di Umberto Gambino 

Il proverbio del vecchio saggio dice: “L’attesa viene premiata”. Anche la “pazienza” aggiungo io. Chi mi conosce ben sa che ho una predilezione per i vini della mia terra natale. Perciò, fra una caterva di impegni di lavoro, non potevano mancare le mie note di degustazione dedicate alle annate “non en primeur” dei vini degustati a Taormina, nel corso dell’edizione targata 2015 di Sicilia en primeur. Per chi si fosse perso la puntata sui vini “en primeur”, basta cliccare qui e … niente paura … non avete perso nulla.
Ecco perciò le mie note tasting, precisando che era umanamente impossibile assaggiare davvero tutto quel “ben di Dio” enoico a disposizione: circa 600 vini. Mi sono limitato (si fa per dire) a circa 1/6 del totale, seguendo molto il mio istinto e provando a scoprire le novità anche fra le annate già in commercio.

Bianchi dell’Etna

Cottanera – Etna Bianco Dop 2013
Dal vitigno Carricante, l’uva bianca autoctona più tipica dell’Etna, si ottiene un vino improntato ad un registro fresco, agrumato, vegetale, con tinte di ginestra ed erba tagliata. Al gusto non finisce mai di sorprendere perché si apprezzano, nell’ordine: freschezza, sapidità, pienezza di corpo e un bel retrogusto  di mandarino. Leggiadro al naso e in bocca!

Graci    – Arcuria Etna Bianco Dop 2013
Carricante. Un quadro a tinte tenui di scorza d’agrume, iris, pepe bianco. Un soggetto che si apprezza al gusto perché morbido, fresco e sapido come una sferzata di brezza marina. L’autore è Alberto Aiello Graci che ci fa ricordare il suo vino per la sua persistenza e dinamicità.  

Planeta – Eruzione 1614 – Sicilia Dop 2014
Carricante 90% e Riesling 10%. Dove – secondo voi – si poteva coltivare (con soddisfazione) il Riesling al Sud se non alle pendici di un vulcano, autentica matrice di mineralità? Quella piccola quota di uva nordica, immersa in un microclima che è tutto fuorché meridionale, fa la differenza in questo bianco, tipico ma non troppo. Annusando il calice scopri tante belle cose: fiori e frutti bianchi e gialli (le pesche di Moio Alcantara), note di iodio, cannella, mandorla, orzata e tante fini spezie aromatiche. In bocca è deciso, fresco, avvolgente, molto sapido, intenso, con retrogusto di incenso. Un Etna bianco “new age”.

Tenuta di Fessina – Il Musmeci Bianco Etna Bianco Doc Superiore 2013
Da anni conosco bene il Musmeci Rosso di Tenuta di Fessina, ma che anche il suo “cugino” bianco in versione Carricante in purezza avesse questa piacevolezza è stata una piacevole sorpresa. Eccolo, con le sue belle spezie aromatiche e dolci in evidenza, con il suo cedro di Sicilia, i suoi canditi, la sua vena minerale che avanzano inesorabili a corrompere i sensi. Olfatto e gusto coerenti, con freschezza e acidità che bilanciano bene la sapidità, in un finale lunghissimo in cui ritorna la seducente nota di cedro.

Rossi dell’Etna

Al Cantara – O’Scuru O’Scuru – Etna Doc 2012
80% di Nerello Mascalese e 20% di Nerello Cappuccio. Una lieta sorpresa questo interessante rosso vulcanico in cui fa la sua parte anche il Nerello Cappuccio, l’altro vitigno tipico dell’Etna. Lo annusi e fanno capolino in chiara sequenza piccoli frutti scuri, caffè e cioccolato fondente in un registro già evoluto. Di piena soddisfazione al palato, strutturato, con tannini prima aspri e poi morbidi, che rendono piacevole sorseggiare questo vino decisamente teritoriale. 

