di Umberto Gambino
sicilia1-04– Un gradevole, irrinunciabile appuntamento enoico di primavera. L’occasione per incontrare i tanti amici (produttori e comunicatori) che rappresentano il meglio del mondo del vino siciliano.
Ecco cosa è diventata per me Sicilia en Primeur, che ha tagliato il traguardo dell’undicesima edizione proprio a “casa mia”. Per chi non lo sapesse, io sono messinese di nascita (da mamma milazzese) e quello delle isole Eolie è il mio mare! Perciò Sicilia en Primeur non sarà mai, per me, un evento di routine bensì un autentico appuntamento del cuore che mi riporta – con gioia – alle mie radici.

Ma, mettendo da parte le considerazioni nostalgiche, da questa edizione, sapientemente organizzata da Assovini Sicilia, ho tratto alcune riflessioni flash.

L’en primeur doveva essere incentrata sulla valorizzazione dei vitigni autoctoni delle piccole isole (che circondano la Sicilia, isola madre).

Invece nulla di tutto ciò, a parte la dettagliata relazione del professor Attilio Scienza. Erano in degustazione solo tre vini eoliani (Malvasia delle Lipari). Ma l’atmosfera solare e a tratti selvaggia di Vulcano (e la splendida location) hanno comunque aiutato gli 80 giornalisti, provenienti da ogni parte del mondo, a capire a che punto si trova la valorizzazione del vigneto Sicilia sia dal punto di vista della promozione sia per la qualità. Un’opera meritoria che prosegue, da oltre un decennio, grazie ad un gioco di squadra compatto (ehm, qui sono di parte) che non ha eguali in nessun’altra regione italiana. Con molte luci e qualche ombra.

Capitolo vini bianchi
. Il Grillo (a discapito dell’Inzolia) si è consolidato come il vitigno territoriale di punta per tutti i produttori. Non più “una delle uve del Marsala”, ma un vino pulito, netto, riconoscibile, intriso dei sapori del mare e della calda terra sicula. Il vitigno Grillo (Scienza dixit) è geneticamente figlio del Catarratto e del Moscato di Alessandria (lo Zibibbo).

Trovano sempre meno spazio (tranne rari esempi consolidati) i vini in parte o in tutto da uve internazionali: lo Chardonnay è quello che ha dimostrato di sapersi ben adattare ai suoli e al clima siciliani.

Capitolo vini rossi.
Il Nerello Mascalese continua la sua ascesa nei favori degli appassionati e dei giornalisti specializzati. Ormai è una certezza: proprio dal vitigno, “marker” etneo (e del versante nord orientale dell’isola) si ottengono i vini più profondi ed eleganti rispetto al Nero d’Avola che però rimane sulla breccia.Cresce anche la qualità dei Cerasuolo di Vittoria (unica Docg siciliana) e dei Frappato caratterizzati da fresche note di frutta rossa e grande bevibilità.

Capitolo passiti
. Poco o nulla di nuovo se non i soliti calligrafici esempi di Passito di Pantelleria e Malvasia delle Lipari. Per il resto, sembra di assistere a pure esercitazioni enologiche per “amatori” del genere. Ma per favore no, cari vignaioli siciliani, lasciate stare le uve internazionali costrette a finire nell’uvaggio di passiti improbabili o (come ho sentito dire) “alla francese”! E nemmeno sotto tortura rivelerò gli autori di esperimenti simili.


Capitolo spumanti.
Nessuna novità en primeur presentata: le bollicine da Grillo o Carricante sono rimaste nelle cantine degli assenti. Per il resto i soliti buoni o meno buoni Chardonnay ma del 2012. E poi, meglio tacere delle bollicine da vitigni nordici spacciate per territoriali siciliane!

Fra gli assenti di spicco cito Firriato (per il secondo anno consecutivo), Benanti, Palari, De Bartoli, Hauner (l’unico socio Assovini eoliano). E questo non mi sembra positivo.

Note molto a favore di Sicilia en Primeur
: i sei differenti e suggestivi enotour ai quali buona parte dei giornalisti (in netta maggioranza stranieri) hanno partecipato, le tipiche bontà gastronomiche locali, il suggestivo e (davvero) unico paesaggio mozzafiato offerto dall’arcipelago delle isole Eolie, la perfetta e professionale organizzazione dell’evento (in tutti i dettagli), curato come sempre dalla Assovini Sicilia (presieduta da Antonio Rallo), coaudiuvata dalla Thurner PR di Firenze e dalle hostess della Panormus. Un grazie sincero e sentito a tutti.Presto troverete online su questo sito i vini en primeur (annata 2013) che ho trovato più veri ed emozionanti: la mia personalissima “Hit List”. (fine prima parte, continua; leggi qui la seconda e la terza puntata)
www.assovinisicilia.it