di Umberto Gambino
DSC 4877 “Sicilia En Primeur” non è solo l’evento che permette di assaggiare i vini  siciliani delle nuove annate (in questo caso il 2012) ma è anche l’occasione unica per “sentire” – con tutti i sensi – a che punto sono le bottiglie già in commercio delle cantine più rappresentative dell’isola consorziate in Assovini. Per chi ama i vini siciliani (come il sottoscritto, che “gioca in casa”) un appuntamento da non perdere. 
Gli assaggi che vi sottopongo sono stati fatti sia nel corso della “due giorni” di tasting “face to face” con i produttori, nel bellissimo chiostro del Grand Hotel borsa di Palermo, sia durante gli affascinanti “tour” sul territorio, direttamente nelle singole aziende visitate dai giornalisti divisi in cinque gruppi.

Insomma, che cosa viene fuori dalla decima edizione di Sicilia Ep? E soprattutto da questo tasting? Prima le conclusioni, poi il dettaglio dei migliori 42 assaggi.
1. Piccola nota da girare agli organizzatori e ad Assovini: secondo il mio punto di vista, sono state certamente più interessanti e “vere” le degustazioni “in the country” proprio perché inserite in un contesto che permette al giornalista visitatore (in perfetto “stile Wining”) di vivere e capire “dal di dentro” i territori dai quali nascono poi determinati vini.
2. Forse solo in questa bellissima isola/continente si può apprezzare l’effetto dei differenti “terroir” su ogni vitigno. Ma è chiaro: io sono sfacciatamente di parte!

3. Per fare un esempio, prendiamo il Nero d’Avola, l’uva a bacca rossa più coltivata in Sicilia. Si ha un bel dire (secondo critici “modaioli”) che il suo indice di gradimento è ormai in calo, ma la realtà è, per me, ben diversa. In Sicilia non esiste un solo Nero d’Avola (dipende anche dal tipo di clone piantato, dall’antichità dei vigneti, dai sistemi di allevamento e da tante altre variabili): basta confrontare il Calabrese (sinonimo di Nero d’Avola) originato nella Sicilia sudorientale (nettamente più speziato e salmastro) da quello della Sicilia Occidentale (dai toni freddi e più fruttati) per spostarsi poi al centro dell’Isola (più complesso ed elegante). Il Nero d’Avola resta sempre, senza tema di smentite, l’uva di riferimento per il vigneto siciliano. Lunga vita al Nero d’Avola, dunque.
4. Il Nerello Mascalese, vitigno chiave del terroir etneo, prospera ed è sempre più apprezzato. I critici lo elogiano (forse anche troppo) ma questa uva rappresenta solo l’1% del vitigno siciliano. La sua qualità media cresce di continuo e le altre varietà rosse della zona restano delle comprimarie. A Sicilia EP mancavano però alla rappresentanza etnea almeno un paio di aziende di peso che nelle scorse edizioni erano sempre presenti: scelte rispettabili, sia chiaro (forse ha pesato la crisi), però … direi che stavolta gli assenti hanno avuto torto.
5. Un altro vitigno rosso che sta letteralmente bruciando le tappe è il Frappato (zona di Vittoria nel Ragusano). Un vino che sta caratterizzando sempre più il suo territorio trainandolo verso livelli di eccellenza: frutti freschi, fiori, spezie dolci, tanta fragranza di mare sono le sue caratteristiche bene interpretate da cantine come Arianna Occhipinti e Valle dell’Acate. Fra l’altro, la Docg Cerasuolo di Vittoria è molto apprezzata dai consumatori degli States.
6. Vitigni internazionali. Fra i vini degustati sempre meno Cabernet e Merlot (ma qualcuno di gradissimo livello) e sempre di gran livello i Syrah che riescono ad adattarsi con stile e stoffa in particolare nell’area del Belice.
7. Bianchi. Capitolo a parte sui bianchi già in commercio. Qui sono le decine di Grillo a farla da padroni: tutte le cantine producono questa varietà in purezza o abbinata ad Inzolia o allo Chardonnay. Noi lo preferiamo senza aggiunte perché più fresco, immediato, territoriale, profumato. Stupendi certi esempi di Grillo della zona di Marsala che è quella di elezione. E se il Grillo sale, l’Inzolia scende in classifica come bianco di punta dei produttori.
8. Bollicine. Un’autentica sorpresa per fragranza ed avvolgenza al palato sono stati i Metodo Classico che diverse aziende di punta hanno deciso di produrre. Tre esempi per tutti: il buonissimo Extra Brut Grillo “Terza Via” di De Bartoli; il fresco e marino Brut (Chardonnay e Pinot Nero) di Donnafugata; e il Brut evoluto dal vigneto etneo (Carricante in purezza) di Planeta.
Tre esempi di uno stile caratteristico “made in Sicily” anche per i Metodo Classico.