Duca di Salaparuta – Làvico  Sicilia Igt 2011
Nerello Mascalese al 100%. E’ probabilmente il rosso dell’Etna che mi ha impressionato di più, favorito anche da un’annata felice: la 2011. Gran bel vino con note di spezie aromatiche, rosmarino, cardamomo, liquirizia, rabarbaro, in una decisa vena balsamica che non oscura affatto i toni di frutta rossa matura e floreali. Un naso “sinfonico” e “corale” che trova la sua sintesi naturale al gusto:  vibrante, deciso, intenso, dove fa la sua parte il tannino che massaggia e si distende. Sorso lungo, sapido con finale minerale e polposo. Un vino emozionante!

Planeta – Eruzione 1614 – Sicilia Doc 2012
Il “gemello rosso” della linea “Eruzione” (che ricorda l’anno di una imponente eruzione etnea) offre aromi di caramella alla vaniglia e spezie scure, poi more e altri piccoli frutti rossi su sfondo balsamico. Dice Patricia Toth, enologo di casa Planeta: “E’ un vino profondo”. Come darle torto? Sorso contenuto, misurato, fine, equilibrato, dal tannino corretto. Si beve con piacere e non finisce mai.

Tenuta di Fessina – Laeneo Sicilia Doc 2013
Un bel Nerello Cappuccio in purezza, considerato il vitigno “fratello” minore e meno famoso del Mascalese. Un po’ il Caino al cospetto di Abele. Ma questa volta il “Caino nel calice” è pacifico e si è preso la sua bella rivincita. Naso nettamente floreale con pennellate di rosa fresca e violetta, poi spezie dolci e mandarino fresco. Al palato è sapido, rotondo, fine, con tannini levigati e nota speziata e morbida nel lungo finale: da gran vino.

Bianchi di Sicilia 

Siciliaep15_2_021Baglio del Cristo di Campobello – Laluci – Sicilia Doc 2014
Grillo al 100%. Bel naso minerale, intenso, molto aromatico, quasi nordico, poi spunta la pesca gialla. Gusto avvolgente, fresco, sapido con finale di buccia di arancia. Gradevole e piacevole. Un bravo al produttore,  Carmelo Bonetta. Azzeccata anche la scelta dell’etichetta tratta da un ricamo storico, indossato allo stand da una graziosa fanciulla mediterranea.

Planeta – Cometa – Menfi Doc 2014
Un bianco da uve Fiano sempre ad altissimo livello. Sembra un guerriero arabo “buono” che irradia fasci di luce attorno a sé. Raggi che sono spezie aromatiche, frutta tropicale, menta, frutta gialla e tropicale, e tante altre belle cose. Naso che ha tutto e gusto coerente con la parte olfattiva. Uno dei miei bianchi del cuore. Avvincente!

Tasca d’Almerita – Didyme – Salina Igt 2014
E’ l’esempio chiaro di come si possa lavorare al meglio la Malvasia delle Lipari in versione secca. Al naso spezie aromatiche, felce, macchia mediterranea, albicocca, gelsomino, fumé minerale da terreno vulcanico. In bocca nota rotonda in avvio, poi progressione salina, lunga, perfettamente aderente al territorio.

Tasca d’Almerita “Fondazione Whitaker” – Mozia – Grillo Sicilia Igt Terre Siciliane 2014
Dai vigneti dell’isola di San Pantaleo  (l’isolotto dello Stagnone), a Marsala. Un vino decisamente salino e aromatico. Sia al naso che in bocca risulta molto sapido, avvolgente, minerale, fresco e di lunga persistenza. Un nettare mediterraneo, che racchiude il calore del sole e la salinità del mare. Da abbinare a una frittura di pesce fresco.

Spadafora – Schietto Chardonnay – Igp Terre Siciliane 2012
Note di vaniglia, frutta esotica, spezie dolci. Bocca intensa, appagante, molto sapida, finale di pompelmo, lungo e irresistibile. Un bel vino “internazionale” ormai adattato alle terre di Sicilia. Piace e si fa piacere!

Valle dell’Acate – Bidis – Doc Sicilia 2013
Da uve Chardonnay. Sa di agrumi di Sicilia, cedro, limone, arancia, mandarino. Poi fiori di ginestra e mandorle. Bocca intensa, molto sapida, tridimensionale, morbida con un bel finale di arancia e cedro.

