornalista torinese Monica Pisciella (@wineup su Twitter).  Detto questo: Gianluca Morino conosce uno per uno tutti i suoi vigneti (e quelli della Doc Nizza), li frequenta tutti i giorni e con le sue botti in cantina, se potesse, ci dormirebbe pure. Un vignaiolo lungimirante, al passo con i tempi e, forse, addirittura più avanti: lo definirei esattamente così, dopo averlo conosciuto nel mio recente mini tour del Monferrato. A partire da Nizza, delizioso paesino di diecimila anime.

Il Nizza, una Barbera pienamente identificabile
“La Barbera di Nizza Monferrato è un vino per tutti, non d’altri tempi” esordisce il viticoltore digitale. “Insieme ai colleghi produttori della Doc, intendiamo proporlo nel modo giusto ai consumatori di tutte le età, provando ad abbattere barriere ideologiche non più motivabili”.  Del Nizza si vuole fare una “super barbera”, perfettamente identificabile. Presto otterrà la Docg. Perciò il disciplinare è piuttosto rigido: una produzione di uva per ettaro inferiore a quella del Barolo, forma di allevamento a contro spalliera, numero di gemme per pianta non superiore 10, con degustazioni periodiche alla cieca in consorzio dei vini prodotti da tutti i soci (oltre 40) per garantire il rispetto della tipicità di questo vino.

Cascina Garitina e le chiavi dell’export
Cascina Garitina, l’azienda di Morino riesce ad esportare il 65% delle bottiglie prodotte all’estero: i paesi che acquistano più Barbera sono Danimarca, Olanda, Svizzera, Germania, Repubblica ceca e Slovacchia. Gran parte, se non tutto il merito del buon momento dell’export va all’agenzia d’intermediazione Enoteca Nederland guidata da Maarten Bonants, un personaggio chiave che dimostra gran fiuto per i vini italiani apprezzati all’estero. “Lui riesce a proiettare ogni singola etichetta sul mercato più appropriato” conferma Morino.

La degustazione
Non è monotematica la linea di produzione di Cascina Garitina. Non c’è solo Barbera, insomma. In degustazione, prima, la linea “Vera”, dal nome di una delle figlie di Gianluca, Veronica.

Prima il Dolcetto d’Asti 2011. Poi la Barbera 2011, da macerazione sulle bucce per tre mesi e vinificato in acciaio: un prodotto base, fresco, fruttato, lievemente speziato, gradevolissimo da bere. Merlot 2001 Doc Monferrato. Un vino immediato, da manuale, anzi scolastico, dal naso caratteristico, la bocca morbida, fresca e i tannini discretamente acerbi.

Le Barbera cru
Bricco Garitta Barbera d’Asti Docg 2010. Gianluca, orgoglioso, dice che è il vino preferito dai danesi. Lo avevo già assaggiato allo scorso Vinitaly: bel naso floreale, immediato; si dimostra un vino intenso, persistente, fresco. Dopo tre mesi, oggi, è giustamente più evoluto.
Villalta Barbera d’Asti Docg 2010. Interessante nei suoi profumi scuri, selvatici, animali e di sottobosco, al palato esibisce tutta la sua materia: è fresco, abbastanza morbido, vibrante, rugoso nei tannini. Evolve bene e si berrà ancora con soddisfazione fra due, tre anni.
Neuvsent 900, Barbera d’Asti Superiore Doc Nizza. Dopo la macerazione sulle bucce invecchia 24 mesi in barriques. Ancora evidente al naso la speziatura dolce dovuta proprio al legno, mista a sentori balsamici e di eucalipto. Gusto fresco, abbastanza morbido che pettina non poco il palato. Di buona persistenza.
Caranti Barbera d’Asti Superiore 2009 Docg. Questo non lo avevo assaggiato a Verona ed è una sorpresa positiva. Fresche note fruttate al naso, rotondo, morbido, piacione al punto giusto. Un annata calda che fa apprezzare bene la vendemmia più tardiva e i toni surmaturi. Uso del legno corretto e ben dosato.
Niades Brachetto d’Acqui Docg 2011. Un nettare che accarezza la bocca come una piuma e seduce il naso. Note eleganti di frutti di bosco e fragoline,  floreale di rosa, morbidezza, freschezza. Per la modica cifra di 6 euro e 30 centesimi e 140 grammi di residuo zuccherino vi portate a casa un “signor vino da dessert”. Da bere e bere ancora. All’estero, però lo preferiscono come aperitivo. De gustibus…
Qual è il vino che mi è piaciuto di più? Il Villalta, senza ombra di dubbio. Poi il Brachetto e il Caranti. Poi il Neuvsent. Dignitosa e conveniente anche la Barbera “Vera”.