Ecco il dettaglio degli assaggi migliori fra le etichette in commercio, sempre secondo il personale e soggettivo giudizio di Wining.

Bianchi 

Kados 2011 – Igp Sicilia – Duca di Salaparuta
Grillo (vigneto fra Salemi e Gibellina). Buona interpretazione del vitigno con l’uso del legno. Sentori di vaniglia, fiori di campo, agrumi, spezie dolci. Al palato è ampio, morbido, sapido, consistente, con tanto frutto che ritorna piacevolmente a farsi sentire. Fermenta in piccoli fusti di rovere per 40 giorni. 83/100
Grappoli del Grillo 2011 – Igp Sicilia – Marco De Bartoli
Grillo in purezza. Al naso è un’esplosione di frutti bianchi e fiori di zagara. In bocca, ampio, fresco, sapido, molto marino. Bel finale di mandarino che ritorna subdolo al palato. 90/100
Grappoli del Grillo 2002 – Igt Sicilia – Marco De Bartoli
Grillo al 100%. Molto vaniglia e fumé: un’interpretazione diversa (9 anni prima) dello stesso vino. Qui prevalgono tendenze tropicali, con note di nocciola, canditi e un piacevole finale di scorza d’arancia. Stile completamente diversi quelli del 2002 e del 2011. 84/100
Dalila 2011 – Igt Sicilia – Feudo Arancio
Grillo 80%, Viognier 20%. Il Viognier fa un passaggio in barrique. Un vino floreale, fruttato, sapido e penetrante al palato. Si beve bene. Da abbinare a sushi e cous cous di pesce. 85/100

Chardonnay – Igt Sicilia 2011 – Planeta
Un classico di Planeta che ha sempre i suoi fans (160 mila bottiglie). Naso boisé, nocciole, pan grigliato e sentori di agrumi. Gusto sapido, freschissimo, morbido, di notevole spessore. Calore e grinta. 85/100
Chiarandà 1999 – Doc Contessa Entellina – Donnafugata
Chardonnay e Inzolia in parti uguali. Aspetto giallo dorato, quasi ambrato. Naso di nocciola tostata, pera cotta, caramello e frutti tropicali. Gusto lunghissimo, notevole e finale agrumato. La bocca resta soddisfattaDSC 4912 da questo vino, fresco e di gran livello nonostante gli anni. L’uso del legno è uno stile che caratterizza questo millesimo. 92/100
Chiarandà 2009 – Doc Contessa Entellina – Donnafugata
Chardonnay in purezza. Frutta fresca gialla, floreale e molto varietale. Discreto l’apporto del legno di secondo passaggio. Sorso sapido, avvolgente, nettamente morbido, lungo con piacevoli ritorni di cedro. Dal 2006 è vinificato per metà in piccole vasche di cemento e per metà in rovere francese (barriques e tonneaux). 88/100
Santannella 2011 – Igt Sicilia – Mandrarossa
Fiano 60%, Chenin Blanc 20%, Viognier 20%. 
Vinificati separatamente: il Fiano fa un breve passaggio in legno, lo Chenin Blanc solo acciaio. Aromi gradevoli di vaniglia, fresco e sapido. 83/100
Alastro 2012 – Doc Sicilia – Planeta
Grecanico con una piccola percentuale di Fiano. Il Grecanico è un vitigno simile alla nordica Garganega. Naso netto di frutti bianchi, origano, timo, spezie dolci. Bocca all’inizio morbida e fresca, poi avvolgente e sapida. Vino da pesce a tutto tondo. 83/100
Bianca di Valguarnera 2010 – Igp Sicilia – Duca di Salaparuta
Inzolia (dal vigneto di Salemi). Note di nocciola e vaniglia, impronta lattica. Gusto esteso, imperioso, sapido. Un bel vino da funghi porcini. 86/100