Rossi di Sicilia

Arianna Occhipinti – SP Rosso – Terre Siciliane Igt 2014
Frappato 70% Nero d’Avola 30%. La “giovane” Arianna è ormai una certezza del “Frappato, Cerasuolo e dintorni”. Ecco due bei vini, decisamente territoriali nei quali si apprezza bene il frutto originale (cioè l’uva) senza troppe sovrastrutture. Vino naturale, sì, ma ben fatto. Questo bel rosso rubino, un po’ scarico nel calice, sa di ciliegia, rosa, ribes, marasca, arancia amara. Gusto tannico, poi si distende fresco e sapido con un finale che richiama deciso la ciliegia.

Arianna Occhipinti – Grotte Alte – Cerasuolo di Vittoria Classico Docg 2010
Frappato 50% Nero d’Avola 50%. Prevalgono note resinose, spezie aromatiche, di liquirizia e sottobosco.  Lo bevi ed è fresco, sapido, lungo, con tannini morbidi ma presenti. Vino di classe e struttura al tempo stesso.

Barone Sergio – Sergio – Eloro Doc 2010
Nero d’Avola 100%. Dalla zona di Siracusa ecco uno dei pochi Doc Eloro. Vino evoluto, etereo, con note di caffè, cioccolato e tartufo. In bocca si presenta con un attacco morbido ma deciso, molto fresco, sapido, dal  tannino vellutato. Gran bel finale di frutta in confettura.

Feudo Maccari – Saia – Sicilia Dop 2012
Da uve Nero d’Avola coltivato nella zona di Noto. E’ un rosso di Sicilia caldo, nobile e grintoso al tempo stesso. Sa di spezie, frutti di bosco, cioccolato e tabacco. In bocca scorre che è un piacere, sfoderando tannino, sapidità e freschezza. Persistenza e classe.

Feudo Principi di Butera – Deliella – Doc Sicilia 2012
Nero d’Avola in purezza. Un “evergreen” dei Nero d’Avola isolani che ha saputo rinnovarsi nel tempo. Oggi più finezza e meno opulenza rispetto a qualche anno fa. Al naso sfodera le sue armi di “seduzione di massa”:  pepe nero, cardamomo, frutta rossa, eucalipto. Coerente con il gusto: morbido, caldo, intenso, di buon estratto e tannini fini. Molto lungo con finale di frutta rossa fresca e note balsamiche. 

Le Case Matte – Faro Doc 2013
Nerello Mascalese 55%, Nerello Cappuccio 25%, Nocera 10%, Nero d’Avola 10%. E’ la Doc delle quattro N, tipica e storica della provincia di Messina: una Doc e un vino che rischiavano di scomparire e che dall’inizio del nuovo millennio ha ripreso vigore grazie ad un manipolo di viticoltori coraggiosi e testardi. Questo è un esempio didattico di Faro: note di pepe verde, more e vaniglia su sfondo balsamico. Sorso deciso, pieno, sapido, ancora giovane nel complesso, fresco e di buona persistenza. Un puledro che corre libero sui Monti Peloritani.

Planeta – Santa Cecilia – Doc Noto 2011
Da uve Nero d’Avola, un classico della casa che non delude mai. Note balsamiche, capperi, spezie aromatiche, frutta in confettura. In bocca sapido, morbido, fresco, tannini perfetti. E’ lungo e avvolgente. Fa barrique di secondo e terzo passaggio.

Tenuta Sallier De la Tour (Tasca d’Almerita) – Nero d’Avola – Sicilia Doc 2013
Dalla tenuta di 50 ettari nella Valle dello Jato (area di Monreale), arriva un rosso dai profumi freschi, fruttati, balsamici, spezie scure e dolci. Gusto sapido (vedi terreno sabbioso), tannino presente e fine, di persistenza e buona intensità. Targato “Tasca”!

