di Umberto Gambino

Che emozione! Sia per i vini che per la location scelta. Perché non è cosa di tutti i giorni (e non ha prezzo) poter assaggiare le nuove (e meno nuove) annate dei vini siciliani in un’ampia sala con finestre vista mare, nel bel mezzo della baia di Mazzarò: che, per chi non lo sapesse, è la spiaggia di Taormina. Panorama da favola e scatti dei calici con i vini “vista mare” che si sprecano ben volentieri. Un susseguirsi di colori: azzurro mare e cielo, verde delle rocce, giallo del sole. Calore di Sicilia e freschezza dei vini: un gran bel sorseggiare! E mi spiace per gli invidiosi.

Nota di servizio: non ho degustato i rossi 2014 perché gli stessi produttori li giudicano non pronti, visto che saranno in commercio fra un anno o due.
Ecco perciò la nuova annata 2014 dei bianchi di Sicilia in degustazione rigorosamente alla cieca. Questi i 10 vini risultati migliori, già pronti e di appagante bevibilità, dopo aver scoperto le carte. Li ho scelti fra i 18 disponibili in degustazione.

Masseria del Feudo – Il Giglio 2014
Insolia 100%
dalla zona di contrada Grottarossa (Caltanissetta). Vinificazione in acciaio e affinamento sui lieviti per 5 mesi. L’azienda dei fratelli Carolina e Francesco Cucurullo ha presentato, come sempre, un vino facile, intenso e comprensibile a tutti. Un Insolia didattico, dai toni netti di cedro e frutta gialla, dal gusto fresco, sapido e di buona persistenza.

Baglio di Pianetto – Ficiligno 2014
Insolia e Viognier
in parti uguali. Tre vendemmie per ogni singolo cultivar. Vinificazione solo in acciaio. Questo blend è ormai una certezza nel repertorio enologico del conte Paolo Marzotto che ha adottato la Sicilia come sua seconda casa. Come in un film, questo vino dipana la sua trama fra effetti floreali e lievi note aromatiche, sentori tenui e palato romantico: è sapido, fresco, con nota agrumata per un finale dai titoli lunghi e tempestosi.

Firriato – Le sabbie dell’Etna bianco 2014
Catarratto 40% e Carricante 60%
, fa due mesi sulle fecce e due mesi di affinamento in bottiglia. Vigne in Tenuta di Cavanera Etnea sul versante Nord del vulcano, a circa 600 metri di altitudine.
Giallo paglierino scarico nel calice. Rapisce il suo floreale di ginestra, seguito da pesca e albicocca, immersi in uno sfondo minerale, tipico, vulcanico, sabbioso, con tocchi di erba tagliata e gesso. Lo bevi e ritrovi pienamente una vena minerale, persistente. Retrogusto di cedro e arance. Energico!

Planeta – Cometa 2014
Da uve Fiano coltivate nei vigneti Gurra e Dispensa, nel territorio di Menfi (AG), ecco un vitigno di origine campana che ha trovato il suo habitat ideale anche in queste contrade dove si coltiva da circa un quarto di secolo. Uso di lieviti selezionati e fermentazione in acciaio sulle fecce fini.
Apre con note di camomilla e frutta gialla, poi ananas, litchi, mandarino, menta. Il sorso è sempre avvincente, vibrante, coinvolgente: sapido, equilibrato, commovente, lungo e … scusate se metto troppi aggettivi, ma questo è, per me, “il vino bianco di Sicilia” che mi ha fatto innamorare definitivamente dei vini della mia terra.

Baglio del Cristo di Campobello – Lalùci 2014
Grillo
100%. A fine fermentazione segue l’affinamento sulle fecce fini per 4 mesi, poi rimane  in bottiglia per 3 mesi. Un tipico Grillo della zona di Campobello di Licata, nell’Agrigentino. Terreni calcarei. Al naso esprime la spiccata tendenza “quasi aromatica” del vitigno, seguita da  spezie dolci. Bocca decisa, sapida, fresca, molto minerale, di ottima persistenza con finale di frutta e mandorla. Vivace!