Ciuri 2012 – Terrazze dell’Etna
Catarratto e altri bianchi autoctoni etnei. Sentori di pietra focaia, un po’ chiuso. Morbido, rotondo, lungo. 82/100
Archineri 2012 – Doc Etna Bianco – Pietradolce
Carricante. Floreale, frutti gialli, spezie aromatiche. Bocca morbida, ingresso dolce, poi lunga persistenza. 85/100
Arcuria 2011 – Doc Etna Bianco – Graci
Carricante. Aspetto giallo paglierino. Naso con note di pesca, erba tagliata, agrumi. Gusto fresco, sapido, profondo. Un superbianco eteneo. 89/100
Etna Bianco 2012 – Doc – Cottanera
Carricante. Naso su toni di pietra focaia e delicati fiori bianchi. Sorso minerale, lungo, salmastro, elegante. Bellissima bocca, naso fine, elegante, di classe. Lungo. 88/100

Rossi

Terre di Giumara 2010 – Igt Sicilia – Caruso & Minini
Da uve Frappato e Nerello Mascalese. Naso decisamente speziato, poi frutti di bosco. Al gusto è fresco, immediato, ma non di ampio respiro. 83/100
Cerasuolo di Vittoria “Dorilli” 2011 Docg – Planeta
Frappato 70%, Nero d’Avola 30%, E’ il cru della Docg che si presenta grintosa e avvolgente soprattutto al palato. Note di spezie dolci, poi balsamico. Lieve e ruffiano in bocca. Un vino che si fa bere, senza compromessi. 87/100


Delia Nivolelli Doc 2009 – Caruso & Minini
Syrah. Un rosso raffinato e di personalità, note di spezie scure, sottobosco, eucalipto. Tannino ben presente: discretamente muscolare. 85/100
Valentino 2010 – Igt Sicilia – Feudi del Pisciotto
Merlot. Naso vegetale, more, poi speziato. Bel tannino, fresco, sapido, morbido. 84/100
Maroccoli 2010 – Igt Sicilia – Planeta
Syrah. Esempio da manuale come questo vitigno internazionale abbia trovato in Sicilia (vigneto di Menfi) un suo terreno di elezione. Note di spezie dolci, rosmarino, cacao, cioccolato nero, fungo e salamoia. Decisamente vario ed elegante. Palato fresco, sapido, tannico, evoluto. Fa 14 mesi di barriques (30% nuove). 89/100

Merlot Sito dell’Ulmo 2010 – Igt Sicilia – Planeta
Sempre dal vigneto di Menfi (contrada Ulmo) ecco un nettare decisamente dai toni balsamici e cioccolatosi ma ben amalgamato con frutta rossa fresca. Gusto morbido, tannini levigati, freschezza ben supportata dal legno che non è per niente invadente, ma anzi conferisce eleganza. 14 mesi di barrique Elegante anzi un vero fuoriclasse. 90/100
Burdese 2009 – Igt Sicilia – Planeta
Un vino bordolese alla siciliana che è un altro classico di Planeta. 70% Cabernet Sauvignon, 30% Cabernet Franc. Maturazione in barriques tutte nuove. Naso regolare e nella tipologia: spezie piccanti e gradevole peperone. Bocca di sostanza, struttura, morbida e dai tannini perfetti. Retrogusto di frutti rossi. Un “mangia e bevi” di stile californiano più che francese, con stile. 88/100