Dolci e Passiti 

Tenuta Capofaro (Tasca d’Almerita) – Capofaro – Salina Igt 2013
Malvasia delle Lipari al 100%. Un’esplosione di sapori, odori e sensazioni. Frutti canditi, scorza d’arancia, miele, frutta tropicale. Tutto ritrovato al gusto, uno dietro l’altro. Esotico, da meditazione in riva al mare. 

Barone Beneventano del Bosco – Barone Guglielmo – Moscato di Siracusa Doc 2008
Un vino da uve Moscato Bianco di Siracusa, presentato dal giovane Pietro, nipote del titolare Ettore, il “barone” in persona a Siracusa. Colore ambrato tenue nel calice. Note di fichi secchi, miele, caramella mou, effetto fumé, iodato. Sorso dolce, morbido, poi rimane secco e sapido. Passito eccellente. 15.000 bottiglie.

Tenuta di Castellaro – Malvasia delle Lipari Doc 2012
Caso unico: una Malvasia coltivata e vinificata nell’isola di Lipari (e non a Salina o a Vulcano). Titolare,  l’imprenditore bergamasco di origine austriaca, Massimo Lentsch che fa parte del Consorzio I Vigneri di Salvo Foti. La cantina è stata inaugurata nel giugno 2013. Poi l’acquisizione del vigneto di Mick Hucknall, a Passopisciaro sull’Etna, che sarà l’Ottava Isola della Tenuta. I nuovi vini etnei saranno presentati nell’autunno 2015. Questo vino è 95% Malvasia delle Lipari, 5% Corinto Nero. Naso intrigante, smaltato, iodato, poi fichi secchi, datteri, albicocca. Gusto fresco, morbido, contenuto, lungo, di notevole piacevolezza. 20 giorni di appassimento delle uve sui graticci, fermenta in barrique. Prima vendemmia nel 2008.

Spumanti 

Planeta – Brut Metodo Classico – Doc Sicilia
Metodo Classico da uve Carricante al 100%. Al naso pane grigliato, lieviti, agrumi, frutta gialla e crema pasticcera. Buona complessità del bouquet. Sorso freschissimo, sapido, lungo, minerale, avvolgente. Abbiamo scoperto (ormai da qualche anno) come il vitigno Carricante possa dar vita a spumanti Metodo Classico di indubbia finezza.

Tasca d’Almerita – Almerita Rosè 2010
Pinot nero al 100%. Rimane a contatto dei lieviti per 36 mesi prima della sboccatura. Note di frutti di bosco, cognac, liquirizia. In bocca è minerale, fresco, avvolgente, di grande compattezza e piacevolezza. Lungo e da bere senza sosta. Per esempio: a chiusura di una giornata intensa di degustazioni. Per premiarsi e per mettere un punto esclamativo alla fine del reportage. Ecco il punto esclamativo!

www.assovinisicilia.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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A proposito dell'autore

Umberto Gambino

Lo scrivo subito, tanto per non generare equivoci: non mi piace improvvisare. Sono sempre uno che dà il massimo in tutti i campi. Prima di tutto adoro il mio lavoro di giornalista: si può dire che sia nato con questa idea fissa. Non ho mai voluto fare altro nella vita. Però di cose ne seguo parecchie contemporaneamente: potrei definirmi un esempio anomalo di uomo "multitasking". Dopo una trentina d'anni da cronista sul campo, sono attualmente caposervizio del Tg2 Rai. Sul versante enologico, sono sommelier Master Class dell'Ais e coordinatore della guida Vinibuoni d'Italia Touring. Si può ben dire che il mondo del vino è il mio ambiente naturale, e non poteva essere altrimenti, in quanto figlio e nipote di viticoltori siciliani. E' anche in loro onore, per ricordare sempre le mie radici, la mia terra natìa, gli odori e i sapori di quando ero bambino, che mi sono inventato - con l'amico webmaster, Maurizio Gabriele - il massimo della "digital creativity": una formula inedita per un web magazine di reportage in stile blog sull'enogastronomia: www.wining.it che state leggendo. In più sono anche un ottimo fotografo. Può bastare?

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