di Mariangela Bonfanti
L’idea “In Soave” è partita da cinque imprenditori che operano nell’accoglienza e nel turismo. Il significato dell’ambizioso progetto rivolto alle realtà produttive14_logo In Soave delle tre valli – Val d’Illasi, Val Tramigna e Val d’Alpone – è tutto nell’incipit della presentazione ufficiale: “Ci immaginiamo un grande parco tematico vocato all’enogastronomia, al turismo esperenziale e alla riscoperta, in chiave innovativa, di tradizioni e miti popolani”.
Potrebbe nascere presto una sorta di Soaveland dove le attrazioni sono i vitigni da cui nascono vini importanti, apprezzati fin dall’antichità: il Soave Superiore DOCG, il Soave DOC, il Soave Classico Doc, il Recioto di Soave DOCG, che nel 1998 è stato il primo vino veneto ad ottenere la Denominazione di origine controllata e garantita. E di Storia…e storie, da raccontare in queste valli, ce ne sono davvero tante, da vendere! Si tratta però, di creare proposte strutturate, ricche di contenuti, al passo con le esigenze del turista moderno, italiano oppure straniero, che vuole le eccellenze e la qualità in un territorio accogliente, ospitale e soprattutto organizzato.

Tanto calore ed entusiasmo hanno accompagnato la presentazione ufficiale, ospitata dalla Cantina Sandro De Bruno a Montecchia di Crosara, e illustrata dal presidente di “In Soave”, Roberto Ferroli. Tra gli invitati, i sindaci e gli amministratori di diversi comuni delle tre Valli, coinvolti nel progetto, giornalisti e operatori del settore turistico enogastronomico.

Era presente anche il professor Nicola Franchini del Ciset, il Centro Internazionale di Studi sull’Economia Turistica dell’Università Cà Foscari di Venezia, che ha esposto i dati e i programmi della Regione Veneto per lo sviluppo turistico della Pedemontana da affiancare alle proposte delle grandi destinazioni limitrofe come: Verona, Venezia e Lago di Garda.

In questa prospettiva l’interesse è rivolto a quelle tipologie turistiche in crescita che rappresentano, anche dall’incoming estero, una forte domanda, sono i cicloturisti e i turisti enogastronomici. Recenti studi sul settore confermano l’importanza di dedicare strutture e servizi rivolti a trattenere sul territorio turisti come questi che spendono, mediamente, circa 140 euro al giorno.

La presentazione di “In Soave”, con l’immancabile degustazione dei vini locali e delle specialità tipiche, è stata salutata dai Trombini di San Bortolo, un’antica usanza che risale alla Lessinia Cimbra e consiste nel fragoroso scoppio di un’arma caricata a salve, assolutamente inoffensiva, anche se non la pensano così i timpani di chi staziona nelle vicinanze.

09_le auto elettriche per le escursioni in cantine e frantoiTra le novità già in corso, è richiestissimo il Twizy Tour che ho provato con alcuni colleghi giornalisti in un caldo pomeriggio, tra vigneti, boschi, cantine e paesaggi di grande bellezza.

Le piccole ed agili auto elettriche, nel rispetto acustico ed ecologico dell’ambiente intorno, raggiungono veloci, percorsi spesso inediti e difficilmente raggiungibili dalle autovetture, ed è inutile dirlo, sono molto più divertenti! Il tour a cui ho partecipato ha compreso l’eccezionale visita al Castello d’Illasi, attualmente chiuso al pubblico, con la guida straordinaria del conte Lapo Sagramoso. Molti punti d’interesse dei vari itinerari sono in fase di definizione, ma devo dire che una sosta alla Cantina Trabucchi ad Illasi ubicata su tre piani, scavati nel cuore della montagna, è proprio da non perdere.

www.insoave.com

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A proposito dell'autore

Mariangela Bonfanti

Vivo a Verona. Il vino e la buona tavola hanno incontrato la mia storia professionale di giornalista svariate volte. Ho iniziato giovanissima a scrivere e a condurre programmi radio e TV negli anni '80. Erano ancora lontani i tempi dei cuochi in televisione e dei canali tematici dedicati alla cultura del vino e della cucina, ma il programma che conducevo su Rai 3 dal titolo "E'gradito il dialetto"si concludeva con tavole imbandite intervistando sommelier e chef al lavoro tra i fornelli. Mi sono sempre divisa tra il pubblico delle platee e quello delle televisioni,Telenuovo e Telearena le due emittenti veronesi dove ho lavorato fino al 2010 occupandomi di cronaca e di trasmissioni sulla salute e il benessere. Nelle molte edizioni di Vinitaly di cui ho presentato gli eventi per Verona Fiere ho avuto modo di conoscere tante cantine e le loro storie che mi hanno affascinata. Sono entrata a far parte dell'Associazione Nazionale Le Donne del Vino nel 2012 occupandomi dello sviluppo del brand di un'azienda agricola della Valpolicella. Un' esperienza che mi ha consentito di acquisire buone competenze anche nel campo della produzione e del marketing del vino. Ma le passioni ritornano sempre e grazie proprio alle Donne del Vino ho ritrovato ciò che più amo fare: la giornalista che documenta le cose belle della vita e che fanno stare bene; il mondo del vino e' sicuramente una di queste.

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