20130426 132841Hedonis 2006 – Igt Sicilia – Feudo Arancio
Nero d’Avola 70%, Syrah 30%. Passaggio di 18 mesi in barriques. Naso speziato, fruttato fresco, balsamico, elegante, profondo. Tannini rotondi. Vino di personalità. 88/100
Mille e una notte 2000 – Doc Contessa Entellina – Donnafugata
Nero d’Avola e piccola percentuale di altri rossi autoctoni siciliani. 
Rosso rubino tendente al granato. Naso elegantissimo di lliquirizia, caffè, tartufo, rabarbaro, salmastro, decisamente “country”. Bocca “stilè” corposa, nervosamente tannica, persistente, equilibrata. Avvolgente. 92/100
Mille e una notte 2007 – Doc Contessa Entellina – Donnafugata
Stessa composizione del 2000. Note di spezie dolci e anche aromatiche, lievi sentori vangiliate (dovuti all’uso del legno). Al sorso si sente prima il tannino, poi l’acidità fino a distendersi con decisione. Bel retrogusto di cioccolato fondente, fresco e ancora decisamente tannico. Nobiliare. 88/100
Duca Enrico 2007 – Igp Sicilia – Duca di Salaparuta
Nero d’Avola dalle vigne di Butera e Riesi. Un vino che ha fatto la storia di questo vitigno in Sicilia.  Aromi terziari, etereo, cioccolato, tabacco, caffè. Bocca sapida, fresca, lunga, imperiosa. Tannino stupendo. Solo 15.000 bottiglie. Alto livello. 90/100
Santa Cecilia 2010 Doc Noto – Planeta
Nero d’Avola. Decisamente salmastro e da terra bianche della Val di Noto. Al palato dimostra sostanza ed equilibrio. Fine e di gran livello. 89/100
Faro 2010 – Doc Faro – Palari
Nerello mascalese, Nerello cappuccio, Nocera, altri autoctoni rossi. Naso balsamico, spezie dolci, rosmarino, timo, cacao, cioccolato. Gusto sapido, fresco, morbido, tannini massaggianti, lunga persistenza. 90/100

Lavico 2009 – Igp Sicilia – Duca di Salaparuta
Nerello Mascalese (dalla tenuta di Vajasindi sull’Etna, versante Nord). Un vino profondo e davvero vulcanico in tutti i suoi aspetti, Rosso rubino scarico (come un Pinot Nero), 12 mesi di barriques vecchie. Note eleganti di tostatura, caffè, balsamico, sottobosco ed erba bagnata. Palato morbido, elegante, austero. Da uve coltivate fra i 600 e gli 800 metri. 88/100
Eruzione 1614 – 2011 – Igt Sicilia – Planeta
Nerello Mascalese. La versione rossa del vigneto etneo. Naso ricco e fruttato: marasca, carrubba, prugna, poi floreale di rosa fresca e fiori di campo. Sorso nervoso ma vibrante, tannico, sapido, fresco e progressivo. Lungo e piacevole. 88/100
Quota 600 2010 – Doc Etna Rosso – Graci
Naso frutti di bosco, balsamico, speziato, aromatico, elegante. Bocca composta equilibrata, sapida, tannino gradevole.  86/100