#barbera2
Un esempio tangibile di comunicazione moderna del vino legata al web è stato #barbera2, l’evento organizzato il 14 maggio dello scorso anno che ha portato a Nizza Monferrato un centinaio di persone con due passioni in comune: il vino e il mondo digitale. Un evento unico nel mondo enologico e nell’era digitale. Monica Piscella e Gianluca Morino sono stati gli organizzatori e i propulsori, insieme ad altri produttori della Barbera. Scommettiamo che, presto, saranno imitati da altri.A distanza di un anno un evento remainder: una ventina di partecipanti a #barbera2 si sono ritrovati nel vigneto “digitale”, divenuto reale, per toccare con mano la crescita delle piantine. Un evento emozionante per diversi vignaioli in erba. E’ stato questo un autentico progetto di comunicazione di un vino e del territorio, fatto sul suo territorio. Il vigneto che nasce, cresce e produce i frutti grazie alla comunità del Web e ai social network.
C’è un significato profondo: “La Barbera è un vino che appartiene a tutti – spiega Morino – assolutamente non elitario. Si è cercato di svecchiare la sua immagine. Partendo dal web e dall’entusiasmo partecipativo che infonde, si è arrivati alla gente e nel concreto alle piantine di vite. Una condivisione vera dell’esperienza e delle emozioni. Un modo per coinvolgere più appassionati e non i soliti addetti ai lavori ed esperti. Vogliamo che la Barbera sia un vino giovane, anche per i giovani”.
Un obiettivo che noi di Wining approviamo e condividiamo pienamente. 

Dal video di #barbera2 con Gianluca Morino (vedi)
“Il vigneto di #barbera2 è stato concepito nel maggio dell’anno scorso. E’ un vigneto reale, esiste davvero in località Caratti nel comune di Castelnuovo Calcea con le barbatelle che sono state assegnate ad ogni partecipante all’evento di  #barbera2 che si è svolto a Nizza Monferrato, il 14 maggio del 2011. Il significato delle barbatelle? Era per avere un legame forte con il territorio del Nizza: è stata perciò affidata ad ogni persona una barbatella. Che è stata di fatto impiantata il 9 giugno. Quindi si vuole far vivere a tutti i partecipanti l’esperienza vera di piantare una vigna, di vederla crescere e in futuro di vedere i risultati e i frutti di questo vigneto: o in un bicchiere e nelle poche bottiglie che verranno prodotte. E’ quindi un riferimento molto forte al territorio del Nizza. Sono 100 barbatelle di Barbera e ognuna può avere il nome del singolo partecipante. Adesso siamo nel secondo anno di vegetazione e le barbatelle non hanno ancora uva. Quindi il prossimo anno inizieranno a produrre dei piccoli grappoli. La vendemmia, la prima, sarà quella targata 2014”.

Azienda agricola Cascina Garitina, via Gianola 20 – Castel Boglione (Asti) – tel 0141 762162

Bottiglie prodotte: 200.000; vitigni coltivati: barbera, dolcetto, brachetto, cabernet sauvignon, merlot, pinot nero


Links: 

www.cascinagaritina.it
www.ilnizza.net
http://enotecanizza.spazioweb.net/
www.#barbera2.it

 

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A proposito dell'autore

Umberto Gambino

Lo scrivo subito, tanto per non generare equivoci: non mi piace improvvisare. Sono sempre uno che dà il massimo in tutti i campi. Prima di tutto adoro il mio lavoro di giornalista: si può dire che sia nato con questa idea fissa. Non ho mai voluto fare altro nella vita. Però di cose ne seguo parecchie contemporaneamente: potrei definirmi un esempio anomalo di uomo "multitasking". Dopo una trentina d'anni da cronista sul campo, sono attualmente caposervizio del Tg2 Rai. Sul versante enologico, sono sommelier Master Class dell'Ais e coordinatore della guida Vinibuoni d'Italia Touring. Si può ben dire che il mondo del vino è il mio ambiente naturale, e non poteva essere altrimenti, in quanto figlio e nipote di viticoltori siciliani. E' anche in loro onore, per ricordare sempre le mie radici, la mia terra natìa, gli odori e i sapori di quando ero bambino, che mi sono inventato - con l'amico webmaster, Maurizio Gabriele - il massimo della "digital creativity": una formula inedita per un web magazine di reportage in stile blog sull'enogastronomia: www.wining.it che state leggendo. In più sono anche un ottimo fotografo. Può bastare?

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