Duca di Salaparuta – Kados 2014
Grillo
100% dai terreni di Salemi e Gibellina in provincia di Trapani. Il mosto fiore fermenta in piccoli fusti di rovere nuovo per 40 giorni.
Stuzzica i sensi con le sue note delicate, floreali e di frutta a polpa bianca. Ma quello che colpisce è il sorso, sapido, sapidissimo, quasi salato, ma non fastidioso, fresco, corposo e lungo come una Quaresima, che finisce in un bel sorso di agrumi: è l’effetto dei terreni di tipo misto argilloso e siliceo e del terroir particolare in cui nasce e si sviluppa questo Grillo. Possente!

Feudo Arancio – Grillo 2014
Da uve Grillo assemblate dalle due tenute dell’azienda di proprietà del gruppo trentino Mezzacorona. Affinamento sui lieviti in acciaio per 5 mesi.
Un vino costante, che non si smentisce mai. Anche quest’anno tinte fresche  agrumate e floreali. Gusto prima morbido, poi sapido e intenso, pieno e seducente, che finisce in una piacevole spremuta di agrumi. Come in un bel quadro dai colori naif!

Feudo Maccari – Grillo 2014
Grillo
dai vigneti ad alberello di Noto (Siracusa). Vinificazione in acciaio.
Apre al naso con note floreali evidenti e un ventaglio di frutta gialla. Bocca avvolgente, sapida e fresca. Un vino da bere, seducente come una geisha, finché non finisce la bottiglia. 

Barone Beneventano del Bosco – Chardonnay 2014
Fermentazione in acciaio a temperatura controllata. Questo Chardonnay al 100% è l’unico “internazionale” en primeur che mi abbia impressionato. Vigneti in comune di Siracusa.
Lo annusi ed è un susseguirsi di sensazioni: banana e pera, cannella e vaniglia, poi frutta tropicale, spezie dolci ed aromatiche, rosmarino e origano. Al palato sfodera classe, sapidità, freschezza, pienezza di bevibilità e un finale lungo e minerale. Battagliero!

Donnafugata – Zibibbo 2014
Vigneti di 25 anni coltivati ad alberello, fermentazione in vasca d’acciaio.
Al naso è tipicamente uvoso, zuccherino, aromatico. Bocca piacevolmente secca, morbida, fresca, tesa e dinamica. Finale piacevole. Autoctono per eccellenza!

Nota finale sui Grillo
Forse lo avrete notato, ma il Grillo è diventato il vitigno di riferimento fra i bianchi dell’isola, soppiantando l’Insolia e il Catarratto. Tutte le aziende lo producono e (quasi) tutte dimostrano di saperlo fare bene. Il Grillo dimostra flessibilità e versatilità perché si ottengono vini eccellenti, con caratteristiche diverse, in tutte le zone della Sicilia: al Sud, al Centro, ad Ovest, ad Est e a tutte le altitudini. Altro che solo in uvaggio per il Marsala!

www.assovinisicilia.it

www.siciliadoc.it

 

 

 

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A proposito dell'autore

Umberto Gambino

Lo scrivo subito, tanto per non generare equivoci: non mi piace improvvisare. Sono sempre uno che dà il massimo in tutti i campi. Prima di tutto adoro il mio lavoro di giornalista: si può dire che sia nato con questa idea fissa. Non ho mai voluto fare altro nella vita. Però di cose ne seguo parecchie contemporaneamente: potrei definirmi un esempio anomalo di uomo "multitasking". Dopo una trentina d'anni da cronista sul campo, sono attualmente caposervizio del Tg2 Rai. Sul versante enologico, sono sommelier Master Class dell'Ais e coordinatore della guida Vinibuoni d'Italia Touring. Si può ben dire che il mondo del vino è il mio ambiente naturale, e non poteva essere altrimenti, in quanto figlio e nipote di viticoltori siciliani. E' anche in loro onore, per ricordare sempre le mie radici, la mia terra natìa, gli odori e i sapori di quando ero bambino, che mi sono inventato - con l'amico webmaster, Maurizio Gabriele - il massimo della "digital creativity": una formula inedita per un web magazine di reportage in stile blog sull'enogastronomia: www.wining.it che state leggendo. In più sono anche un ottimo fotografo. Può bastare?

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