Vini dolci, Marsala e passiti
 

Passito di Noto 2011 – Doc Noto – Planeta
Moscato di Noto. Naso lavanda e ananas, gelsomino e agrumi. Bocca dolce, fresca, con misura. Fine. 84/100
Hekate 2010 – Igt Sicilia Passito – Feudo Arancio
Blend di quattro vitigni aromatici: Viognier, Fiano, Grillo, Sauvignon e una piccola parte di Moscato Giallo. Naso di albicocca fiori e miele. Al gusto fresco, non stucchevole. Incantevole, come la bella e mediterranea “capo azienda”. 86/100
Ben Rye, Passito di Pantelleria Doc 2010
Zibibbo (Moscato d’Alessandria). Naso deciso di caramella mou, albicocca, pesca, liquirizia, miele e fichi secchi. In bocca fresco, dolce, caldo, minerale, lunghissimo. Sole, mare e vento fuse alla terra vulcanica dell’isola. Vendemmia dal 18 agosto. Un must! 91/100
Marsala Superiore Riserva 10 anni – Doc Marsala – De Bartoli
Grillo al 100%. Un vino stupendo, delicatamente fumé. 18,5%, note di caramella d’orzo, miele, gusto lungo, non dolce, un vino secco “non secco” con una piacevole sensazione dolce. Vivido. 86/100
Vecchio Samperi Ventennale – Marco De Bartoli
Grillo al 100%. Un 17% dove spicca al gusto la componente nocciolata, seguita da vera salinità e freschezza. Al naso è speziato e caramellato. Storico. 89/100
Centottanta 2009 – Igt Sicilia – Florio
Zibibbo. Si dimostra un piacevole ibrido fra Passito di Pantelleria e Marsala. Naso esplosivo, prima i sentori di zibibbo, poi l’aroma del marsala. Dai frutti troppicali e miele ai sentori più raffinati, tipici del Marsala. E’ così perché lo Zibibbo è invecchiato nelle botti usate per il Marsala. Dolce ma non stucchevole. Originale. 86/100
Donna Franca – Doc Marsala – Florio
Grillo. Giallo topazio. Naso di caramella d’orzo e fichi secchi, spezie, frutta matura, vaniglia. Gusto abboccato, avvolgente, caldo, stile Porto. Quattromila bottiglie per una riserva che supera i 10 anni. 15 anni di affinamento. Da meditazione. 90/100
Florio – Aegusa 1941 – Doc Marsala – Florio
Da uve Grillo. Aegusa significa “farfalla” (il nome dato dagli antichi greci all’isola di Favignana). E’ prodotto solo in particolari annate (all’incirca ogni 10-12 anni). Un Marsala semisecco di oltre 70 anni. Naso etereo, cannella, spezie dolci, fumé. Gusto speziato, freschissimo, con ritorni di caramella e mosto. Tutto da scoprire. 91/100

Metodo classico

20130424 204940Terza Via 2010 – Igp Sicilia – Marco De Bartoli
Grillo in purezza, spumante metodo classico, Extra Brut pas dosé, 12 mesi sui lieviti, 24 mesi in bottiglia. Sboccatura a febbraio di quest’anno. E’ una bollicina dagli aromi marini e dal sapore minerale. 88/100
Brut Metodo Classico 2011 – Igt Sicilia – Planeta
Carricante dal vigneto di Feudo di Mezzo (Etna, versante Nord). Frutti bianchi (melone e pesca), ananas, fiori bianchi, vulcanico nel suo perlage. Bocca fresca, sapida, ampia, di struttura, ritorno floreale. Piacevolissima la beva. 87/100
Brut Metodo Classico – Doc Sicilia – Donnafugata
Con la bellissima e tipica etichetta di Stefano Vitale ecco una sboccatura 2012 di Chardonnay e Pinot Nero in parti uguali. Un Brut fresco, dissetante, dai piacevoli aromi fruttati, che emana tutto il sole di Sicilia. 85/100.

Puoi leggere gli altri due articoli su Sicilia En Primeur 2013: qui e qui


Link: www.assovinisicilia.it  

 

 

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A proposito dell'autore

Umberto Gambino

Lo scrivo subito, tanto per non generare equivoci: non mi piace improvvisare. Sono sempre uno che dà il massimo in tutti i campi. Prima di tutto adoro il mio lavoro di giornalista: si può dire che sia nato con questa idea fissa. Non ho mai voluto fare altro nella vita. Però di cose ne seguo parecchie contemporaneamente: potrei definirmi un esempio anomalo di uomo "multitasking". Dopo una trentina d'anni da cronista sul campo, sono attualmente caposervizio del Tg2 Rai. Sul versante enologico, sono sommelier Master Class dell'Ais e coordinatore della guida Vinibuoni d'Italia Touring. Si può ben dire che il mondo del vino è il mio ambiente naturale, e non poteva essere altrimenti, in quanto figlio e nipote di viticoltori siciliani. E' anche in loro onore, per ricordare sempre le mie radici, la mia terra natìa, gli odori e i sapori di quando ero bambino, che mi sono inventato - con l'amico webmaster, Maurizio Gabriele - il massimo della "digital creativity": una formula inedita per un web magazine di reportage in stile blog sull'enogastronomia: www.wining.it che state leggendo. In più sono anche un ottimo fotografo. Può bastare?

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